Seminare e coltivare viole del pensiero , quando e come.

Le m mie viole

Coltivare le viole del pensiero partendo dal seme è semplice e soddisfacente, ecco come fare per crescere le piante che da metà marzo daranno vita a una fioritura sorprendente!

Curiosità sulle viole del pensiero..

Le viole del pensiero, conosciute anche come pansè, sono piante da fiore annuali o biennali,  in grado di fiorire ad autunno inoltrato, oppure a fine inverno/inizio primavera, periodo che va dai primi di marzo a giugno; regalando fiori e fioriture eccezionali dai colori sgargianti.

Le viole del pensiero fanno parte della famiglia delle Violaceae, orami coltivata in diverse parti del mondo, sono piante che raggiungono al massimo un’altezza di 35 cm.

La pianta ha una vita breve, molti la considerano annuale proprio perché l’arrivo dell’estate e le temperature sempre più calde, porteranno la pianta ad essere improduttiva, tenderà a seccarsi e a morire.

Sapete che poco prima di questo periodo, le piante produrranno tanti ovuli pieni di semi?

In questo articolo il mio intento è far notare quanto sia semplice prodursi ogni anno le viole del pensiero da soli. Basta procurarsi una bustina di semi acquistabile nei garden center,  online nei vari siti, Amazon oppure eBay, Altrimenti ricavarli dalle piante coltivate l’annata precedente.

E’ importante sapere che alcune piantine di viole acquistate al vivaio, potrebbero essere degli ibridi , perciò raccogliendo i semi da queste specie di pansè, potremmo ottenere piante e fiori diverse da quelle madri. Per iniziare si consiglia di acquistare una bustina di sementi, in modo da scegliere specie e colore. Leggi Raccogliere e conservare i semi.

       Le m mie viole

Le foto sopra sono le viole del pensiero che ho coltivato lo scorso anno, seminate a fine agosto 2017, e trapiantate a fine novembre. A sinistra la foto di fine febbraio, sbocciavano i primi fiori, a destra come nell’immagine dell’articolo, la abbondantissima fioritura dai primi di aprile alla prima decade di giugno 2018.

La semina:

La semina delle pansè si può effettuare in due periodi: giugno se si volesse ottenere la prima fioritura a novembre, oppure da me consigliata, il periodo che va da metà agosto fino ai primi di settembre, con una ricca fioritura primaverile già da marzo. In entrambi i casi il procedimento è lo stesso.

Seminare le viole sarà molto semplice, perché avverrà in serra fredda. Perché fredda?

La risposta è semplice, al contrario delle serre invernali le pansè non avranno bisogno dei vari accessori per il riscaldamento. Quindi procediamo:

Procuriamoci un semenzaio, che potrebbe essere anche una mini serra, se dotata di riscaldamento basterà non collegarla alla presa, oppure un contenitore fai da te.

Cio che servirà ora, saranno dei vasi piccoli (in commercio si trovano anche biodegradabili),un sacchetto di torba (un tipo di terriccio consigliato per la semina) e un nebulizzatore che servirà ad annaffiare i semini e poi i germogli.

Cominciamo a versare la torba in un contenitore e riempire i vasetti che ci siamo procurati precedentemente. Se non abbiamo vasi piccoli, si potrà optare a riempire il contenitore con la terra.

Riempiti i vasi con il terriccio scelto, bagnare il substrato con lo spruzzino e procedere con la semina.

Spargiamo i semini con attenzione, per ogni vasetto mettiamo dai 3 ai 4 semini, in modo da assicurarci almeno un germoglio, poco distanti l’uno dall’altro. Attenzione a non metterli attaccati.

Fare sempre qualche vasetto in più di quelli che occorrono, non tutti i semi daranno vita a una nuova piantina.

Procediamo con ricoprire i semini con uno strato sottile di terra bagnando nuovamente il terreno con il nebulizzatore.

I vasetti sono pronti, cosa fare adesso?

Una volta completato il procedimento sopra, bisognerà coprire il contenitore cha abbiamo scelto, se non disponete di un coperchio, utilizzare la pellicola trasparente da cucina.

Fare dei fori per arieggiare.

Ponete il semenzaio in una stanza buia, ad esempio una cantina.

Ora non resta che attendere dai 4 ai 5 giorni per vedere i primi risultati; nel frattempo continuare a nebulizzare la superficie del terreno ogni 2 giorni.

Passato tale tempo noteremo i primi germogli e le prime due foglioline. Lasciamo il semenzaio ancora dov’è per 3 giorni, poi potremmo portalo all’esterno, senza rimuovere  il coperchio, mettendolo all’ombra durante il giorno, al coperto la notte.

Facendo cosi, abitueremo pian piano le piccole piantine alla luce e alle nuove condizioni, aspettando i semini ritardatari. Passati 3 o 4 giorni i vasetti che hanno precedentemente germinato potranno uscire dalla serra, inizialmente sempre all’ombra per qualche settimana, in seguito si potranno spostare gradualmente al sole mattutino.

Continuare ad annaffiare con lo spruzzino.

Successivamente, eliminare gli eventuali germogli in eccesso.

Il trapianto:

Per effettuare il trapianto delle viole dovremmo attendere un paio di mesi, poco più o poco meno, che è il tempo necessario per lo sviluppo della piantina e di un buon apparato radicale. Durante questo periodo, ci prenderemo cura dei vasetti annaffiandoli ogni tal volta si asciuga il terriccio.

Come effettuare il trapianto?

Passato il periodo di sviluppo, selezioneremo le piante migliori. Quelle che hanno più di 4/5 foglie e cresciute in maniera ordinata, saranno pronte al trapianto. Procediamo:

Scelto il posto dove collocare le viole, prepariamo una buca.

Prendiamo i vasetti , bagniamo abbondantemente il terriccio in modo da compattare il terreno, esercitiamo una leggera pressione sul vaso facendo uscire la pianta e la terra insieme.

Delicatamente, senza far staccare la terra compatta dalle radici, posizioniamo la viola del pensiero nella buca che abbiamo preparato. Ricoprire la buca pressando con il palmo leggermente il terreno.

Successivamente concimare e annaffiare.

In fine..

Bene.

Ora che abbaiamo le nostre pansè, aspetteremo qualche mese per vederla crescere e fiorire. Nel frattempo, essendo piante invernali e resistenti al gelo, dovremmo fare attenzione alle annaffiature.

La pianta dovrà essere irrigata solo in caso di prolungata siccità durante l’inverno, oppure se notiamo il terreno asciutto, evitando alti tassi di umidità che favoriranno parassiti (mosca bianca o afidi neri) e successivamente malattie fungine come marciume radicale.

Con l’ arrivo della primavera e le giornate più calde dovremmo aumentare le annaffiature.

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