Parassiti animali delle piante

I parassiti animali sono insetti che danneggiano le colture e possono rappresentare un danno permanente. Ma vediamo come riconoscerli e come intervenire.

Nonostante le nostre cure, a volte anche per eccesso di attenzioni, nonostante il grado di conoscenza del giardinaggio, ogni anno ci troviamo a far i conti con piante che deperiscono. Purtroppo è una dura realtà; prima o poi qualche pianta si ammalerà, che siano parassiti animali come afidi o cocciniglia o siano parassiti vegetali come funghi e virus. Evitate quindi di cadere nel panico alla prima comparsa di piccoli insetti o foglie bianche od avvizzite. Quando questo problema si presenta, bisognerà rimboccarsi le maniche, identificare le specie indesiderate e cominciare a combatterle per liberarsene. Ricordiamo sempre che l’arma migliore è la prevenzione. Ma ora proseguiamo, elenchiamo di seguito i parassiti animali più comuni e vediamo come cercar di risolverli.

Parassiti animali comuni.

In questo paragrafo elenchiamo i parassiti animali più comuni, che si insediano con più facilità nella vegetazione di ogni giardino e vediamo come poterli risolvere, dando sempre la precedenza ai prodotti che rispettino l’ambente. (scopri le foto dei rispettivi parassiti elencati sotto, sul profilo instagram)

Afidi o pidocchi:

L’unione fa la forza! Sono insetti lunghi 1-4 mm e formano in breve tempo delle vere proprie colonie. Si riuniscono sugli apici dei germogli e sotto le foglie dei steli giovani, visibili ad occhio nudo rendono problematico ogni tentativo di difesa una volta diventati milioni di individui. Formano fitte colonie e la loro presenza sarà ben visibile dalla decolorazione delle foglie e dalla presenza di una sostanza lucida ed appiccicosa su di esse; la melata. Questi animali vengono spesso associati alla presenza di formiche, che ghiotte di questa sostanza, allevano questi insetti sulla vegetazione. Gli afidi o pidocchi, piccoli animaletti di colore verde chiaro od a volte di colore bruno come quelli che attaccano le rose, provocano danni diretti ed indiretti alla pianta colpita. Sottraggono la linfa tramite il loro apparato boccale ed indeboliscono la coltura. Le punture di afidi possono provocare l’accartocciamento delle foglie ma non solo. Possono trasmettere virus favorendo l’inserimento di ulteriori parassiti, come le fumaggini.

Per combattere gli afidi, oltre la prevenzione con prodotti naturali come olio di Neem e sapone molle, alla prima comparsa potrà bastare l’intervento manuale. Rimuovere con pazienza gli insetti con le mani o con un getto d’acqua. Potrai usare anche macerati d’ortica o antiparassitari come piretro.

Cocciniglia:

Ben pochi parassiti turbano le giornate di ogni giardiniere come riesce a fare la cocciniglia. Parassiti voracissimi, resistenti e difficili da debellare. A secondo della specie, hanno generalmente l’aspetto di un piccolo batuffolo cotonato a forma di scudetto e di colore bianco o nero. Si annidano sui fusti giovani, sotto le foglie e talvolta anche sulle radici. La loro pericolosità, oltre che la loro voracità, è data dalla facile riproduzione, anche per via asessuata. Anche la cocciniglia rilascia quella sostanza tanto amata dalle formiche “melata” che a loro volta allevano questi parassiti sulla vegetazione. La melata ricopre l’intera lamina fogliare, indebolendo cosi la fotosintesi clorofilliana favorendo le fumaggini.

Per combattere la cocciniglia è consigliato perlustrare di tanto in tanto le proprie piante per scovarne i nidi. In presenza di pochi esemplari e per le persone più pazienti, si potrà intervenire manualmente. Basta bagnare un panno od un batuffolo di cotone di acqua od alcool, e rimuovere gli animali strofinando le parti colpite. Dopo di che, continuare a nebulizzare le piante ripulite con insetticidi naturali preventivi come olio di Neem o propoli. Altrimenti occorre intervenire con trattamenti invernali a base di olio bianco, oppure con insetticidi specifici in caso di attacchi massicci. Per la lotta biologica vengono utilizzate le coccinelle.

Larve:

Esistono diversi tipi d’insetti le cui larve risultano dannose per la vegetazione. Ad esempio quelle di maggiolino, difficili da scovare per il semplice motivo che vivono nel terreno. Queste larve danneggiano le radici e rovinano la pianta che apparirà in sofferenza. In loro presenza sarà necessario intervenire con insetticidi specifici da interrare. Sono invece dette larve defogliatrici, coloro che divorano foglie e fiori. La loro presenza è ben visibile sulle foglie, le quali rimarranno soltanto le nervature. Anche per queste specie è consigliato intervenire con insetticidi specifici o con prodotti naturali come il sapone molle.

