Tutta l’attrezzatura basilare per l’innesto

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Tutta l’attrezzatura basilare per l’innesto

Come in ogni operazione di giardinaggio è necessario disporre ed utilizzare gli attrezzi appositi al tipo di lavoro. Anche nell’innesto l’attrezzatura varia ed è fondamentale per la buona riuscita dell’operazione. Vediamola insieme.

Anche nell’innesto, come d’altronde in tutto il mondo giardinaggio, nulla deve essere lasciato al caso. Per ottenere i risultati desiderati è importante munirci di tutto l’occorrente specifico all’operazione, fornendoci di attrezzi di qualità. L’attrezzatura idonea è fondamentale per la buona riuscita degli innesti e per non danneggiare le piante durante le manovre di lavoro. Proprio in questo articolo e nei prossimi paragrafi andremo a vedere insieme cosa ci occorre, quando e come per effettuare gli innesti più comuni. Proseguiamo quindi la lettura del post.

Innesto, ecco l’attrezzatura giusta.

Nonostante molti dei nostri lettori sicuramente pratichino innesti a livello amatoriale e nelle piante del proprio giardino, questa attrezzatura è fondamentale e va usata nel modo opportuno per ottenere i risultati desiderati.

Sega:

Nonostante per chi pratichi giardinaggio la sega sia un attrezzo onnipresente nei nostri ripostigli, quella più adatta per praticare un innesto deve essere ben maneggevole e con denti non troppo distanti tra loro. Questo comune attrezzo viene utilizzato per asportare parti del soggetto o della marza quando di diametro notevole e consistente. Nonostante sia facilmente reperibile ed in grado di soddisfare svariate esigenze, la sega non rientra tra gli attrezzi più utilizzabili per gli innesti più comuni.

Coltelli:

Anche in questo caso ci sono numerosi modelli in commercio per diverse tipologie di innesto. Per esempio nell’innesto a gemma (che puoi approfondire qui), ci sono quelli a manico fisso oppure a serramanico, solitamente dotati di una sporgenza fissa o una linguetta nella parte opposta della lama (detti anche innestatoi), utili per sollevare la corteccia quando l’operazione lo richiede. Ad esempio questo coltellino che puoi vedere qui è molto pratico e versatile, adatto per innesti a gemma, corona ed alcune tipologie di innesto a spacco. Per l’innesto a zufolo, una variante di quello a gemma che puoi approfondire sempre in questo articolo, esiste un particolare coltello come questo che potrai vedere in questo link in blu. E’ dotato di 4 lame regolabili sull’asse portante per incidere in maniera circolare e ricavare una porzione ad anello di corteccia.

Fenditoio e mazzuolo:

Solitamente non frequentemente utilizzato a livello amatoriale, è comunque uno strumento importante per spaccare di netto i soggetti nell’innesto a spacco. E’ bene che sia sempre affilato. Il mazzuolo invece è un martello di legno o di gomma che serve a picchiare sul dorso del fenditoio in modo che possa entrare più facilmente nel soggetto con uno spacco preciso.

Mastici, legacci e accorgimenti dopo l’innesto

Una volta compiuti gli innesti è bene seguire alcuni accorgimenti, e se seguiti a dovere, contribuiranno ad arrivare con efficacia al successo desiderato.

Prima di tutto dopo l’innesto si procede con la legatura, valutando attentamente quale materiale utilizzare. Se l’innesto è stato eseguito su piante in via di sviluppo è bene ricorrere al materiale elastico come i nastrini, perchè riescono ad adattarsi meglio seguendone l’eventuale ingrossamento della zona. Questi nastrini son buoni da utilizzare anche per gli innesti a gemma. Per gli innesti a spacco e le altre tipologie di questa tecnica, la rafia utilizzata anche dai nostri nonni, è ottima per l’utilizzo. E’ un prodotto vegetale che in questi casi ci consente di non ricorrere al materiale sintetico.

Non dimenticate poi il mastice di isolamento. Quasi tutti gli innesti vengono isolati con questo apposito prodotto, ritenuto determinante nella riuscita dell’operazione. Sono proprio i mastici a mantenere il giusto grado di umidità, a proteggere le parti innestate dalle infiltrazioni d’acqua ed eventuale marcimento. Alcuni facilmente reperibili in commercio contengono particolari sostanze in grado di agevolare l’attecchimento e proteggere le zone da parassiti e batteri.

A perte che per gli innesti a gemma, per gli altri tipi di innesto l’utilizzo dei mastici più adatti è di fondamentale importanza e quindi un’applicazione da eseguire con molta cura e precisione. Il mastice va distribuito in maniera uniforme nelle aree scoperte inserendolo con particolare attenzione nelle fessure. Evitare di distribuirlo con coltelli e tenere sotto osservazione l’innesto per tutto il tempo di attecchimento scongiurando che il mastice si scrosti o secchi anzitempo. In caso dovesse succedere, bisogna rifare l’isolamento.

Affilare i coltelli, ecco come

Il coltello d’innesto deve tagliare sempre perfettamente e non commettere sbavature, per questo dopo svariati utilizzi è bene affilare nuovamente le lame. In commercio esistono apposite pietre ruvide e non che possono aiutare in questo. Le pietre si usano in questo modo:

il coltello va collocato sulla pietra con un’inclinazione che faccia in modo che ad appoggiare sia solamente il filo della lama (la parte tagliente del coltello). Quindi si strofina la lama avanti ed indietro, prima passandola sulla pietra dalla grana più grossolana e poi su quella più fine per completare l’affilatura. Durante i passaggi della lama sulle pietre è consigliato raffreddare il coltello in acqua.

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