La potatura verde delle piante da frutto

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La potatura verde delle piante da frutto

La potatura verde delle piante da frutto sopratutto per le drupacee è ormai preferita da tantissimi frutticultori. Vediamo perchè e quando sceglierla anche nel nostro giardino.

La potatura verde è una delle pratiche preferite da molti frutticultori rispetto a quella bruna che si pratica in inverno. Questo procedimento si effettua su alcune drupacee come ciliegio, pesco, albicocco mandorlo, e susino e da vantaggi assai considerevoli a queste piante da frutto. Queste piante, sopratutto l’albicocco, ma anche pesco e ciliegio non amano la potatura; quando però vivono nel nostro giardino non possiamo di certo farli crescere in modo smisurato. Qualche piccolo ritocchino si rende quindi necessario. Bene anche in questo caso la potatura verde che si effettua dopo la raccolta dei frutti potrebbe portare benefici e meno stress alla pianta sottoposta a tale operazione. Proseguiamo quandi la lettura dell’articolo.

La potatura verde delle drupacee

Potare l’albicocco, il ciliegio il susino ed il mandorlo dopo la fruttificazione, consente di fare tagli di rinnovo e sfoltimento della chioma verso il centro della pianta, eliminare ramificazioni apicali dei brindilli ed i succhioni che strottagono energie. In questo periodo la cicatrizzazione dei tagli avviene con maggiore facilità e si potrà evitare la formazione di gomma sulle ferite. Per le nostre piante da frutto drupacee come quelle elencate sopra, inoltre, il periodo sopra citato potrà portare ulteriori vantaggi in termini di fruttificazione nell’annata successiva. Di fatti si favorisce da subito la penetrazione della luce all’interno della vegetazione, migliorando la preparazione delle gemme da fiore per l’anno successivo.

Nonostante il periodo agevoli la guarigione delle ferite ed anche se il rischio è minore, è consigliato arginare la probabile insorgenza di malattie, applicando mastici sui tagli maggiori ed irrorando la pianta con ossicloruro si rame o visto il periodo anche propoli. Questo soprattutto su albicocco, ciliegio e pesco, quando si effettuano tagli di ritorno eliminando grandi ramificazioni. Per il pesco la potatura verde si limita a rimuovere i rami crescenti verso il centro della chioma, e la spuntatura dei rami misti e dei brindilli per poi intervenire meglio a fine inverno. (Leggi questo articolo per imparare a distinguere le diverse ramificazioni)

Come intervenire su queste piante.

Partendo dal presupposto che ognuna di queste specie non ama energiche operazioni di potatura, intervenire per renderle più ordinate in giardino si può. La coltivazione in vaso potrebbe risultare la scelta migliore, potendo così lasciarle crescere in modo più spontaneo.

L’albicocco ad esempio è una pianta molto vigorosa che va trattato con tagli meno energici possibili in quanto non sopporta operazioni di potatura, producendo un’elevata quantità di gomma. Il periodo migliore è a fine estate, limitandosi ad eliminare succhioni, rami troppo vigorosi e centrali e diradamento di alcune branche fruttifere e accorciamento delle altre. In caso di grandi tagli, applicare il mastice apposito per piante. La potatura per albicocco e pesco è piuttosto impegnativa ed a livello amatoriale si rischia di intervenire scorrettamente e non raccogliere nulla. Per questo ci si potrà limitare a diradare i brindilli e lasciarne un’adeguata quantità sui rami portanti. In tal modo modo i frutti non saranno troppi e non saranno di piccola pezzatura.

Anche il ciliegio è una specie che non riesce facilmente a cicatrizzare le ferite ed anche in questo caso meglio intervenire in estate, dopo la raccolta e la caduta dei frutti. E’ una pianta che generalmente si lascia crescere in modo spontaneo; tende a svilupparsi in maniera ben proporzionata. In giardino è preferibile la forma libera, magari privilegiando il vaso per contenerne le dimensioni. La potatura può essere fatta quando si presenta un palese squilibrio nella chioma. Rimuovere quindi i rami troppo fitti ed i rami scarsamente vigorosi, spezzati, rinsecchiti o che si spingono oltre la zona di crescita.

Per il pesco, come scritto nel precedente paragrafo, la potatura verde si limita nell’eliminare i succhioni, a diradare i rami di un anno di età e le ramificazioni tendenti verso il centro della chioma. Su esemplari vecchi si potranno praticare tagli di ritorno a fine inverno. Attenzione perchè il pesco non sopporta grosse ferite ed un ritorno di giornate piuttosto fredde potrebbero causare danni irreparabili.

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