Innesto: la marza ed il portainnesto.

I due elementi vegetali fondamentali della tecnica dell’innesto sono: la marza ed il portainnesto. Ecco distinzioni e caratteristiche. Da poco abbiamo introdotto nel blog la tecnica dell’innesto dove nel primo articolo, ne abbiamo visto le caratteristiche principali di tale operazione. L’innesto è una tecnica di moltiplicazione usata da esperti vivaisti e botanici con lo scopo di migliorane la qualità e la produzione delle piante in commercio. Ma con qualche piccola nozione, la si potrà provare ed utilizzare anche nel proprio giardino o frutteto; per appunto le piante da frutto, fiore e rose, con discreti od ottimi risultati. Bene! Allora non resta che seguire questo articolo dove andremo ad analizzare la differenza tra marza e portainnesto e le caratteristiche di questi due elementi vegetali. La marza. Per una buona percentuale di riuscita nell’innesto è assolutamente necessario scegliere una marza adatta, perchè dalle qualità di questo elemento, dipende gran parte del successo. Prima di staccare una marza bisogna osservare la produzione dell’esemplare scelto, dalla qualità dei frutti o fiori, i colori e le dimensioni. Ovviamente l’obiettivo sarà quello di riprodurre le stesse caratteristiche dell’individuo da cui si rileva la marza. Ad esempio, un nesto prelevato da una pianta molto produttiva, darà origine ad alberi altrettanto produttivi. Per marza non si dovranno scegliere ne i succhioni, ne i rametti alla base o apicali di un albero. La scelta migliore ricade su porzioni di marze ben formate e cresciute su di un ramo di vigore normale e di legno maturo, appartenente ad un esemplare di età media. Nel caso della gemma invece, è preferibile prelevarla nella parte mediana di un ramo. Raccolta e conservazione della marza. E’ sempre sconsigliato prelevare le marze in pieno inverno, in quanto rimarrà difficile conservarle fino alla successiva primavera. A livello amatoriale, meglio quindi cogliere i nesti all’inizio della primavera, proprio perchè si riesce ad ottenere la più alta percentuale di saldatura. Anche in estate si potrà procedere a tale operazione, ma data la stagione calda, le marze raccolte e le quali potrebbero subire ore o qualche giorno di ritardo nell’innesto, hanno bisogno di particolari accorgimenti per la conservazione. Se l’innesto viene effettuato, ad esempio, qualche ora dopo la raccolta della marza, basterà avvolgerla in un panno umido od un sacchetto di polietilene al punto di conservare la freschezza evitando che si disidrati. Il portainnesto. Il portainnesto è un altro elemento fondamentale e la scelta di tale esemplare, è anch’esso un passaggio delicato. Ovviamente ci vuole un pò di conoscenza anche nello scegliere degli portainnesto che si adattino al meglio alle esigenze della propria regione, ad esempio: al freddo del nord o alla siccità dal sud, ad un tipo di terreno o un altro, resistenza a determinate malattie fungine o parassiti. Il portainnesto, chiamato anche soggetto, è la pianta sulla quale viene innesta la marza. Si definisce portainnesto franco quello derivante da seme ed appartenente alla stessa specie da cui proviene la marza. Sono piante molto vigorose che ritardano la fruttificazione, ma garantisco un’alta affinità ed è facile reperirlo. Basterà riprodurre da seme la specie desiderata, la nuova pianta andrà ovviamente innestata con un nesto della stessa specie. Si definisce portainnesto da seme o selvatico quelli provenienti dai semi di frutti di cui non si conoscono le origini. Sono quelle piante selvatiche o spontanee su cui è possibile innestare un grande varietà di specie. Nonostante questo tipo di portainnesto non possegga caratteristiche tali da poter essere definito affidabile in termine di affinità, la sua grande varietà genetica lo rende spesso più compatibile di altri portainnesto.

