Come non far morire le mie piante? Consigli utili di giardinaggio

Sei da poco nel mondo del giardinaggio? Fai fatica a coltiavre anche le piante più semplici? Probabilmente stai cercando consigli pratici che ti aiutinio ad affinare la tua tecnica di coltivazione. Mettiamo le basi e vediamo come non far morire le tue piante. Il giardianggio è un’arte che conta numerosissimi appassionati, tra cui anche molti giovani. Il pollice verde sembra però non venire a tutti così semplicemente; c’è chi anche se neofito, riesce a coltiavre piante come lo avesse sempre fatto prima, chi invece da tampo lotta per tenere in vita e non con poche difficoltà, anche le piante più semplici del prorpio terrazzo o giardino. Quest’ultimi si chiederanno: ma cosa sto sbagliando? Sicuramente qualcosa che non va c’è, non a caso in questo articolo potrai apprendere le basi che servono per non far morire le tue piante dopo circa qualche settimana esser uscite dal vivaio. Vediamo allora quali sono così da affinare le tue tecniche di coltivazione. Consigli utili e le basi per non far morire le piante del giardino o del terrazzo: Hai piante in giardino o in terrazzo e molte di queste non riesci proprio a coltivarle? Stentano ad arriavare a fine ciclo vegetativo? Vediamo allora cosa probabilmete stai sbagliando: Il terriccio: Lo ripetiamo sempre perchè è molto importante partire da qui, sopratutto quando si coltiva in vasi! Oltre alla passione ci vuole tanto amore per le prorpie piante e per questo bisogna sempre fornigli il miglior terriccio per loro. Non tutte si adattano ad un terriccio universale, basti pensare che le acidofile esigono appunto un terriccio acido, tiplogia di terra che si trova appositamente per queste colture (Camelia, Ortensia, Azalee, Erica ed altre). La grande maggioranza delle piante vive bene su un tipo di terreno neutro, venduto come “universale”. Ciò che però bisogna fare è di sceglierlo in un vivaio o commercianti del settore evitando le sottomarche di supermecati o negozi di ogni genere. La terra è il cuore delle piante; le nutre e le fa crescere, quindi bisogna sceglierla di qualità. Questo è il primo passo importante che devi compiere se vuoi piante in salute. Condizioni ambientali: E’ molto semplice, le piante sono diverse. Ci sono colture che vivono bene in pieno sole, altre che preferiscono per gran parte della giornta l’ombra, altre invece che preferiscono godere sia di un pò di sole mattutino, sia di un pò d’ombra nel pomeriggio. Come faccio a capirlo? Spesso sul vaso o all’interno di una pianta troverai un’etichetta con illustrato cosa preferiscono, ad esempio un sole se vogliono stare sotto i raggi solari. Quindi è bene non buttare subito il vasetto o l’etichetta o farsi consigliare dal vivaista, oppure anche online. Attenzione anche al giradino. Se hai deciso di fare un’aiula nel tuo giardino dove hai ogni sera l’irrigazione accessa, potresti creare un’ambiente umido con terra costantemente baganta, condizione ostiole per alcune piante come Dalia, Gerani, Rosmarino, Ortensie ed altre. Concimazione: Concimare bene si, concimare a caso potrebbe rovinare le piante portadole anche alla morte. Partiamo dal presupposto che se hai preso recentemente una pianta al vivaio non hai bisogno di concimarla nell’immediato e torniamo alla terra. Se la terra è scarsa nessun concime potrà sollevare o salvare la tua pianta in brutte condizioni. Le piante non vanno concimate quando appena acquistate, ma consiglio di farlo dopo circa un mese, con del concime liquido per fioritura come: BioBizz Bio Bloom. Se invece hai piante che sono sopravvisute e sono in risveglio vegetativo (fine inverno per le piante a fioritura primaverile/estiva, fine estate per le piante a fioritura autunnale/invernale), puoi utilizzare un concicme a lenta cessione granulare. Ti consiglio vivamente di scegliere i concimi naturali perchè oltre a non essere chimici ed a svolgere ottimamente la loro funzione, rischi molto meno danni dei chimici in caso di dosaggi errati. Irrigazione: Anche le irrigazioni vanno regolarizzate ed è un’operazione a cui far molta attenzione. Se si annaffia troppo si affoga la pianta e la si porta lentamente alla morte, se non la si innaffia per molto tempo (in estate), la pianta morirà presto. Come comportarmi? Semplicemente così: Non devi annaffiare tutti i giorni (parliamo sempre dell’estate) perchè la terra non deve essere costantemente bagnata. Ma tra un’annaffiatura e l’altra il terriccio deve asciugarsi bene prima di bagnarlo di nuovo. Quindi solitamente, in tarda primavera e per tutta l’estate, annaffiate ogni 2/3 giorni le colture in pieno sole, adeguandosi però sia alle proprie piante, sia alla propria terra. Testa il terriccio dei tuoi vasi inserendo l’indice nel terreno per capire quanto ancora sia bagnato. Se invece hai dimenticato di annaffiare e noti la tua pianta moscia con un terreno secco, annaffia subito abbondantemente e non attendere altro tempo. Fai attenzione anche a queste cose: per le piante all’ombra i giorni tra un’annaffiatura e l’altra possono essere anche 4/5. Le piante grasse e cacatace possono stare diversi giorni, se non settimane, senza acqua. Prevenzione: Significa prevenire che le piante vengano assediate da parassiti come afidi o cocciniglia, oppure da batteri, virus o funghi. Fare ciò lo ammetto, non è smepre facile, ma già riuscire ad evitare ogni errore sopra elencato è un ottimo passo di prevenzione. Perchè? Semplicemente perchè si mettono le piante a proprio agio, eviatando così di stressarle e renderle più deboli e vulnerabili ad un attacco di parassiti. Poi alla buona coltivzione possiamo aggiungere miscele come olio di neem e sapone molle da dare alle piante ogni 7 giorni (qui come fare), oppure propoli per rafforzare le difese naturali della vegetazione. Queste sono le basi per iniziare a migliorare la coltivazione delle proprie piante e far crescere la nuova passione anche con qualche soddisfazione! Buon Gardening!

