I metodi di riproduzione, la sintesi.

In questo breve articolo vediamo in sintesi, quali sono i metodi di riproduzione maggiormente usati nel giardinaggio.

Tutti noi appassionati di giardinaggio, prima o poi, non appena si prende un pò di dimestichezza con l’argomento, desideriamo moltiplicare le piante del proprio giardino. Alcuni metodi sono semplici, si imparano più facilmente di altri, i quali richiedono un pò di pazienza e qualche pratica prima di riuscire nell’operazione. Quindi con un pò di pratica appunto, e qualche informazione in più, riusciremo ad avere la soddisfazione di veder crescere qualche pianta da noi riprodotta, con il metodo scelto. Ricordate che il pollice verde lo possono aver tutti. Basta aver voglia di applicarsi, porci l’obbiettivo di riuscirci e sicuramente dopo vari tentativi riuscirete anche voi.

La cosa fondamentale è imparare qual’è il momento giusto per effettuare la tecnica da utilizzare, che sia semina o talea ad esempio, e come portarla a buon fine. La stessa pianta può essere moltiplicata in modo diverso, a secondo delle circostanze. Ora proseguiamo.

E’ importante distinguere due categorie di moltiplicazione.

1 La riproduzione sessuata.

Avviene attraverso i fiori, per impollinazione e semi. Con questo metodo potremmo ottenere piante con caratteristiche diverse dalla pianta madre, perché il seme conterrà i geni delle due piante genitori.

Semina:

La semina è il metodo naturale con cui si rigenerano e riproducono le piante. Le specie che nascono da seme, prendono i geni di entrambe le piante madri, con piccole differenze. Sono le erbacee annuali, biennali, perenni ed orticole le specie che utilizzano questo metodo per moltiplicarsi. Un seme per germinare ha bisogno di calore, aria ed umidità, molte anche del buio, altre invece germogliano anche in presenza di luce.

2 Propagazione asessuata o vegetativa.

La propagazione avviene attraverso gli altri metodi,: talea, propaggine, margotta, innesto, divisione dei cespi e bulbi. Con queste tecniche, le piante che otterremmo saranno identiche a quella madre.

Talea:

E’ il metodo più utilizzato e più semplice nel giardinaggio amatoriale. Le talee possono originarsi da alcune parti della pianta; ad esempio le più utilizzate sono: germogli e fusti e si categorizzano in talee erbacee, legnose e semilegnose; ma anche da gemme, foglie e radici. Le piante ottenute tramite talea saranno identiche alla pianta madre.

Guarda: Metodi-di-propagazione talea.

Divisione:

La divisione dei cespi è la modalità più usata per propagare le piante erbacee perenni. Si suddivide la pianta madre in due o più parti e la piantina divisa avrà già radici e rami propri, quindi potrà attecchire facilmente. La pianta suddivisa sarà identica a quella madre.

Guarda: divisione dei cespi.

Propaggine:

E’ un metodo utilizzato anche dalla natura stessa. Le piante propagate per propaggine hanno caratteristiche identiche alla pianta madre. Si propagano con questa tecnica, piante con rami striscianti, fusti flessibili e rampicanti, che venendo a contato con il terreno, tendono a radicare. La radicazione solitamente avviene in tempi brevi.

Guarda: propaggine.

Margotta:

La margotta rientra tra i metodi più complessi. Consiste nell’incidere la corteccia di un ramo che di seguito verrà avvolto con un sacchetto e riempito di un soffice terriccio. Si tenta di far radicare un ramo attaccato ancora alla pianta madre, per poi staccarlo non appena l’apparato radicale sia ben sviluppato, trapiantando la nuova pianta. Utilizzando la tecnica della margotta si ottengono piante identiche a quella madre. E’ un metodo maggiormente utilizzato per propagare alberi da frutto.

Innesto:

E’ il metodo più complesso che richiede più esperienza. Consiste nell’inserire una marza (germoglio) ad esempio di un albicocco, in un ramo di un’altra specie di albicocco che prenderà il nome di portainnesto. Si usano diverse tipologie di innesto, ad esempio: a spacco od a gemma. La pianta innestata prenderà le caratteristiche della marza derivante dalla pianta da cui è stata prelevata, mantenendo l’apparato radicale della pianta portainnesto. Questa tecnica si usa maggiormente sulle piante legnose come gli alberi da frutto, ma anche nelle rose.

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