Come e quando potare i Gerani e la loro coltivazione

Come e quando potare i Gerani. Guida

Non perdere la guida su come potare i Gerani e quando farlo. Procediamo con un ricco articolo Anche i Gerani si potano, sopratutto se hanno qualche anno alla spalle e le loro dimensioni sono aumentate notevolemte. Se hai delle piante di Gerani “Francesini” o di qualsiasi altra tipologia, sappi che a primavera vanno potati e sistemati. E’ un operazione giusta che gioverà alla loro bellezza, struttura di pianta e salute. Capita che piante di Gerani diventino troppo grandi e pesanti e quando in fiore o per colpa del vento, si spezzino facilmente i rami. Per evitare questo e per avere una pianta più bella, io li poto. Faccio attenzione a non danneggiarli donandogli un aspetto migliore. Vuoi sapere come procedere? Allora non resta che proseguire e impariamo come e quando potare i Gerani in vaso. Come e quando potare i Gerani: Quando si potano i Gerani? I Gerani si potano a primavera nel periodo di marzo fino inizio aprile, prima che inizano a fiorire. Si procede semplicemente rimuovendo i rami ricadenti verso il basso, (accorcandoli se si trattasse di Francesini scendenti) danneggiati o semi spezzatti, donando alla pianta una forma più pulita e omogenea. Con un paio di cesoie quindi, cercate di ridimensionare la pianta dandogli un pò di area. Fai dei tagli precisi, appena sopra un nodo o germoglio. Finita la potatura, ripulite la pianta dalle foglie secche, gialle e riempite il vaso di terra mancante. Ora concimate con concime a lenta cessione e annaffiate. Guarda Video👇🏻 Fare talee con i scarti della potatura: Esattamente si può! Non gettare le potature perchè con alcuni pezzi potresti ricavare rami per provare a fare delle talee di Geranio. Ma come si fa una talea? E’ molto semplice eseguirla come facile è la sua riuscita. Ti basterà prendere un pezzo apicale di 10-15 cm di lunghezza, rimuovere qualche foglia più vicina al taglio (parte che va interrata) e metterla a dimora. Solitamente in poco tempo radica. Ma se vuoi imparare meglio come fare una talea di Geranio, clicca sul link sottolineato e vai a leggere il nostro apposito articolo. Si possono potare in estate? La potatura verde: I Gerani in estate si possono potare, praticando la potatura verde che consiste nell’eliminare le parti di pianta secche, danneggiate o cresciute troppo in maniera disordinata, probabilemte ingombranti. Tra le pratiche di potatura verde, la più importante da eseguire durante il periodo di fioritura, è la rimozone dei fiori secchi e appassiti. Questa operazione consente alla pianta di rifiorire più facilmente e con una durata maggiore. Come eliminare i fiori secchi dai Gerani I fiori secchi si eliminano tagliando via tutto il gambo del fiore, portando via tutto il mazzo di petali. Per fare ciò puoi procurati delle cesoie per recidere e appositamente realizzate per questo genere di lavoro. Eliminare i fiori secchi è un’operazione che dovreste fare su tutte le piante. Grazie a questa semplice attenzione, la fioritura del vostro Geranio sarà più generosa e durerà più a lungo. Aspetta un secondo. Dopo aver letto come si pota un geranio, vorresti sapere qulcosa in più sulla loro coltivazione? Non perderti questo articolo: Come coltivare i gerani. Sono piante semplici e generose, ma qualche attenzione si deve pur sempre fare. Buon giardinaggio!

La stella di Natale può vivere fuori casa? Ecco quando tenerla all'interno o all'esterno

Stella di Natale interno o esterno? Può stare fuori casa?