Stop alla cocciniglia! Sono un incubo per le piante; ed ecco cosa fare!

La cocciniglia è un parente stretto degli afidi, sono gli insetti che tormentano le nostre piante e noi giardinieri durante tutto periodo vegetativo. C’è qualche rimedio? Assolutamente qualcosa si può fare! Vediamo nell’articolo come possiamo sbarazzarci della cocciniglia senza utilizzare prodotti chimici. La cocciniglia è un temuto parassita non sempre facile da scovare sin da subito. In natura conta più di 7000 specie diverse e come gli afidi, è uno dei parassiti che più perseguita le piante del giardino, balcone ma anche d’appartamento. Tra le specie più diffuse in Italia ricordiamo: Icerya (cotonosa, con scudetto esterno rigido e spesso di colore scuro), Ceroplastes (gli adulti sono ricoperti da uno scudetto ceroso), Pseudococcus (cocciniglia farinosa). La cocciniglia, come gli afidi, si nutre di linfa ed i loro massicci attacchi, portano le piante ad una tale debolezza ed a rischio morte. E’ un insetto che purtroppo è in grado di attaccare numerose piante diverse tra cui le ornamentali, grasse, piante d’appartamento incluse le Orchidee e specie orticole o fruttifere. I primi attacchi possono rilevarsi difficili da scovare perchè gli animaletti si stabilizzano tra le fessure delle foglie, solitamente nella pagina inferiore ed in posti poco esposti al sole. Se la pianta vive in zone poco ventilate e con scarsa umidità è maggiormente predisposta ad attacchi. La presenza delle formiche solitamente è un indizio, perchè ghiotte della solita sostanza (la melata) Ma la domanda che qualcuno adesso forse si sta ponendo.. ma esistono rimedi naturali per combattere questi maledetti insetti? Assolutamente si, ed ora nel prossimo paragrafo andiamo a scoprire qualche prodotto naturale e come utilizzarlo per ottenere al meglio l’obiettivo. Stop alla cocciniglia, ecco come combatterla e prevenirla Come hai potuto intuire esistono rimedi ecologici e prodotti davvero funzionanti per prevenire e combattere la cocciniglia alla prima comparsa. Si, bisogna farlo presto in ogni caso, perchè è un insetto molto forte e resistente e non è raro che riesca a resistere anche a molti insetticidi sistematici quando lasciate libere di moltiplicarsi. Per prevenire la cocciniglia i primi bravi a non porre le piante sotto stress dobbiamo essere noi! Quindi attenzione alla coltivazione di ogni specie, attenzione alle carenze d’acqua come agli eccessi, attenzione ad ogni particolare delle piante che coltiviamo; terriccio, esposizione ecc. Un’altra cosa molto importante è: per prevenire o per contenere, bisogna essere costanti nell’utilizzo di qualsiasi prodotto. Olio di Neem e sapone molle: E’ un valido alleato per prevenire e difendere le piante dalla cocciniglia non appena appare sulla vegetazione. Per prevenire la cocciniglia ma anche numerosi parassiti, possiamo utilizzare solamente l’olio di Neem da diluire in acqua o spray pronto all’uso come questo nel link evidenziato. Quando invece è presente qualche animaletto sulla pianta dobbiamo utilizzare sia l’olio di Neem e sia il sapone molle per eliminare l’eventuale melata che rilasciano questi parassiti. Possiamo utilizzare il kit spray della Bio Alt acquistabile dal link, oppure miscelando i prodotti come proponiamo nel nostro articolo (Puoi leggere qui). Utilizzare l’olio di Neem ogni 6/7 giorni sia per prevenzione, sia per scacciare la cocciniglia dalle piante. Dopo un paio di utilizzi rimuovete la cocciniglia rimasta con del cotone o fazzoletto bagnato e ripartire con l’olio di Neem e sapone molle. Ispezionate bene la pianta e non interrompete una volta raggiunto l’obbiettivo, ma tornate all’uso preventivo. Olio di soia: Se non lo conoscete vi diciamo che è un rimedio prezioso contro la cocciniglia! Quando lo si utilizza è in grado di contenere anche l’invasione ma va sempre aiutato con un utilizzo costante. Ogni prodotto naturale si basa soprattutto sulla prevenzione, quindi è importante non interrompere le operazioni. Utilizziamo l’olio di soia (puoi vedere ed acquistarlo qui), diluendo 30 ml ogni 10 litri d’acqua in una pompa a pressione, irrorando la vegetazione ogni 7 giorni per contenere, ogni 9/10 per prevenire. Quando lo si utilizza per scacciare la cocciniglia, dopo un paio di utilizzi, rimuovete gli animaletti con del cotone bagnato ispezionando ogni parte della pianta. Ripetere la pulizia in caso ce ne fosse bisogno. A risultati ottenuti ritornare ad utilizzare l’olio di soia ogni 9/10 giorni senza interrompere. Olio di lino: Un altro prodotto sorprendente per innalzare le difese naturali delle piante e allontanare la cocciniglia e non solo, utile anche per afidi e altri parassiti. Non è un insetticida, ma funge come elemento preventivo ed ottimo contenitore di infestazioni. Come tutti i prodotti prima elencati, dobbiamo essere noi ad armarci di pazienza ed il solito fazzoletto o cotone imbevuto d’acqua o alcool ad eliminare tutta la cocciniglia che non vuole allontanarsi dalla nostra pianta. Possiamo irrorare la vegetazione con l’olio di lino ogni 7 giorni per contenere e prevenire l’attacco della cocciniglia, e qualora si voglia provare, una volta sconfitto il parassita utilizzando magari uno dei rimedi sopra citati e dopo una bella lavata della pianta con del sapone molle (per rimuovere la melata), prevenire il ritorno della cocciniglia utilizzando con costanza l’olio di lino. Non è molto commercializzato, ma qui puoi trovarlo; è della Closter da diluire o spray pronto all’uso.

