Coltivare Orchidee su corteccia e sospese.

In questo articolo vedremo come coltivare le amatissime Orchidee, sospese o su pezzi di corteccia di sughero. Un metodo elegante e molto naturale. Prima di iniziare, riassumiamo in due righe delle piccole caratteristiche delle Orchidee. La maggior parte di esse sono epifite, il ciò vuol dire che amano crescere al di fuori dalla comune terra, con radici aeree che sfruttano la corteccia degli alberi come supporto. Questo vuol dire che non sono parassiti, ma in natura sfruttano rami e tronchi come appoggio. Coltivarle come di seguito andremo a spiegare, è il metodo che avvicina il più possibile queste piante, alle loro abitudini naturali. Proseguiamo l’articolo e impariamo come si esegue questa elegante coltivazione. Coltivare Orchidee su corteccia. Coltivare le Orchidee epifite su pezzi di corteccia o zattere, ha il grande vantaggio di ripotare queste piante alle condizioni più naturali possibili. La corteccia da utilizzare son quelle di sughero, materiale che nel tempo non va a marcire velocemente, oppure legni colorati che non hanno problemi di marcescenza, come ad esempio, la Robinia. Il procedimento è molto semplice. Andremo a togliere l’Orchidea dal vaso, librando le radici da tutto il vecchio terriccio, eliminando quelle più rovinate. Porre sulla zattera un leggero strato di sfagno (Che puoi vedere dal link evidenziato), seguendo le fessure della corteccia; mettere la pianta al di sopra distendendo le radici sulla zattera. Applicare un altro leggero strato di sfagno per ricoprire leggermente le radici, perché tolta dal vaso, l’Orchidea potrebbe andare incontro ad uno shock idrico. In questo modo terremo umida la pianta, finche le radici non cresceranno al punto di aderire sul pezzo di corteccia. A procedimenti fatti, ricorda di legare il tutto al supporto, con il filo da pesca (consigliato) o filo di ferro, facendo attenzione a non danneggiare le parti delicate della pianta, magari stringendo troppo le legature. La corteccia asciugherà molto più rapidamente rispetto al classico terriccio delle Orchidee, quindi saranno necessarie maggiori nebulizzazioni. A tal proposito si potranno scongiurare più facilmente eccessi idrici, come può succedere nella coltivazione in vaso, in più non ci sarà il problema del rinvaso. La zattera va idratata quasi tutti i giorni e lo sfagno deve rimanere sempre umido, secondo anche le esigenze della specie coltivata. Specie adatte per coltivazione su zattera: Epidendrum, Encyclia, Bulbophyllum, Vanda e Ascocenda, Laelia, Cattelya, e Dendobrium, Oncidium, le piccole Phalaenopsis. Coltivare Orchidee sospese. E coltivarle sospese? Esteticamente si ottiene più o meno lo stesso risultato, soltanto che in questo caso useremo ceste traforate, o cassette a listelli, leggermente più grandi dei vasi che contenevano le Orchidee. Si procede sempre prima di tutto nel togliere la pianta dal vaso, ripulendo le radici dal vecchio terriccio. Sul fondo della cesta o la cassetta, poniamo una tela (rete) di plastica, tipo quella che contiene i limoni, per trattenere il substrato e collocare un pò di sfagno sul fondo, mescolato al classico terriccio per Orchidee epifite. Consiglio di inumidire il terriccio un giorno prima del procedimento. Adesso procedere come un normale rinvaso, ponendo l’Orchidea nella cesta, aggiungendo il terriccio mancante fino alla base del fusto, compattando poi leggermente. Ora Potete appendere la vostra Orchidea, ricordando di rispettare un’altezza moderata in modo di facilitare le annaffiature. La pianta svilupperà lunghe radici aeree per catturare l’umidità nell’aria. Non dimenticate di nebulizzare quotidianamente le foglie e le radici aeree, annaffiando la pianta ogni 10 giorni, meglio con immersione totale. Quali specie sono più adatte a questo tipo di coltivazione? Vanda e generi affini (Ascocentrum, Renanthera), alcune specie di Encyclia, Bulbophyllum/Cirrhopetalum, Miltonia, Gongora e Stanhopea, alcune specie di Cattleya e Cymbidium