Hai una Stella di Natale ma non conosci bene questa pianta e vorresti sapere se può sopravvivere fuori casa? La risposta è dipende! Scopriamo da cosa. La Stella di Natale è una pianta tropicale simbolo nel nostro paese delle feste natalizie. Il problema sorge qualche settimana dopo il Natale, quando la pianta inizia a ingialliere ed a imbruttire fino a morire velocemente. Molti si chiedono: ma se la metto fuori? La Stella di Natale potrebbe sopravvivere all’esterno? La risposta più giusta è dipende dalle situazioni e dalla regione d’appartenenza. Se vuoi saperne di più, nel prossimo paragrafo vi sveliamo chi di voi potrà permettersi di portare la pianta fuori casa. Non ci resta che proseguire con la lettura. Quando può stare all’esterno? Forse questo potrebbe stupire alcuni di voi, perchè difficile leggerlo su altri articoli. In alcune regioni della nostra amata penisola, la Stella di Natale può stare tranquillamente all’esterno se e quando l’inverno lo permette. Cosa significa? Significa che durante le belle giornate e settimane invernali dove la temperatura giornaliera staziona sui 15-17 gradi, possiamo portare la nostra pianta fuori casa e fargli godere di condizioni ambientali naturali e favorevli rispetto a quelle che molti di noi hanno all’interno. Probabilemte alcuni non hanno case molto luminose o rivolte verso Nord. La mancanza di una buona luce naturale che penetra dalle finestre, potrebbe sfavorire la sopravvivenza di questa pianta. Chi ha la fortuna (in questo caso) di vivere al Centro o Sud Italia, potrà permettersi di mettere all’esterno la Stella di Natale di giorno facendola però rientrare al calar del sole, collocandola in una stanza non troppo calda e possibilmente buia. In molte regioni del Sud invece, mi vien in mente le isole o la Calabria ad esempio, a volte le temperature sono davvero piacevoli e gradevoli anche di sera. Quindi la Stella di Natale potrebbe restare all’esterno anche la notte, facendo attenzione ovviamente all’inverno e alle penetrazioni di aria più fredda che possono anche li, far scendere le temperature notturne sotto i 12 gradi o prossime allo 0. Molto più difficile che condizioni così favorevoli si raggiungano al Nord Italia. Ora ti consiglio questo; perchè sarà inevitabile che nella maggior parte delle regioni la Stella di Natale dovrà passare giornate o l’intero inverno in casa, per via del freddo. Al termine di questo articolo dove avrai capito se potrai metterla fuori o tenerla in casa, ti consiglio vivamente di approfondire la coltivazione della pianta con tutti i consigli per farla sopravvivere, cosa fare in primavera ed estate e in caso di successso, come farla ricolorare di rosso prima delle prossime feste. Leggi questo articolo Stella di Natale interno o esterno, pro e contro In entrambi i casi, se devi tenere la pianta all’interno o se potrai portarla all’esterno, ci sono dei vantaggi e dei svantaggi. Ovviamente tenerla all’interno permette di controllare meglio la temperatura durante l’inverno, ma necessita di una casa luminosa e di una stanza non eccesivamente calda con aria troppo secca. All’esterno invece le condizioni di luce e aria, saranno le migliori in assoluto. Bisognerà però fare attenzione alla temperatura ed a non dimenticare la pianta fuori al calar del sole. insomma, non è una pianta come le altre e per molti resta e resterà difficile la sua coltivazione, ma non impossibile. Come consigliato prima, questo articolo non tratta completamente la coltivazione della Stella di Natale. Ma una volta capito dove sarà meglio tenere la pianta, leggiti bene i nostri consigli passando a: La stella di Natale può vivere a lungo. Ecco come prendersene cura.

Come coltivare l’Anemone giapponese. Esposizione e cura della pianta.