Basta afidi sulle piante! Ecco alcuni prodotti consigliati per eliminarli

Gli afidi sono piccoli animaletti molto fastidiosi per le nostre piante. Diventano in breve tempo numerosissimi e portano la pianta all’indebolimento ed al rischio virosi. In questo articolo vi riporto alcune soluzioni naturali da adottare contro questi maledetti insetti! Basta afidi! Gli afidi sono insetti piccolissimi che in breve tempo formano una colonia sulle piante dove si sono insediati. Ci sono diversi tipi di afidi, solitamente di colore verde, nero o rossiccio ed ognuno attacca in modo selettivo diversi tipi di piante. Colpiscono piante ornamentali, orticole, rose e piante da frutto come i limoni, prediligono insidiarsi nelle parti più tenere delle piante. Gli afidi, oltre ad essere animali molto fastidiosi per le colture attaccate, con le loro punture rischiano di trasmettere virosi alla pianta. Pungono le parti tenere, succhiano la linfa e portano la pianta all’indebolimento con foglie che appaiono striminzite. L’effetto negativo che hanno gli afidi sulla vegetazione è la melata, una sostanza zuccherina da loro prodotta, che attrae numerosissime formiche pronte ad allevare gli afidi in cambio della gustosa sostanza. (Leggi qua anche il fastidioso problema delle formiche sulle piante). La melata purtroppo, oltre ad attirare formiche, provoca la fumaggine, una malattia cittogramma (funghi). Ma come possiamo intervenire? A questo punto proseguiamo la lettura dell’articolo ed andiamo a vedere qualche prodotto utile contro gli afidi, vediamo in più anche come utilizzarlo per renderlo funzionante. Afidi sulle piante, ecco come utilizzare i seguenti prodotti naturali. Molto spesso si denigrano i rimedi naturali, come tanti prodotti già pronti all’uso perchè si crede non funzionare. Ma la maggior parte delle volte, anche perchè non viene spiegato, a sbagliare l’utilizzo siamo noi. Ricordiamoci che i prodotti naturali servono in primis a prevenire attacchi parassitari e qualora si dovesse curare, hanno bisogno della nostra mano, e vedremo di seguito cosa intendiamo per quanto riguarda gli afidi. Olio di Neem e Sapone molle: Il rimedio più classico per prevenire l’attacco degli afidi e scacciarli al primissimo attacco. Va bene usare solamente anche l’olio di Neem per prevenire, oppure miscelando le soluzioni in caso di attacco e presenza di melata. La parola d’ordine è comunque prevenzione. Se ancora fortunati e non avete afidi sulle piante, potete utilizzare ogni 7 giorni l’olio di Neem sulle colture, irrorando la vegetazione senza provocare sgoccilamenti. In caso di primi attacchi, utilizzate l’olio di Neem ogni 6/7 giorni, dopo un paio di utilizzi, rimuovete con carta o cotone bagnato gli afidi dalle foglie e ribagnate la pianta con olio di Neem o soluzione miscelata. Se necessario ripetere l’operazione la settimana seguente fin quando gli afidi non saranno cacciati. In caso di forte attacco, se vi è possibile, lavate la pianta con un getto d’acqua, pulitela dagli afidi e cominciate ad utilizzare olio di Neem e sapone molle ogni 5/6 giorni, rimuovete gli afidi rimasti ed integrate ad intervalli di 7 giorni uno dei prodotti sotto elencati. Qui il nostro articolo con dosaggi e consigli Bio Afid Spray: Un prodotto della Bio Alt già pronto all’uso. E’ uno spray molto comodo ed inodore da utilizzare sulle piante contro gli afidi. Essendo sempre un prodotto naturale, è ovvio che prima di tutto va adoperato per prevenire e poi in caso per curare. Anche lo spray Bio Afid va aiutato a risolvere il problema afidi sulle piante. In caso di prevenzione utilizziamo Bio Afid una volta alla settimana nelle ore serali o la mattina presto. In caso di attacco utilizziamo Bio Afid ogni 5 giorni, mantenendo costanza e pazienza e dopo un paio d’utilizzi, rimuoviamo gli afidi rimasti con un pezzo di cotone imbevuto d’acqua od un fazzoletto bagnato. Ripetere l’operazione se necessario. Il giorno dopo aver utilizzato Bio Afid e sempre in caso di attacchi più massicci da parte di questi insetti, utilizziamo il sapone molle, possibilmente sempre della Bio Alt (sempre pronto all’uso e disponibile qui). Una volta sbarazzatoci degli afidi, ritorniamo ad utilizzare Bio Afid una volta alla settimana. Qui puoi trovare lo spray Bio Afid CLOSTER Stop Afid Spray: Sempre pronto all’uso e naturale. Il prodotto è identico a Bio Afid spray, quindi si avvale dei stessi suggerimenti sopra descritti. Puoi acquistarlo da qui Compo Bio, piretro: Quando la situazione si fa più difficile e l’attacco degli afidi ha preso il sopravvento, si può optare per una soluzione minerale consentita in agricoltura biologica ma sconsigliata per le piante ad uso alimentare. Possiamo variare su questo prodotto proprio in casi estremi, che comunque confronto a tanti altri è quello migliore verso l’ambiente sempre se ne si fa l’uso corretto come riporto nell’etichetta delle istruzioni. Quando abbiamo diverse piante sotto attacco di afidi, allora possiamo valutare Compo Bio a base di piretro naturale da utilizzare una volta alla settimane sulle piante colpite maggiormente da afidi. Una volta risolto il problema torniamo ai prodotti naturali sopra indicati. Puoi trovare Compo Bio piretro qui.

