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Le sementi od i semi, sopratutto le bustine in commercio, assicurano un livello di qualità elevato. Ma vediamo di più e scopriamo come testare in modo semplice la germinabilità.

Le bustine di semi che troviamo in commercio, sia delle piante da fiori, ma soprattutto quelle orticole, sono soggette a severi controlli. Grazie ad alcuni test a cui sono sottoposte le sementi, tra cui quello che stabilisce un valore minimo di germinablità, garantiscono il cliente finale assicurando un elevata qualità del prodotto. Le migliori aziende vivaistiche, soprattutto quelle che producono esclusivamente sementi, solitamente vendono le loro bustine di semi chiuse ermeticamente e dotate fronte e retro di alcune informazioni dettagliate, come ad esempio: il nome della specie, la descrizione, la data di scadenza, la percentuale di germinabilità, il periodo di semina in semenzaio ed in pieno campo, il periodo del trapianto e il raccolto cioè il periodo della fioritura. Non tutte queste diciture sono obbligatorie come la scadenza, ma se ci sono è bene sempre saperle leggere per effettuare un buon lavoro. Ma adesso vediamo in che modo potremmo testare i semini prima di seminare.

Un semplice test fai da te.

Ci sono alcuni metodi per testare la germinabilità delle sementi orticole o dei fiori che abbiamo recentemente acquisto, e li possiamo effettuare comodamente in casa. Si tratta di metodi molto semplici. Se abbiamo a che fare con semini molto piccoli, possiamo procedere in questo modo:
Prendiamo un piatto di plastica dove metteremo del cotone o un fazzoletto di carta umidi, ma non eccessivamente impregnati d’acqua. A secondo della quantità contenuta nella bustina, si prendono una cinquantina di semini e si dispongono sul cotone o sul fazzoletto, ricoprendo il piatto con una pellicola trasparente, posizionandolo in una stanza temperata ( circa 21°) o si può mettere momentaneamente nel semenzaio. Dopo 5-6 giorni i semini germoglieranno, a questo punto dovremmo valutare il risultato. Se la germinazione fosse superiore al 75%, ( ad esempio: 40 su 50), potranno essere utilizzati normalmente, cioè pochi di più delle piante che vorremmo ottenere. Se invece è all’incirca del 50%, dovremmo seminare più densamente o disporre 2-3 semini per vaso. In caso risultato sia addirittura inferiore, conviene a questo punto comprarne altri.

Altri metodi utilizzabili per i sementi di dimensioni più grandi sono: Metterli in un contenitore con dell’acqua e scartare quelli che galleggiano. Mentre quelli con tegumenti duri, sempre se immersi, di solito si gonfiano d’acqua, aumentando di poco le dimensioni. A questo punto scartiamo quelli che rimarranno delle dimensioni iniziali.

Vuoi saperne di più sulle caratteristiche e le tipologie dei semi? Leggi questo articolo: semi tipologie e raccolta.

Conservare i semi avanzati.

Sia i semi acquistati, ma anche quelli raccolti dalle proprie piante, vanno ben conservati se inutilizzati o avanzati. I semi raccolti vanno messi in sacchetti di tela, buste di plastica e posizionati in posti bui, tipo contenitori di plastica o ceramica. I semi acquistati ed avanzati possono rimanere nelle proprie confezioni, l’importante è che riporrai le bustine all’intento di un contenitore od una scatola. Il tutto va conservato in luoghi bui ad una temperatura che va da 1 a 10 gradi. Alcune specie di semi possono essere conservati in frigo. L’anno successivo, per i sementi avanzati e per quelli raccolti, ti consiglio di effettuare il test sopra descritto.

I tuoi semi hanno superato il test di germinabilità? Bene! Ora puoi seminarli in casa usando i vasetti appositi biodegradabili. Ecco un kit di 140 vasetti di fibra di torba al prezzo di 7,10 Euro, venduti qui su Amazon: 140 vasetti di torba. (Il prezzo può subire variazioni)

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