Hai o vorresti una pianta di Anemone Giapponese? Ecco un articolo dettagliato dove ti insegnerò a prenderti cura di questa meravigliosa coltura. Imparerai quando piantarlo, dove metterlo e tutte le cure ed istruzioni necessarie per la coltivazione dell’ Anemone japonica L’Anemone giapponese o Anemone Japonica è una pianta perenne proveniente dalla Cina, ma da sempre coltivata e apprezzata sopratutto in Giappone; da questo ne deriva il suo nome. E’ una pianta molto semplice da tenere in vaso o in giardino, perchè non richiede cure o trattamenmti speciali, ma bensì una collocazione giusta e delle piccole attenzioni che anche i neofiti del mondo del giardinaggio, riusciranno a dare. L’Anemone giapponese è una pianta cespugliosa dalla crescita rapida che può espandersi anche in grandi spazi. Può raggiungere un’altezza di 60-90 cm, fiorendo dalla fine dell’estate per tutto l’autunno. I suoi fiori hanno poche varietà di colori e sono di un bel bianco accesso, rosati o appena sfumati di rosa. Se non hai questa pianta ma vorresti presto acquistarne una, puoi coltivarla in vaso, utilizzarla per giardini rocciosi, bordature o semplicemete in giardino. Dopo una breve presentazione proseguiamo l’articolo e andiamo a vedere come coltivare e curare l’Anemone giapponese. Anemone giapponese: dove coltivarla e quando piantarla? L’esposizione giusta L’Anemone giapponese è una pianta molto semplice, che si adatta bene sia al sole che all’ombra. Ma non sempre riesce a dare il meglio perchè la posizione che predilige in assoluto è l’ombra parziale. Significa che dovrai collocare la tua pianta di Anemone giapponese in un posto dove riceva del sole per gran parte della mattinata e un pò d’ombra durante il pomeriggio. Oppure vicino ad un cespuglio, dove riescono a penetrare raggi e dell’ottima luce solare, che lambiscono la pianta dell’Anemone. Ecco; l’esposizione migliore è questa, basta che riceva comunque del sole piuttosto che ombra totale. Io ad esempio la ho per gran parte della giornata al sole e la pianta sta benissimo, ma in estate soffre un pochino e richiede molta acqua. Il miglior periodo per piantare la pianta di Anemone giapponse è la primavera o direttamente l’autunno. Bisognerà attendere la fine dell’estate per vedere la sua fioritura. Tipo di terreno e cure della pianta L’Anemone giapponese anche qui, riesce ad adattarsi bene su molte tipologoe di terreno anche se, predilgie un terreno un pochino acido o neutro. Un terreno dal PH 6 (neutro) potrebbe risulatre il migliore. In caso lo doveste piantare in un vaso, fate così: prendete un terriccio buono e neutro ed a secondo della grandezza del vaso, mischiate al neutro un paio di manciate di terriccio per acidofile. Ecco un tipo di terriccio neutro. Ecco un tipo di terriccio per acidofile. La coltivazione e la cura è molto semplice. L’Anemone giapponese va annaffiato solamete dalla primavera all’arrivo del fresco. Durante l’inverno ci penserà la natura. Poi in caso abbia necessità di acqua ve ne accorgerete facilemte dalle foglie o fiori. Riusulteranno improvvisamente appassite e moscie; basterà un pò d’acqua per ritirale su. In estate, se coltivato al sole su un terreno che asciuga rapidamente, potrà richiedere più acqua. Attenzione invece a terreni scarsi, che non asciugano rapidamente e quindi, ad ogni tipo di ristagno. Queste avversità potranno poratre la pianta ad ammalarsi con l’oidio (mal bianco) od a marcire l’apparato radicale. Come riproddurre l’Anemomne giapponese La pianta di Anemone giapponese con il passare degli anni, se in giardino, potrebbe espandere il suo voluome e prendere più spazio. Se questo non lo si desidera, dal terzo anno in poi, scovando tra il fogliame della pianta noterete come vicino alla pianta madre, nascano altre piantine di Anemone. In questo caso potreste eliminarle, oppure recuperarle per ottenere altri Anemoni giapponesi gratuitamente, per poi piantarli altrove, regalarli o venderli. Questo tipo do propagazione si chiama divisione dei cespi. Da marzo, dovrete fare in questo modo: Con una paletta da giardinere, scavate intorno alla giovane piantina nata vicino alla pianta madre e cercate di estrarre la piantina con buona parte del suo apparato radicale avvolto ancora nel pane di terra. Ciò significa che se tirate fuori la pianta con le radici prive della loro terra, quando andrete a ripiantarla, sarà complicata la sopravvivenza. Recuperate o eliminate quante piantine volete, in modo da mantenere il volume del vostro Anemone giapponese sotto controllo e come lo desiderate. PICCOLO VIDEO QUI Dove acquistare questa pianta? L’Anemone giapponese non è una pianta semplice da trovare nei vivai di zona. Spesso molti faticano a trovare in vendita questa coltura nel loro paese. Ma ci sono altre possibilità come i vivai online che ne sono ben forniti. Ecco ad esempio un vivaio dove potreste trovare facilemte l’Anemone giapponese: Guarda qui

Quali sono le zucche decorative e quali quelle da cunina?