La farfallina dei Gerani, prevenirla subito per non curare poi.

Vale per tante cose nel giardinaggio, ma ancor più per la farfallina dei Gerani, l’insetto killer di queste piante. Prevenire è meglio che curare questo animaletto e in questo articolo vi illustrerò il metodo basato sulla buona e giusta coltivazione dei Gerani. La farfallina del Geranio Cacyreus marshalli, è un lepidottero originario dell’Africa ma ormai molto diffuso anche in Italia e protagonista di spiacevoli conseguenze nei Gerani. Nella bella stagione causano forti attacchi su queste piante, che appaiono parzialmente rinsecchite, con foglie smozzicate, cadenti, senza fiori e fusti bucati a livello degli internodi. E’ un vero insetto killer ed non è la classica farfalla colorata che i bambini disegnano, ma piccolina con ali di colore grigio o marrone lunghe massimo 3 cm e striature color crema quando adulte. Le larve sono verdi e lunghe 1 cm. Tra i maggiori problemi, la velocità con cui riesce a riprodursi questo ghiotto animaletto per non parlare della voracità.. I danni che provocano le farfalline dei Gerani Chi ha avuto la fortuna e la sfortuna di vedere i danni che provocano questi piccoli animaletti, sa cosa intendiamo quando parliamo di Gerani svuotati. Sono le larve ad essere dannose in quanto le farfalline adulte non sono poi così pericolose. Svuotano letteralmente i Gerani, riescono ad introdursi nei fusti e la loro presenza si potrà notare dai fori sui gambi con l’interno nero (come nell’immagine); poi si mangiano le foglie lasciandole tutte bucate e i fiori, note solitamente macchie scure sui petali. In poco tempo indirizzano i Gerani alla morte. Prevenire è d’obbligo in quanto curare è difficile, ecco come: E’ proprio così! Quando si notano piccole farfalline dal colore tra il grigio e marrone svolazzare nei pressi dei nostri Gerani, bisogna aumentare l’attenzione in quanto possono scegliere le piante nelle vicinanze dove deporre le uova. Le uova sono minuscole, davvero difficili da notare. Se non si prova a fermarli difficile sarà rimediare ai loro danni, perchè le piante subiranno una forte condizione di stress e le ferite lasciate dalle larve saranno presto preda di attacchi fungini e batteri. La lotta naturale contro le farfalline dei Gerani si basa quindi su semplici passaggi di prevenzione, senza ricorrere a insetticidi sistematici e dannosi per l’ambiente, che molte volte non riescono a contrastare gli attacchi. Le cose da fare sono queste: Posizionare prima di tutto i Gerani in un posto luminoso, possibilmente al sole per la maggior parte della giornata. Scegliere un vaso capiente contenete del terriccio universale, ma di qualità perchè attenzione; deve drenare perfettamente, se il terreno rimane sempre umido i Gerani saranno in forte difficoltà. Di conseguenza l’attenzione passa alle irrigazioni, molti pensano che i Gerani esigano continuamente acqua. Assolutamente no! Meglio attendere un giorno in più e far asciugare bene il terreno che annaffiare troppo spesso. Solitamente se posizionati al sole, possono passare anche 3 giorni da un annaffiatura all’altra, 2 nelle giornate estremamente calde. Più di 3 giorni se posizionati all’ombra o mezz’ombra. Regolatevi comunque a secondo del vostro terriccio, l’importante è che asciughi. Ogni 7 giorni possiamo aiutare i Gerani utilizzando olio di Neem e sapone molle (qui il nostro articolo) per ulteriore prevenzione, (consigliamo questi della Bio Alt ad esempio, spray e già pronti all’uso). Come si utilizzano? Prima di tutto costanza e pazienza! Quando si usano prodotti naturali bisogna avere proseguito senza interrompere le somministrazioni. Si possono utilizzare in questo modo: prima l’olio di Neem ed il giorno dopo il sapone molle o viceversa; oppure miscelandoli come consigliamo nel nostro articolo precedentemente linkato. E per concimare? I Gerani sono molto generosi e la concimazione non è così necessaria. Ma se ritieni che sia necessaria perchè insoddisfatte delle loro fioriture, consiglio di utilizzare un concime naturale e solubile per fioriture (come questo nel link). Cosi sarà più facile spingere la pianta senza causare danni per eccessiva od errata concimazione. Anche se si utilizzano concimi naturali bisogna rispettarne i dosaggi indicati dal produttore.