L’oziorrinco:

E’ un insetto coleottero con abitudini notturne, lungo circa 5-10 cm e di colore grigio scuro/nero. E’ dannoso per la vegetazione sia la forma adulta, sia quella larvale. Il primo gira di notte e di giorno se ne sta nascosto nel terra ai piedi di una pianta, il secondo è una larva lunga circa 1 cm, bianca ed a forma di C, che durante l’inverno vive nel terreno. L’oziorrinco adulto attacca le foglie giovani ed un suo passaggio potrà essere facilmente riconoscibile per le erosioni fogliari a forma di mezzaluna. La larva attacca e devasta le radici, facendo morire la pianta colpita.

Per combattere l’oziorrinco dobbiamo avvalerci del metodo più semplice che è la prevenzione. Evitare quindi di riutilizzare del terreno già usato precedentemente e riciclato o mal conservato, perché potrebbe contenere larve all’interno. In caso di attacco, combattere sia le larve che gli insetti con insetticidi specifici. Chi desidera provare con la lotta biologica, contro l’oziorrinco viene impiegato il nematode.

Acari o ragnetti:

Fanno la loro comparsa in tarda primavera con l’innalzassi delle temperature e favoriti da un eventuale siccità. Non sono insetti ma stretti parenti dei ragni e più comunemente conosciuti come: ragnetti rossi o gialli. Come per gli afidi la loro pericolosità è data dal loro apparato boccale perforante, con cui sottraggono la linfa alle piante attaccate. Non visibili ad occhi nudo, un loro attacco è facilmente riconoscibile dall’aspetto triste della pianta, un crescita bloccata, foglie dal colore spento che spesso presentono puntini di colore chiaro sulla lamina fogliare. Ma il sintomo più tipico degli acari è la presenza di tele sericee, simili a ragnatele sui vari organi della pianta.

Per combattere acari o ragnetti cercando sempre di rispettare l’ambiente, si può tentare l’utilizzo dell’olio di Neem ed il sapone molle con la soluzione indicata anche dal blog; da somministrare sia in modo preventivo sia curativo, oppure ricorrere ad acaricidi specifici.

Lumache e limacce

Le lumache sono molluschi del tutto innocui per l’uomo che destano anche tenerezza, purtroppo non sono lo stesso per la vegetazione. Questi animali possono gravemente danneggiare le piante, sia per la loro voracità sia perché favoriscono le aggressioni di diversi agenti patogeni. Intervenire contro le lumache non è sempre cosi facile, soprattutto quando si a che fare con grandi spazi, orti e piante da giardino. Se gli esemplari sono pochi e tendono ad attaccare piante in vaso, si possono allontanare manualmente, altrimenti si dovrà ricorrere a diversi metodi. Tra le soluzioni naturali ci sono diversi pareri, chi usa cenere e la cosparge lungo il perimetro delle piante, chi usa il tradizionale metodo della birra. Quest’ultimo consiste nel mettere della birra in una ciotola e posizionarla vicino alla pianta da difendere. Le lumache, dicesi ghiotte di questa bevanda, ci finiranno dentro senza riuscire più a scappare. Fate attenzione e pensateci bene prima di utilizzare i classici antilumache granulari; sono prodotti altamente tossici sia per l’ambiente sia per ingestione da parte degli animali domestici.

La metcalfa

Un insetto omottero originario del Nord America, arrivato in Italia circa 20 anni fa. Si è diffuso con un velocità sorprendete, sia perché è in grado di insediarsi su qualunque specie di pianta senza fare distinzioni tra erbacee, arbusti, forestali ecc. sia perché in natura non esiste un vero e proprio antagonista. C’è però da ammettere che la diffusione è stata agevolata anche per mano dell’uomo, tramite i trasporti e scambi commerciali di piante e legnami, sia nei stadi giovani sia adulti. Gli adulti della metcalfa sono insetti simili a cicaline, di colore grigio e lunghi 7-8 mm.

Depongono le uova nei fusti delle piante e scompaiono ai primi freddi. Le uova si schiuderanno nella primavera successiva, dando vita a piccole larve che sosteranno sulle pagine inferiori delle foglie. Queste larve producono un’abbondante cera biancastra con la quale si proteggono; diventeranno adulti in estate e rimarranno attivi fino all’autunno, ma anche oltre se il clima lo permette. I segni di un attacco di metcalfa che si nutre di linfa, son dati da deperimento generale della pianta colpita, e vegetazione imbrattata da un’abbondante melata. La metcalfa non è da confondere con la sputacchina, anche se possono sembrar simili sono insetti differenti.

Combattere questo insetto non è cosa facile. Le uova si schiudono a scalare, la larva è protetta dalla cera e gli adulti sono mobili, in grado di spostarsi rapidamente con salti o brevi voli. Si può intervenire, od almeno provare, tramite trattamenti di Olio di Nemm alternato a piretro, oppure con insetticidi specifici. Nella lotta biologica è stato recentemente introdotto un insetto imenottero Neodrynus Typhlocybae che in America sembra funzionare nel contrasto.

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