La zucca è un ortaggio versatile e dipsonibile in diverse varietà. Sapevi che non tutte sono buone da mangiare? Ecco allora quali sono quelle migliori da utilizzare per la tradizionale decorazione di Halloween e quelle ottime da cucinare! La zucca è un ortaggio molto apprezzato anche nella nostra cucina, sono moltissime infatti le ricette creative che hanno come ingrediente principale questo tipoco ortaggio autunnale. Viene coltivata e consumata in tutto il mondo. Esistono molte varietà di zucca e queste varietà si differenziano per dimensioni, forma, colore e consistenza; rendendole adatte a vari scopi culinari e decorativi. E’ anche, appunto, un ortaggio iconico delle feste autunnali; ma per queste, c’è una varità che si presta meglio a tale utilizzo e per festa di Halloween. In questo articolo andremo conoscere meglio quali sono le zucche migliori da utilizzare in cucina e quelle migliori per essere intagliate e spaventosamente decorate. Volete conoscerle? Non vi resta che passare subito al prossimo paragrafo. Zucche migliori per le decorazoni di Halloween Le zucche che meglio si addicono allo scopo decorativo sono varie, come varie sono anche la forma e il colore. Spesso tendono ad essere più piccole delle zucche da cucinare e vengono scelte per tale scopo, data la loro compattezza. Queste varietà non sono ottime da mangiare, spesso si presentano dure, amare e per questo meno gustose rispetto a quelle utilizzate per le ricette culinarie. La zucca migliore, la più tradizionale ed utilizzata per le decorazioni di Halloween, è la così denominata: “Jack-o’-lantern” o “zucca da lanterna”. Questa zucca è di colore arancio brillante con una buccia dura e spessa. Questo tipo è la migliore da utilizzare, su cui realizzare intagli con le spaventose faccie di Halloween. Se la “Jack-o’-lantern” o “zucca da lanterna” è la più iconica e tradizionale, nessuno vieta l’utilizzo di altre varietà per creare decorazioni varie. Sotto un veloce video per imparare a intagliare correttamente la zucca. Zucche migliori da utilizzare in cucina Le zucche da cucina invece, sono coltivate appositamente per scopi alimentare e anche queste, si differenziano per forma e colori. Le più utilzzate sono: zucca Butternut, la zucca Delica (parente stretta della mantovana), la zucca Hokkaido, la zucca spaghetti e la zucca violino (parente della Butternut), per citarne alcune. Queste varietà, confronto a quelle decorative, sono ricche di polpa gustosa da utilizzare per varie ricette culinarie come in dolci, risotti, molti piatti salati, torte, al forno e molto altro. Queste varietà di zucche si contraddistinguno per il loro diverso (se anche simile) sapore, che meglio si addice al gusto di alcuni piatti.

Come curare e coltivare ciclamini sia in inverno, sia in estate.