Un giardino di farfalle, ecco come accoglierle

A chi non piacerebbe vedere svolazzare farfalle da un fiore all’altro nel proprio giardino? Ecco allora alcuni consigli! Un giardino di farfalle non solo migliora il fascino dello spazio verde, ma ci fa godere della compagnia di questi piccoli animaletti svolazzanti e preziosi. Se la tua intenzione è quella di creare un giardino ospitale per le farfalle, qualche consiglio potrebbe essere utile per attrarre questi animali sulle piante e ti dirò, non è cosi difficile; basterà seguire alcuni dei seguenti consigli e metterli in pratica. Scopriamo prima, qualcosa sulle farfalle La prima cosa che devi sapere è quella che le farfalle non hanno un olfatto, come lo intendiamo noi, sviluppato. Infatti non riescono a percepire la presenza del nettere di un fiore affinché non ci si posano sopra. In questi casi il profumo, i colori e le dimensioni dei fiori hanno un ruolo fondamentale nell’attirare farfalle su ciascuna pianta. Ad esempio molte farfalle diurne sembrano attratte dal porpora, mentre altre dal giallo e l’azzurro. Sono attratte principalmente da fiori grandi e soprattutto colorati; meglio che l’esposizione di essi siano a Sud ed in pieno sole. Meglio ma non necessario, infatti chi dispone di un giardino disposto diversamente non deve assolutamente scoraggiarsi nell’ospitare farfalle. Anche le dimensioni dei giardini non hanno importanza, basterà essere creativi e aggiungere delle piccole casette fabbricate per ospitare piccoli lepidotteri Progettare un giardino che accolga farfalle Per creare un giardino amato dalle farfalle, bisognerà innanzitutto basarsi sull’informazione. Fare una veloce ricerca su quali sono le farfalle di zona sarà il punto di partenza della progettazione. Questo passaggio iniziale è fondamentale per capire anche di quali piante si nutrono e su quali depongono le uova. Potreste farlo attraverso un libro. Il nettare dei nostri fiori sarà il loro cibo. Privilegiate quindi le piante consigliate per la specie e integratene qualcuna per creare un oasi più differenziata possibile. Di seguito un elenco di piante che potreste scegliere: Non dimenticate la pianta per eccezione: la Buddleya, denominata anche albero delle farfalle. E’ una pianta dal portamento arbustivo che ha una continua e duratura fioritura profumata, una pianta che otterrà continue visite da parte delle farfalle che trovano nella Buddleya, anche un riparo tra l’arbusto. Altri consigli molto importanti Pianificate il vostro giardino ricordandovi di inserire anche qualche pietra esposta al sole dove le farfalle possano posarcisi sopra per scaldarsi al sole. Aggiungete anche qualche piccolo arbusto dove le farfalle possano trovare un riparo senza scordare che gli stessi arbusti possono diventare fonte di cibo per i bruchi prossimi alla trasformazione. Per alimentare i bruchi mettete qualche erbacea fogliare in zone umide. Ma c’è una cosa molto importante da tenere bene in testa. Per attirare farfalle sulle proprie piante, farle svolazzare da un fiore all’altro del vostro giardino è fondamentale eliminare l’uso dei pesticidi tossici e concimi chimici. Utilizzate concimi organici e prodotti ecologici per rafforzare le piante.

