Piante erbacee, i metodi per moltiplicarle.

Le piante erbacee sono numerosissime. Vediamo in questo articolo come moltiplicarle.

Le piante erbacee sono coloro che presentano fusti generalmente non molto alti, che si sviluppano più in ampiezza che in altezza. Sono coloro che donano colore ed armonia a giardini e terrazzi, sia per le loro forme compatte, sia per il verde e le fioriture durature che alcune di loro riescono a regalarci. Sono semplici da coltivare e si distinguono in annuali, biennali e perenni, da fiore o sempreverdi. In questo articolo andremo a vedere i metodi di moltiplicazione che possiamo adoperare per questa tipologia di vegetazione. Come leggere questo articolo? In ogni paragrafo troverai link blu; cliccando raggiungerai l’argomento di riferimento, per leggerne i dettagli qualora interessa approfondire. Proseguiamo.

Piante erbacee, metodi di moltiplicazione.

C’è soltanto l’imbarazzo della scelta! Sono tantissime le erbacee da fiore che si possono coltivare generalmente in maniera semplice. Si distinguono in annuali, biennali e perenni, con fioriture che si protraggono per diversi mesi. Il metodo per moltiplicare queste specie si basa più che altro sul ciclo vitale della coltura in questione. Ad esempio per la maggior parte delle annuali e biennali il metodo migliore è la semina, in alcuni casi anche la talea. Per le perenni invece il metodo migliore, se non il più veloce, è la divisione dei cespi, ma si potrà utilizzare anche la talea o la propaggine.

La semina.

La semina è il metodo più utilizzato per le erbacee annuali, soprattutto quelle a fioritura estiva, e le biennali, quelle piante che generalmente donano un pò di colore nella stagione invernale. Per alcune specie annuali come Celosia, bocca di leone, Begonie, Petunie e molte altre, la semina può essere anticipata già nella stagione invernale, a febbraio in un semenzaio o serra da giardino. Vanno poi trapiantate a primavera, quando la piantina ha raggiunto dimensioni tali da non essere danneggiata. Per altre invece il tempo di semina va ritardato ad inizio marzo; i periodi migliori sono comunque riportati dietro le bustine delle sementi, che è importante saper leggere. C’è la possibilità, soprattutto per alcune piante che lo preferiscono come il nasturzio ed il Fiordaliso ad esempio, di seminarle direttamente in pieno campo, nel periodo primaverile. In questo caso si potrà seminare a spaglio o a solchi, diradando poi le piantine di troppo.

Per le biennali invece cambia più che altro il tempo di semina; tarda primavera o inizio estate per una fioritura precoce, fine estate per una fioritura primaverile. Terminata la fioritura, le piante vengono rimosse, ma molte biennali come altre annuali, si comportano da perenni, in quanto riescono ad auto seminarsi. Anche per le erbacee perenni si può scegliere la via della semina, ma per queste specie la divisione dei cespi è la migliore per propagarle, un metodo in grado di ringiovanirle. Dai i link in blu, potrai raggiungere gli articoli riguardanti la semina, con le operazioni spiegate in modo dettagliato.

Divisione dei cespi.

La maggior parte delle erbacee perenni, da giardino o da vaso, si può riprodurre tramite la divisione dei cespi. Questo metodo di moltiplicazione ha anche un effetto di ringiovanimento sulle piante stesse, in quanto i fusti e le radici delle erbacee, tendono ad allargarsi ed occupare tutto lo spazio a disposizione, alla ricerca di nuovi nutrienti. Il terreno così diverrà meno fertile e la parte della pianta più vecchia tenderà a seccare. E’ un’operazione semplicissima, si tratta di tirar fuori la pianta con tutta la zolla dalla dimora o dal vaso, e dividerla in due o più parti, con tanto di radici. Le piante divise, con il vantaggio di essere già di notevoli dimensioni, vanno messe direttamente nella posizione prescelta. Cliccando il link in blu, potrai raggiungere l’articolo dedicato esclusivamente a questo metodo di moltiplicazione e scoprire tutti i semplicissimi passaggi in modo dettagliato.

Talee erbacee.

Molte specie annuali e perenni, come ad esempio i gerani, si possono moltiplicare per talea erbacea. E’ un metodo molto semplice, in quanto la talea erbacea ha maggiori possibilità di riuscita rispetto alle cugine legnose o semilegnose. Solitamente si producono a risveglio vegetativo, quindi inizio di primavere o a fine estate. E’ importante annaffiare il giorno prima e poi prelevare i rami per fare talee. Si sceglie un germoglio senza fiore, nella parte apicale o dai rami più giovani, tagliando immediatamente sotto il nodo.

Eliminate tutte le foglie più vicine al taglio, lasciando solamente quelle più alte. Si interra con del terriccio adatto, composto da torba e sabbia, e volendo si può coprire il vaso con del materiale trasparente, favorendo maggiore umidità ambientale che velocizza il tempo di radicazione. In caso si potrà utilizzare anche della polvere radicante. Per i meno esperti, o per chi non riesce a far radicare le proprie talee in terra, potrà immergere il ramo in acqua. Puoi leggere di più sulla talea erbacea, cliccando qui.

Talea di radice.

E’ uno dei metodi meno utilizzati e che a mio parere richiede un pò di praticità in più. Per utilizzare questo metodo è importante agire secondo il ciclo vitale della pianta e generalmente si effettua durante l’autunno, il periodo di riposo delle piante. Consiste nel prelevare una porzione di radici dalla pianta madre, scoprendole o dissotterrando la specie prescelta. E’ un metodo poco conosciuto a livello amatoriale, per approfondirlo puoi leggere questo articolo: Talea di foglia e radici.

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