I ciclamini sono i fiori più coltivati dall’autunno e per tutto l’inverno. La loro coltivazione vi assicuro che è semplice ed oggi in questo articolo, adremo proprio a vedere come curare e coltivare questa pianta, sia in inverno, sia in estate. Hai dei ciclamini, oppure da poco ti sei data/o al giardinaggio e vorresti coltivarli sul tuo terrazzo o giardino? Ti assicuro che coltivare ciclamini, se riuscirai a fare tutte le attenzioni di questo articolo, è molto ma molto semplice, sopratutto durante la loro fase vegetativa: autunno-inverno. I ciclamini sono piante che hanno colorazioni dei fiori differenti: bianco, rosa, viola, rosso ed i fiori variano anche di dimensione, grande, normale e piccino. Poi, non so se sai, nascono da bulbi, quindi hanno buone possibilità di sopravvivere anche in estate, se riuscirai a seguire le attenzioni dei prossimi paragrafi. Ora andiamo a vedere come curare e coltivare i ciclamini! Come coltivare i ciclamini I ciclamini sono molto semplici da coltivare, possiamo acquistarli da metà settembre e per tutto l’inverno in qualsiasi vivaio. I ciclamini spesso vengono utilizzati anche come “pianta regalo” sotto le feste natalizie. Bene, se avete acquistato una o più piantine di ciclamini basterà utilizzare un buon terriccio per acidofile, perchè i ciclamini prediligono una terra per lo più acida, mischiando qualche manciata di terriccio universale o per piante fiorite. Il terriccio per acidofile puoi trovarlo al vivaio, oppure potresti acquistare il terriccio specifico per acidofile qui. Quindi prendete il vaso o la fioriera, ripulitela dal vecchio terriccio se presente, recuperandone una parte. Poi aggiungete per lo più il terriccio per acidofile ed a secondo della grandezza della fioriera o del vaso, anche qualche manciata di un BUON terriccio universale neutro. Mescolate bene il tutto e piantate i vostri ciclamini nel vaso o nella fioriera. Fate attenzione a dove li posizioante. I ciclamini amano un’esposizione semi-soleggiata; ciò vuol dire tanto sole la mattina e preferibilmente ombra nel pomeriggio. Posso coltivare i ciclamini in giardino? Certo che puoi! L’unica difficoltà potrebbe essere che il tuo giardino non abbia un substarto adatta ai ciclamini, ma difficile che ciò accada. In caso tu voglia mettere i ciclamini in un angolo di giardino fai così: scava la buca un pochino più profonda del vaso contenitore, aggiungi un po di terriccio per acidofile e lavora un pò il terreno per renderlo più soffice. Ora svasa il od i ciclamini, prendi il vaso contenitore ormai vuoto e inseriscilo nel terreno, così come ho fatto qui, guarda. Ora riempi la buca, compatta la terra, sfila i vasi contenitori dalla terra e inserisci i ciclamini. Aggiungi il terreno mancante intorno, utilizzando il terriccio per acidofile e compatta bene il tutto. Posso mischiare i colori e le varietà? Certo che puoi, anzi secondo me devi provare a farlo! Con un pò di creatività potresti dar vita a eccezionali vasi colorati. Puoi infatti mischiare i ciclamini per varietà, per colore, ma puoi anche mischiarli con altre piante che possono adattarsi bene allo stesso substarto dei cicalmini. Occhio alla dimensione del vaso o delle fioriere! Se troppo piccole, inserisci un quantitativo di piante idoneo alla grandezza di quel vaso! Come curare i ciclamini in inverno ed in estate In inverno ti basterà apprezzare la loro crescita e fioritura senza far nulla di che! Certo devi aver fatto tutto correttamente prima e quindi: aver scelto un buon terriccio, non aver concimato eccessivamente, non aver annaffiato troppo ed aver scelto una posizione idonea alla vita di questa pianta. Le annaffiature infatti possono provocare problemi. Se abbiamo piantato i ciclamini a settembre, probabilmente ogni 3 o 4 giorni, a secondo anche del caldo che ancora fa, possono aver bisogno di un pò di acqua. Non esagerate. Come ad esempio irrigare tutti i giorni o quando la terra è ancora bagnata, perchè possono marcire velocemente. In inverno invece dipende.. Se piove ci penserà la natura, se non piove e viviamo numerose giornate ventose e soleggiate, il terreno anche se fa fresco, può asciugare velocemente. Ce ne accorgiamo dallo stato della pianta che tutto di un tratto, apparira moscia. I fiori ammosceranno verso il basso, come anche le foglie in caso di disperata richiesta d’acqua. Meglio non arrivare a questa situazione, anche se basterà irrigare per far riprendere velocemente il ciclamino, ma fare attenzione ai primi sintomi, o controllare il terreno in caso di siccità invernale. Cure estive Se siamo stati bravi, il ciclamino non morirà in estate, potrebbe perdere o seccare la parte aerea della pianta, ma essendo un bulbo, a fine estate tirerà fuori la nuova vegetazione. Però bisogna fare attenzione. Se abbiamo coltivato i ciclamini in vaso e sono stati posizionati in un posto dove il sole batte per quasi o per tutto il giorno, bisognerà spostarli o strapiantarli da lì. In estate, visto il caldo, devono stare in un posto dove è garantita tanta ombra, con un pò di sole al mattino, o un posto parzialmente soleggiato (ciò significa un posto dove penetra qualche raggio attraverso la chioma di un albero). In estate hanno sicuramente bisogno di più acqua e per questo le irrigazioni vanno aumentate, ricordandoci di controllare il tempo di asciugatura del terreno. All’ombra la terra può impiegare più tempo ad asciugare! Se andrà tutto bene, a fine estate, ecco spuntare le nuove foglie del ciclamino. E’ tempo di concimare con del concime a lenta cessione e poi, in autunno, un concime liquido per fioritura come questo della BIO ALT

