Orchidee, errori di coltivazione e rimedi.

Vediamo quali sono e come correggere i più comuni errori di coltivazione nelle Orchidee.

Le Orchidee sono piante abbastanza semplici da coltivare, soprattutto quelle che troviamo in commercio. Semplici da coltivare ma che richiedono attenzioni diverse rispetto ad altre tipologie di piante ornamentali. Tra l’altro capita spesso di ricevere un’Orchidea per regalo, e quindi sono tanti i neofiti che si troveranno alle prese per la prima volta con queste specie. Chi non conosce bene la coltivazione delle Orchidee potrà inevitabilmente cadere in errori e per evitare che la pianta si ammali ulteriormente, sarà bene cambiare la modalità di coltivazione sin dai primi sintomi. Vediamo come.

Orchidee, sintomi e rimedi.

Procedendo per ordine vediamo prima di tutto i sintomi da errori di coltivazione che potremmo notare, osservando il cambiamento delle radici, problemi delle fogli, ma anche dei boccioli.

Radici:

Quando le radici della nostra Orchidea fuoriescono dal vaso, la pianta è da rinvasare il prima possibile. Questo succede perché o avete aspettato troppo tempo, o il substrato si è decomposto e compattato troppo. Se notiamo che le poche radici aeree sono secche, vuol dire che l’aria è troppo secca e l’Orchidea non riceve nebulizzazioni regolari. Mettere una bacinella d’acqua sotto il vaso e nebulizzare con più regolarità.

Alcune Orchidee possiedono pseudobulbi, (cosa sono i pseudobulbi puoi vederlo nell’articolo sull’anatomia dell’Orchidea), e quando li notiamo rugosi e avvizziti la pianta potrebbe presentare una carenza d’acqua. In questo caso annaffiare con più regolarità. Attenzione perché carenza ed eccessive annaffiature possono presentare sintomi comuni. Nel secondo caso vedremo come fare nel paragrafo sotto dedicato all’eccesso d’acqua.

Foglie:

Quando le foglie sembrano bruciate, significa che la vostra Orchidea è troppo esposta ai raggi diritti del sole, oppure sono state danneggiate da un trattamento con un insetticida troppo forte. In ogni caso, eliminare la foglia o la parte di foglia rovinata. Se invece tendono ad assumere una colorazione rossiccia, la pianta non sopporta il sole troppo intenso, meglio collocarla in un’altra parte della stanza.

Se notiamo che le foglie della nostra Orchidea diventano flaccide, vuol dire che le radici stanno marcendo, per via di un eccesso d’acqua. Sospendere momentaneamente le annaffiature e passare al paragrafo successivo, dedicato a questo problema. Se le foglie si decolorano, la causa potrebbe dipendere dalla temperatura troppo bassa della stanza, o la pianta troppo vicina ad un vetro. Se entro un mese dallo spostamento della pianta non si notano miglioramenti, purtroppo si tratta di una malattia virale.

Quando le foglie dell’Orchidea ingialliscono e seccano, sicuramente la pianta è disidratata. Meglio in questo causo aumentare le annaffiature e nebulizzare con più regolarità. La disidratazione potrà essere la causa di una crescita contorta delle nuove foglie.

Fiori:

I boccioli floreali ingialliscono e cadono? Le cause potrebbero essere molte, come ad esempio, un’atmosfera troppo secca. Anche un terreno carente di acqua, la pianta esposta a correnti d’aria, un brusco calo della temperatura e L’Orchidea spostata in una zona poco luminosa, può causare il problema dell’ingiallimento e la caduta dei boccioli.

Come rimediare ad un eccesso d’acqua.

L’eccesso d’acqua è la principale causa di morte e l’errore più frequente che si commette coltivando questo genere di pianta. Quando si eccede con le annaffiature, si rischia di mettere a durissima prova le radici, che non potendo più respiare, esse marciscono e non svolgono più il loro compito. La pianta si disidraterà, foglie e pseudobulbi avvizziscono, l’Orchidea infine muore. Intervenire ai primi segnali ed il prima possibile potrebbe salvare la situazione. Vediamo come.

Se lo stato non è molto avanzato, potremmo procedere tempestivamente, levando la pianta dal vaso ed il sottovaso, sospendendo le annaffiature. Si tagliano le radici marce e si rinvasa L’Orchidea con del terriccio adatto e nuovo. Collocare la pianta in una zona abbastanza umida e nebulizzare con regolarità. Dopo un paio di settimane dal nostro intervento possiamo riprendere le annaffiature. Quando l’avvizzimento è in stato avanzato la situazione è difficile, ma comunque potremmo tentare così. Estrarre la pianta dal vaso e posizionarla con uno strato di torba all’interno di un sacchetto di plastica trasparente. Soffiare nel sacchetto e gonfiarlo, poi richiuderlo e soffiarci di tanto in tanto per tenerlo sempre gonfio. Se nel giro di qualche settimana si sono formate numerose nuove radici, possiamo rinvasare la pianta con del terriccio nuovo ed adatto (come ad esempio quello linkato in blu). Aspettare ancora una settimana o poco più prima di riprendere le annaffiature.

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