Gli animali amici del giardino, sai quali sono e come accoglierli?

E bene si! Se fortunati possiamo godere della loro compagnia, ma non solo! Alcuni di questi animali possono davvero aiutarci a difendere le piante dagli insetti dannosi. In ogni giardino vive un vero e proprio microcosmo di animali, alcuni sono nemici delle piante, altri dei validi alleati. Tutto bello finché a rovinare la favola potrebbe essere la somministrazione di insetticidi chimici che oltre a colpire i nemici, non fa differenza e colpisce anche gli animali amici del giardino. In alcuni casi questo potrebbe creare un vero ribaltone nell’equilibrio naturale, come già accaduto al ragnetto rosso. Il suo predatore, un acaro, è stato sterminato da uso improprio di prodotti chimici e ad oggi, il ragenetto rosso si ritrova ospite indesiderato di molti giardini. La cosa migliore è diventare tutti più responsabili rendendo la vita più semplice ad alcuni animali che possono a loro volta, tenerci compagnia e stabilire un equilibrio tra noi, loro e la vegetazione, tenendo sotto controllo alcune specie di parassiti. Vuoi sapere quali sono questi animali e come attirarli? Proseguiamo la lettura perchè sarà fondamentale conoscere le loro abitudini ed imparare a identificarli. Animali alleati del giardino, ecco quali sono e come accoglierli. I nemici naturali non distruggono mai del tutto i loro avversari e i risultati possono non essere immediati, ma se si riuscisse a stabilire un certo equilibrio, gli animali nemici delle piante possono essere tenuti sotto controllo con l’aiuto di altri animali. Per far si che questo accada, dobbiamo individuare le abitudini degli animali utili e capire come accoglierli rendendo il nostro giardino piacevole. Questo sistema che sfrutta la catena alimentare naturale è molto utilizzato in agricoltura biologica, spesso si ricorre a liberare gli insetti antagonisti di quelli dannosi. Questa tecnica non è dicerto una cosa alla portata di tutti, soprattutto per noi giardinieri che svolgiamo giardinaggio a livello amatoriale nel cortile di casa. Con qualche accorgimento però possiamo fare davvero molto e goderci i seguenti amici animali. Vediamo quali dobbiamo attirare e difendere. I pipistrelli: So che molti di voi ora stanno pensando.. i pipistrelli? Che schifo! Non sono certamente uno degli animali più belli o eleganti, ma svolgono un ottimo lavoro senza darci alcun fastidio. I pipistrelli come ben sai, sono animali notturni ghiotti di zanzare! Un singolo pipistrello potrebbe far fuori 2000 zanzare in un sola notte. Cosa fare per favorire la loro presenza? Nulla di complicato e spiacevole. Se si hanno uno o più alberi si possono posizionare le cosiddette Bat Box; casette accoglienti per questi animali. Cosa sono le Bat Box? Puoi facilmente guardarle qui su Amazon. I Ricci: Simpaticissimi animaletti che molte volte possono far visita al giardino. Vedere un riccio all’improvviso potrebbe farci prendere uno spavento, ma nessun timore, sono innocui mangiatori di lumache, di larve di maggiolino, bruchi e vermi. Per ospitarli e difenderli bisognerà avere uno o più cespugli di basso portamento con ai piedi un terreno umido e coperto di foglie e rami. Una siepe è un ottimo rifugio per un riccio. Sotto queste piante un riccio potrà passare un inverno sicuro. Per proteggere i ricci è importante non utilizzare trappole velenose per le lumache, che colpirebbero anche loro. Stesso discorso vale per i rospi che se favoriti dalla presenza d’acqua o zone umide dove poter nascondersi di giorno, possono stabilirsi nel giardino e cibarsi di larve, insetti e lumache. Le coccinelle: Purtroppo di coccinelle nei nostri giardini non se ne vedono più tantissime e la causa è sempre l’utilizzo senza freni che si è fatto di pesticidi tossici, che hanno colpito in modo diretto anche questi piccoli insetti che adorano le piante. Ma ho notato una cosa. Da quando nel mio giardino ho introdotto una coltivazione responsabile, con l’utilizzo di prodotti naturali nel modo adeguato, le mie piante non soffrono e qualche coccinelle si è fatta viva tra alcuni Hibiscus. Le coccinelle sono utilissime in quanto famose per la loro voracità, ghiotte di afidi come lo sono anche le larve di sirfide. Quindi cerchiamo di preservarle ed aiutiamole a popolare il nostro giardino con accoglienti cespugli, diverse varietà di piante e cercando di limitare al massimo, meglio ancora evitare del tutto, l’utilizzo di pesticidi tossici. Gli uccelli: Sono gli animali più semplici da ospitare in giardino e anche quelli che in qualche maniera ci fanno sentire a contatto stretto con la natura che ci circonda. Che stessimo eseguendo qualche lavoro di giardinaggio primaverile, o a leggere un bel libro in totale relax sotto una pianta, a tenerci compagnia c’è sempre il canto e la presenza di qualche uccellino. I pennuti sono tra i migliori alleati delle piante e la loro presenza oltretutto contribuisce ad un buon mantenimento dell’ecosistema. Per attirare un numero maggior di uccelli, basta appendere dei nidi sugli alberi od arbusti in primavera, e mangiatoie in autunno. Se bravi a cogliere i punti giusti, possiamo ottenere numerosi uccellini che renderanno il nostro giardino un’osasi rilassante e totalmente naturale. I nidi come sempre puoi acquistarli da Amazon.

Propoli e l’utilizzo nella difesa delle piante

La propoli è una sostanza lavorata dalle api che torna utile anche in giardino per difendere le nostre piante. Vediamo insieme il suo utilizzo ed i benefici di questa sostanza per la cura del verde. La propoli è una sostanza naturale usata dall’uomo anche in giardinaggio nella cura del verde. La propoli deriva da alcune sostanze resinose emesse dalle piante per proteggere le proprie gemme e gli apici vegetativi. In natura quindi viene prodotta dal sistema linfatico per tutelare le piante dagli agenti esterni e viene prelevata e lavora dalle api. A loro volta le api la usano per vari scopi, una tra questi come scudo antibatterico in protezione dell’alveare. Per noi giardinieri responsabili un barattolo di propoli per piante non deve assolutamente mancare, e come tutti gli antiparassitari ecologici, se usata nel modo giusto risulta una validissima alternativa a quei prodotti chimici spesso utilizzati senza scrupoli anche quando perfettamente evitabili. Proseguiamo quindi la lettura e vediamo in che modo impiegare la propoli e i dosaggi. Le proprietà della propoli Una delle caratteristiche principali della propoli è la grande ricchezza di flavonoidi, ovvero di pigmenti vegetali, sostanze molto importanti che svolgono una doppia funzione: protezione e stimolo di importanti funzioni metaboliche. In giardinaggio svolge dunque un importante ruolo protettivo verso attacchi fungini e batterici delle piante. In parole semplici la propoli è una sostanza ottima per agevolare la cicatrizzazione dei tagli di potature, ferite dovute a traumi fornendo così alla pianta un forte schermo antivirale. Più che un vero antiparassitario è un immunostimolante; contro i parassiti torna utile per rafforzare le difese della pianta colpita e curata, magari utilizzando ed alternando la soluzione Neem e sapone molle che puoi leggere qui. La sostanza va diluita in acqua e ribadiamo quella che è la sua funzione: ovvero intensificare le difese delle piante. La propoli però può funzionare anche come aggrappante se miscelata con i più comuni antifungini ammessi in agricoltura biologica (zolfo per il mal bianco ad esempio), rispettando però rigorosamente i tempi di utilizzo di questi anticrittogamici. Dosaggi e quando utilizzare la propoli. Se acquistate la soluzione: Propoli per piante, questi sono i dosaggi consigliati dal nostro blog. Prima di tutto munitevi della propoli per uso giardinaggio, come questa nel link in blu, agitate il barattolo e versate dai 10 ai 15 ml per litro di acqua in un’apposita pompetta. Miscelate bene la soluzione ed iniziate ad irrorare tutte le vostre colture, anche quelle in salute. Fate più attenzione alle piante che hanno subito tagli, lesioni, situazioni di stress, ed in cura, distribuendo bene ed uniformemente la soluzione di propoli. Meglio non miscelare la propoli con il sapone molle. Questo genere di prodotto può essere usato sempre, anche su piante in fiore in quanto non disturba affatto gli insetti utili, anzi ha una funzione attrattiva nei confronti delle api. Consigliamo però di nebulizzare le piante la mattina presto o la sera. Dopo ogni utilizzo ricordate di ripulire la pompetta dai rimanenti residui che potrebbero occludere il getto. Per qualsiasi domanda o dubbio, non esiste a commentare qui sotto.

Olio di Neem e sapone molle, come usarli insieme. Insetticida naturale.