Quando potare le Ortensie, sia in vaso che in giardino.

Hai delle Ortensie che hanno terminato la fioritura? E’ fine estate, tra poco sarà autunno e ti stai domandando: Quando dovrei potare le mie Ortensie? Andiamo a vedere il periodo migliore sia per le piante in giardino, sia per quelle in vaso. Avete delle Ortensie in giardino o in vaso e vi state domandando quando andrebbero potate? Qual è il periodo migliore per farlo? Allora eccovi arrivati o arrivate nel miglior articolo dedicato proprio a questo argomento! Oggi andremo a vedere e sopratutto ad imparare, qual è il periodo migliore per potare le nostre meravigliose Ortensie: che siano in messe nel vaso o in giardino, questi consigli andranno bene per entrambi i metodi di coltivazione. Non ci resta che proseguire l’artcolo e scoprirlo già dal prossimo paragrafo! Gurda anche il Video Qual è il periodo migliore per potare le Ortensie? Potare le Ortensie lo reputo necessario, sopratutto se le piante che abbiamo hanno più di 3 anni di vita, quindi anche un’ampiezza di pianta considerevole. Poi con la potatura si va a donare alla pianta la forma più desiderata e la si terrà in ordine e sopratutto produttiva in temrini di quantità e grandezza dei fiori. Ma quando potarle? Moltissimi pensano che a ottobre/novembre, quando le Ortensie hanno già sfiorito da tempo e inizieranno a perdere le foglie ed a seccare la parte aerea, vadino potate. Non è così! L’autunno non è il periodo più giusto per fare questo lavoro alle Ortensie, perchè andremo a danneggiarle prima dell’inverno, rendendole più fargili e sofferenti al gelo. Il periodo giusto e migliore per potare le Ortensie, è fine inverno, fine febbraio – marzo, a secondo della vostra regione e tipologia d’inverno. Esattamente così, a cavallo tra l’inverno e le prime giornate più dolci che spalancano le porte alla prossima primavera, vedrete che le Ortensie torneranno a dar vita alle nuove gemme dai rami. In questo periodo sarà possibile potarle in questo modo! Come potare le Ortensie? Potare le Ortensie è molto semplice; va ricordato però che eventuali errori potrebbero compromettere la loro fioritura. Quindi per i meno esperti suggerisco di fare in questo modo: Guarda le tue Ortensie e comicia ad eliminare da subito tutti i rami più fragili, quindi piegati e piccini. Elimina se necessario, anche qualche ramo più vecchio per contenere le dimensioni della pianta. Li noterai dalla circonferenza più grossa del ramo e dal colore più scuro/grigio e vecchio. Se non hai molti rami, quelli più vecchi, considerando anche quelli che hanno portato il fiore nell’annata precedente (potresti capirlo se hanno ancora il fiore secco attaccato), tagliali alle prima nuova gemma, contando da terra, o alla seconda coppia di gemme che si sta formando. Tutti gli altri rami, tagliali variando in questo modo: alcuni appena sopra alle terza gemma o coppia di gemme e altri sopra la quarta gemma, sempre contando da terra. In poche parole dovrai eliminare i rami più piccoli o piegati verso l’esterno, eliminare qualche ramo vecchio se necessario, e alternare i tagli alla prima, alla terza e alla quarta gemma o coppie di gemme, cercando comuqnue di tenere un’altezza uniforme di tutte le ramificazioni dell’Ortensia. