Caratteristiche dei semi. Tipologie e raccolta.

In questo articolo vedremo le caratteristiche dei semi, in modo da riconoscerne la tipologia ed i consigli sulla raccolta.

Solitamente è l’autunno il periodo nel quale le piante annuali e biennali del nostro esterno cominceranno a seccare. Magari hai in mente di raccogliere alcuni semini ma ti serve qualche consiglio! Bene sei capitato nel post giusto. Leggendo e seguendo questo articolo potrai ottenere maggiori informazioni riguardanti le tipologie dei semi, perché non sono tutti uguali, e la raccolta, quando effettuarla, come procedere e soprattutto gli accorgimenti di cui dovrà tener conto chi volesse procedere nell’operazione.

La raccolta.

SEMI SULLA MIA CELOSIA

Molti anni fa l’operazione della raccolta dei semi veniva utilizzata con più decisione. Si raccoglievano i sementi delle piante del proprio giardino, ma soprattutto degli ortaggi, in modo da riprodurre la specie l’annata successiva. Negli ultimi anni, il gioco non sempre vale la candela. Questo perché i semi in commercio hanno un prezzo irrisorio, ma anche per il motivo che un gran numero di piante acquistate sono ibride (F1) e per questo i semi raccolti e riprodotti da queste tipologie di piante, avranno caratteristiche decisamente diverse da quella madre. Non solo l’aspetto, ma saranno sicuramente inferiori come produttività, vigore e resistenza a malattie. Ma anche ai giorni d’oggi gli appassionati che raccolgono i semini ci sono e come! Facendo qualche selezione, sia nei sementi acquistati, sia dalle piante da cui vengono raccolti, si possono ottenere, oltre che ottimi risultati, delle belle soddisfazioni.

Per chiarire meglio, ecco dei consigli:

Fare attenzione nell’acquisto dei sementi. Se si ha intenzione di riprodurre un certo tipo di pianta, ad esempio annuale, negli anni successivi, consiglio di guardare la bustina e se indicato nella confezione, non scegliere i semi con scritto: ibrido o F1. In questo modo anche i semi che raccoglierai dalle piante nate l’anno precedente saranno di buona qualità.

Le piante con fiori oppure ortaggi dalle forme, dimensioni e colori inusuali, hanno alte probabilità di essere un ibrido.

Si possono acquistare quindi semi di piante ibride (F1)? La risposta è si. Il concetto per farlo semplice è breve. I semi nella bustina daranno vita alla pianta con le caratteristiche raffigurate nella confezione, ma i semi raccolti dalla pianta stessa e seminati di nuovo, daranno risultati diversi come descritto sopra.

Effettuare la raccolta è molto semplice, ecco come si fa. E’ consigliato prelevarli in giornate asciutte e soleggiate. Le piante da cui si raccolgono i semi dovranno essere sane, prive di parassiti e malattie. Molti semi sono racchiusi in delle bacche o capsule, meglio raccoglierli prima che si schiodano da sole. Una volta asportati, vanno eliminati gli involucri e i residui. Per effettuare questa operazione, si potrà utilizzare un setaccio o una trama sottile. Ora potete racchiuderli in una bustina di carta e richiuderla per bene, conservando il raccolto in un posto buio e arieggiato, con tanto di etichetta identificativa.

Ricorda che la raccolta dei semi è un’operazione che rientra tra i lavori autunnali, per saperne di più dai un’occhiata anche a questo articolo: Il calendario dei lavori autunnali.

Tipologie dei semi.

SEMI MOLTO PICCOLI, NICOTINA ALATA

I semi possiamo suddividerli nei seguenti gruppi, in modo da riconoscerne le caratteristiche e il modo migliore per seminarli.

.Molto piccoli:

Contengono poche sostanze di riserva e per questo è consigliato seminarli il prima possibile, ad esempio non oltre la primavera successiva, perché possono perdere le loro capacità di germinare. In questo gruppo di semi troviamo quelli di Begonia, Nicotina alata e Portulaca. Per interrare questi semini è sufficiente spargerli sul terreno e ricoprirli con una leggerissima spolverata di terriccio.

.Carnosi:

Hanno questo genere di semi molti ortaggi come fagioli, piselli e ceci, od alcune piante arboree come ad esempio le querce. Questi semi si possono immergere in acqua tiepida un giorno prima della semina, perché ne favorisce la germinazione.

.Con tegumenti duri:

Questi generi di semi li troviamo nelle piante come Thunbergia, Pisello odoroso ed Ipomea. Per agevolare la germinazione di questo tipo di semi, possiamo effettuare la cosiddetta “scarificazione”, cioè una piccola incisione nella parte opposta rispetto all’occhio del seme. Questa operazione può rimanere difficile per i neofiti, in tal caso si può procedere immergendo i semi in acqua tiepida per circa una giornata e seminarli subito dopo. Basterà fare un foro profondo circa due volte la dimensione del seme e poi ricoprire.

.Alati:

Aceri e Tigli sono piante che possiedono semi alati. Trattarli è molto semplice, basterà rimuovere le cosi dette ali, seminarli e ricoprirli con una leggera spolverata di terriccio.

.Piumati:

In natura questo tipo di semi vengono cosparsi e diffusi grazie al vento. Ad esempio la Gomphrena globosa possiede semi piumosi. La semina è molto semplice, basta posizionare i semini e ricoprili con un leggero strato di terriccio.

.Oleosi:

Sono ad esempio i semi della Magnolia o del Papavero. Anche questo genere di seme tende a perdere con rapidità la capacità di germinare e per questo è meglio seminarli il prima possibile, anche subito dopo il raccolto.

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