Orchidee: annaffiatura, umidità e concimazione

Non è difficile annaffiare o prendersi cura di un’Orchidea, ma la frequenza, le esigenze cambiano da pianta a pianta; per lo più sono piante che amano l’umidità. Leggiamo l’articolo. Come per il giardinaggio, anche coltivare le Orchidee è un vero e proprio hobby. Un hobby che richiede molte attenzioni, non sempre realisticamente possibili. L’Orchidea a differenza delle tante specie ornamentali, necessita di cure differenti, dalle annaffiature, all’umidità e la concimazione. Non sono difficili da coltivare, in tanti ne sono diventati appassionati di queste piante e ne coltivano molteplici specie con ottimi e discreti successi. In questo articolo approfondiamo l’argomento delle cure più quotidiane, come detto: le annaffiature, l’umidità e la concimazione. Proseguiamo quindi la lettura. Annaffiature. Le annaffiature vanno effettuate solamente quando il substrato è asciutto in profondità e non soltanto in superficie. E’ comunque un bene che rimanga sempre umido ma non inzuppato. Il miglior modo per bagnare le Orchidee è quello di inserire l’annaffiatoio vicino al bordo del vaso versando l’acqua per almeno 10 secondi, facendola scorrere delicatamente affinché il substrato non si bagni e lavi uniformemente. Questo procedimento è meglio farlo in un lavandino, scolando bene il vaso prima di riportarlo su di un mobile. Alcune specie di Orchidee con molte radici coma ad esempio i Cymbidium tendono a formare un blocco con esse. Risulterà difficile così annaffiarle, meglio provvedere con un rinvaso. Quando annaffiare? Durante i periodi di crescita ad esempio in primavera/estate, le annaffiature devono essere più ravvicinate, mentre più distanziate in inverno e assenti durante il periodo di riposo. Nel momento in cui le Orchidee subiscono un pò di disattenzioni come la mancanza delle annaffiature e radici secche, sarà bene procedere per immersione. Immergere il vaso a 2/3 della sua altezza nell’acqua per 10 secondi e far scolare successivamente. Questo metodo è consigliato per quelle Orchidee coltivate su ceste e sospese; oppure utilizzabile dopo un lungo periodo di assenza per via di una vacanza. Orchidee, umidità. Le Orchidee apprezzano molto un ambiente umido, condizione molto difficile da ricercare in casa. A pensar che nella maggior parte delle nostre abitazioni si supera raramente il 50%, e queste piante gradiscono un’umidità mai inferiore al 60%. Come fare quindi? Un’idea è quella di collocare sotto i vasi delle Orchidee in casa, delle bacinelle, o meglio un vassoio decorativo, con un pò di acqua e della ghiaia dove poggiare sopra i vasi. Se non avete o volete la ghiaia, basta utilizzare un ripiano che non tenga a stretto contatto i vasi contenenti le piante all’acqua. L’acqua evaporando creerà un’atmosfera più umida intorno alle Orchidee. L’alternativa è quella di scegliere un umidificatore (Guarda nel link) che farà bene sia alle piante, ma anche a tutta la famiglia. Nonostante ciò, ogni tanto utilizzate un vaporizzatore e con un getto leggero, spruzzate sul colletto, la pagina inferiore delle foglie e la superficie del substrato, con acqua non calcarea ed a temperatura ambiente. La nebulizzazione va effettuata tutti i giorni, mattino e sera, quando fa molto caldo e sopratutto per le Orchidee coltivate sospese e su pezzi di corteccia. Orchidee, concimazione. La concimazione dipende da alcuni fattori: grandezza, età e ritmo di crescita delle Orchidee. Va tutto sommato effettuata ogni 10/15 gg durante i mesi vegetativi, da marzo-inizio settembre, una volta al mese da metà settembre a febbraio e mai o quasi mai durante il periodo di riposo. Mi raccomando, scegliete sempre un concime adatto alle Orchidee e alla vostra esperienza nella coltivazione. Procedete in questo modo: Innaffiare abbondantemente o immergere la pianta in un bacinella con dell’acqua, in modo da eliminare e lavare il substrato dai residui della concimazione precedente. Fate scolare e diluite il fertilizzante acquistato rispettando rigorosamente i dosaggi riportati sulla confezione. Tra una concimazione e l’altra effettuate come minimo due annaffiature con acqua pura (priva di fertilizzante). Dopo di che, ripetere il ciclo. I criteri da rispettare sono quelli di: Concimare quando l’Orchidea è nel periodo di crescita vigorosa; Acquistare fertilizzanti di marca rispettandone i dosaggi; Non concimare eccessivamente le Orchidee, evitando anche mescolazioni più concentrate che invece di portare vantaggi, danneggerebbero le radici.