I bulbi autunnali da piantare

Perchè piantarli? Perchè sono gratificanti con poche cure.Perchè ci aiutano ad allenare il nostro pollice verde. Perchè non necessitano di grandi spazi. Sono una grande sostenitrice dei bulbi per queste e anche altre ragioni.In autunno possiamo sbizzarrirci con diverse tipologie di bubose da piantare, per vederli in primavera o da forzare in casa per una fioritura anticipata e solitamente natalizia. Partiamo dall’ABC, Cosa sono i bulbi autunnali? Sono bulbi autunnali tutti quei bulbi che si piantano durante il periodo autunnale e fioriranno in primavera. Prima di vedere alcune bulbose che possiamo piantare in questo periodo, facciamo un ripasso delle regole di base per avere successo con queste tipologie di piante. La prima e fondamentale regola è quella di evitare gli eccessi di acqua e umidità, che porterebbero a marcescenza e morte del bulbo. Secondo consiglio, un terriccio leggero e ben drenato; se piantati in cassette o vasi che siano adeguatamente profondi. I bulbi vanno piantati seguendo la regola del “doppio” ovvero in profondità, considerando il doppio del loro calibro e distanziati sempre in base allo stesso principio. Piantiamoli in abbondanza ed a gruppi per avere delle belle macchie di colore. Ecco la mia personale selezione di bulbi a fioritura primaverile che non possono mancare nei nostri spazi verdi, ma oltre a questi ce ne sono tantissimi altri e queste specie nelle loro famiglie, hanno davvero una moltitudine di varietà. Tulipani, Bucaneve, Muscari, Crocus, Narcisi e Iris Prima vi ho accennato di forzatura dei bulbi. Ecco in breve cosa significa e con quali bulbi potete farla. Di fatto si “costringono” i bulbi ad accelerare il loro ciclo. Questa procedura si chiama vernalizzazione (​anche qui ne avevo parlato​) e si fa per avere dei bulbi fioriti in casa durante il periodo delle feste natalizie. Questa pratica (di cui non bisogna abusare) si può, ad esempio, fare con giacinti o narcisi. Ecco come si fa. Si prende il bulbo, si tiene in frigo per 14gg in un sacchetto di carta. Trascorso il periodo di freddo dove il bulbo penserà di essere in inverno, si leva dal frigo, si sposta in una zona di casa non troppo calda e si coltiva in terra o idrocoltura a piacere. Che vi avevo detto? Coltivare queste tipologie di piante è molto semplice e di grande soddisfazione, sarete contenti della scelta fatta la prossima primavera. Scritto da: Chiara (Verdi e Contenti)