Vuoi proteggere le tue piante con un valido insetticida naturale? Vediamo in questo articolo come utilizzare olio di Neem e il sapone molle insieme e i rispettivi dosaggi. L’olio di Neem ed il sapone molle potassico, sono due validissimi rimedi naturali, utilissimi a proteggere le nostre piante da parassiti, prevedendo anche la comparsa di molte malattie fungine. Sono prodotti che ogni giardiniere dovrebbe avere nel proprio armadietto, perché? Molto semplice! I vantaggi di questi due estratti naturali sono molti. Rapidità di azione, sono biodegradabili, rispetto per l’ambiente, per l’uomo e per gli animali, come per tutti gli altri insetti utili come api e coccinelle, a differenza dei prodotti chimici che uccidono proprio tutto. Purtroppo molta gente ancora ne fa uso, considerando l’olio di Neem ed il sapone molle prodotti meno professionali. Ma non è assolutamente cosi! Vediamo in questo post le caratteristiche dei due prodotti e la soluzione con i giusti dosaggi, per creare un abbattente naturale a copertura totale. Olio di Neem e Sapone molle possono essere usati insieme? Si certo. Olio di Neem ed il sapone molle possono essere mischiati insieme per creare un abbatente naturale più completo. La miscelazione ottenuta avrà una funzione sia protettiva, sia preventiva. Adesso in questo articolo procediamo con ordine. Prima andiamo a vedere a cosa servono i due componenti separati e per cosa utilizzarli e poi alle fine, andremo a vedere perchè e come utilizzare l’olio di neem insieme al sapone molle mischiandoli e con i rispettivi dosaggi, per 1 litro e 10 litri di acqua. Come usare l’olio di Neem L’olio di Neem è un prodotto estratto da un albero subtropicale, chiamato Azadirachta indica. E’ un potente antiparassitario naturale e riesce anche ad agire contro molte tipologie fungine differenti. Previene la comparsa ed allontana un gran numero d’insetti fitofagi come acari, pidocchi, afidi, serpentina minatrice ed altri ancora. L’olio di Neem va utilizzato come insetto-repellente e come uno straordianrio antifungina. Grazie a una schermante e sottile pellicola che si forma sulle foglie, sfavorisce l’attecchimento dei funghi e lo stazionamento dei parassiti. L’olio di Neem va distribuito nebulizzando uniformemente le foglie, evitando lo sgocciolamento. Si può nebulizzzare anche in prossimità della fioritura in quanto non danneggia gli insetti impollinatori. Come miscelare l’olio di Neem in acqua In commercio ed anche su Amazon, si trovano miscele spary già pronte all’uso. Queste soluzioni sono molto comode quando si hanno poche piante, perchè gli spary non sono più grandi di 1 litro. Altrimenti, in caso si coltivano un numero maggiore di piante, si può optare in flaconi da 1 litro di olio di Neem vegetale puro, da mescolare in acqua. Ecco come: Aggiungere 25-40 ml di olio di Neem in 10 litri di acqua, oppure 8 ml in 1 litro di acqua e nebulizzare sulle piante. Olio di Neem, come utilizzarlo sul terreno L’olio di Neem si può somministrare anche sul terreno e serve a tenere lontano gli insetti terricoli, creandogli un ambiente ostile. Ma oltre a questo svolge un’azione rivitilizzante, che aiuta la pianta a superare gli stress di natura biotica ed abiotica. Anche se si può utilizzare l’olio di Neem liquido a dosaggio, c’è una comodissima soluzione in polvere da utilizzare sul terreno evitando eventuali danni. Dove puoi trovarla? Guarda da questo link evidenziato i panelli di Neem Come si usa il sapone molle: Il sapone molle potassico è un prodotto naturale utiliazzato in agricoltura, per combattere molti tipi di insetti non protetti da scudetti, come acari, afidi, psille, aleurodidi, tingidi, cocciniglia ed altri ancora. Viene utilizzato anche per lavare le piante, liberandole dalla melata prodotta da alcuni parassiti, o la fumaggine del limone. Agisce sciogliendo le cere presenti nella cuticola degli insetti, portandoli alla morte per disidratazione, potenziando le difese naturali dei vegetali. Il sapone molle si utilizza nebulizzando le foglie uniformamente evitando sgocciolamenti. Va passato durante le ore serali ripetendo i trattamenti per azione curativa, ogni 7 giorni. 5 giorni se l’attacco dei parassiti è più massiccio. Si può trovare in soluzioni già pronte all’uso, oppure in flaconi da 1 litro qualora si necessita di più prodotto da diliure in acqua. Ecco di seguito come miscelare il sapone molle e di dosaggi 🪳Queste le soluzioni pure, che ad esempio puoi acquistare: OLIO DI NEEM – SAPONE MOLLE Se vuoi utilizzare il sapone molle da miscelare da sè in acqua, questi sono i dosaggi: Come mescolare insieme sapone molle e olio di Neem per creare un abbattente totale Ed ora vediamo come miscelare olio di Neem e sapone molle insieme, per ottenere un insetticida abbattente contro i parassiti più comuni come: afidi, cocciniglia, acari, pidocchi, pulci, mosca bianca, cimici, serpentina minatrice, aleuroidi, dorifora, formiche pulci e molti altri ancora, prevenendo anche gli agenti patogeni. Questa è una miscelazione che ho provato io stesso sulle mie piante ed oltre al buon funzionamento, ho costatato che non crea danni di alcun tipo sulla vegetazione. Mecolare queste due soluzioni pure è molto semplice e questi sono i dosaggi e quando utilizzarla: Ora mescolate bene ad ogni uso e distribuite la miscela ottenuta, sulle foglie e nelle ore serali. Questa soluzione è sopratutto preventiva ma anche curativa e va somministarta ogni 7-10 giorni ad uso preventivo, 5-7 giorni ad uso curativo. Tu come ti trovi con queste soluzioni? Hai ulteriori domande? Scrivici tutto nei commenti! 🍃