Malattie e parassiti delle Orchidee

Sono molti i parassiti che attaccano le Orchidee, compromettendone la sopravvivenza. Ecco l’elenco. Anche le Orchidee sono vulnerabili a parassiti animali e vegetali, che se colpite, ne manifestano le sofferenze. L’importanza nell’ispezionare costantemente le proprie piante, ne favorisce un tempestivo intervento in caso di infestazione. Assicurasi che serre o verande siano pulite, eliminando tutto quello che vicino alle nostre Orchidee, potrebbe attrarre vari parassiti. I parassiti, che siano vegetali o animali, spesso sono associabili a cattiva coltivazione; poiché questo genere di piante non sopportano bene i trattamenti è bene curarle con prudenza. Di seguito vediamo un elenco di tutte le malattie ed i parassiti che possono attaccare le Orchidee ed i rimedi. Orchidee, parassiti animali. afidi: Sono piccoli animaletti bianchi o verdi che succhiano la linfa, provocando la decolorazione delle foglie, deformando i nuovi germogli. Producono una sostanza appiccicosa detta melata su cui si sviluppa la fumaggine. Rimuovere gli afidi passando le gemme floreali sotto l’acqua e nebulizzare con prodotti specifici per Orchidee, esclusivamente su foglie e fusti. Cocciniglia: La cocciniglia è l’insetto più diffuso e più difficile da debellare, sopratutto se l’infestazione non viene tamponata alle prime comparse. Dendrobium, Cattleya, Cymbidium e le Phalaenopsis sono le più colpite. Sono insetti avvolti da una specie di polvere bianca (cotonosa), oppure sembrare un grano di pepe (dermascheletro). Anche la cocciniglia si nutre di linfa e produce la melata che può dar origine alla fumaggine. Alla comparsa di questi parassiti è utile intervenire manualmente, rimuovendo ogni singolo animale con un batuffolo di cotone o Cotton fioc imbevuto nell’alcool. Le piante trattate vanno controllate di continuo, in quanto potranno rimanere le uova. Ragnetti rossi: Animaletti minuscoli non visibili ad occhio nudo, ma intuibili dai segni lasciati sulle piante. Colpisce in particolare le Cymbidium, Dendrobium, Phaphiopedilum e Phalaenopsis. La loro comparsa è favorita da un’atmosfera secca ed una annaffiatura insufficiente. Questi minuscoli acari, aggrediscono le pagine inferiori delle foglie, dove in seguito compariranno chiazze grigiastre. In caso di un attacco massiccio, le piante potranno perdere le foglie, ed i germogli potranno seccare. Questi animaletti sono difficili da debellare, soprattuto quando l’infestazione prende piede. Quindi intervenire con insetticidi sistematici ed aumentare il tasso d’umidità. Tripidi: Sono minuscoli animaletti che attaccano per lo più le Cattleya. Sono insetti volanti che succhiano la linfa di boccioli e foglie, provocandone una decolorazione argentea. Si potrà intervenire con insetticidi a base di sapone ed aumentando l’umidità ambientale nebulizzando con più frequenza le foglie. Questi insetti possono raggiungere facilmente le Orchidee vicine, è bene quindi porre sotto trattamento anche le altre piante. Punteruoli: Parassiti molto dannosi che colpiscono le Orchidee terricole. Gli esemplari adulti sono lunghi 12mm, poco più, poco meno, mentre le larve che vivono nel terriccio, sono cicciotte, color crema con una bocca grande tale da riuscir a mangiare le radici. I loro attacchi sono visibili sulle foglie, mangiucchiate, se attaccate da esemplari adulti, accartocciate in presenza di larve nel compost. Tra i rimedi naturali utilizzabili per trattare le Orchidee, prevenendo e curando la comparsa di parassiti animali, si potranno utilizzare: olio di Neem, sapone molle potassico e olio di soia. L’olio di soia, da diluire in acqua e mescolato con del sapone molle, risulta molto efficace contro la cocciniglia. Per chi coltiva orchidee in serra, quest’ultime se trascurate e sporche, possono essere un ricettacolo per alcuni parassiti come: l’onisco, abbastanza semplice da debellare, scarafaggi che di solito si nutrono di notte e millepiedi che si nutrono di radici e di altre parti sotterranee delle piante. Malattie fungine. Le malattie che insidiano le piante, tra cui anche le Orchidee, generalmente sono di tre tipi: virus, batteri e funghi. Vediamo quali sono e come risolvere un attacco. Virus: I virus delle piante sono davvero fatali ma per fortuna meno diffusi. Non solo usano il vegetale come ospite, ma una volta contratti sarà impossibile eliminarli, andranno così gettate le piante ammalate. L’Orchidea che contrae un virus diventa brutta, e va subito eliminata. Queste malattie si diffondono attraverso le punture dei parassiti succhiatori di linfa, oppure attraverso gli attrezzi utilizzati, per recidere o riprodurre la specie. Infatti questi vanno sempre sterilizzati con della candeggina prima di seguire un taglio. I sintomi sono diversi da specie a specie. Ad esempio per Cattleya, Cymbidium e Odontoglossum, i virus fanno scolorire foglie e fiori, con a seguito la comparsa di segni purpurei che con il tempo diverranno bruni, oppure classiche macchie a mosaico puntinate al centro. Ruggine: La ruggine è una malattia che colpisce in modo particolare la Cattleya, Epidendrum, Laelia e Oncidium. Compaiono macchie di colore giallo-arancio sulla pagina inferiore della foglia, più chiare in corrispondenza, sulla pagina superiore. E’ una malattia fungina difficile da debellare, è quindi consigliato isolare le Orchidee colpite, per poi distruggerle. Tenere sotto controllo, con interventi anche preventivi, le altre specie di Orchidee in possesso. Muffa nera: La muffa nera è un fungo nero che si sviluppa sopra la melata rilasciata dai parassiti come afidi o cocciniglia. Non danneggia subito le piante, ma le rende poco gradevoli. Rimuovere la patina formatosi sulla pianta, con un panno morbido ed umido. Quindi risciacquare delicatamente. Marciume nero: Trattasi e provocato da un fungo benigno che produce piccole macchie scure sulle piante. Questo avviene quando la temperatura è troppo bassa, l’atmosfera è poco areata e molto umida. Diverso è quando ad essere colpito è il pseudobulbo. La malattia è scatenata da un batterio ed è abbastanza grave. Il pseoudobulbo, scurisce, diventando molle e maleodorante. Tagliare la parte rovinata con un coltello sterilizzato con della candeggina, oppure gettare l’Orchidea se troppo malata. Marciume grigio e carbone dei petali: Queste sono malattie fungine che attaccano diverse specie di Orchidee con tessuti morbidi. Si tratta di un fungo che si sviluppa in presenza di elevata umidità, manifestandosi sotto forma di macchioline brune sui petali, mentre i bordi diventano rosati. Questa malattia si manifesta maggiormente in autunno, anche per via dell’abbassamento della temperatura, ed in caso di infestazione, rimuovete i fiori colpiteli, gettandoli o bruciandoli ed aumentare la temperatura della serra o della stanza. Batteriosi: …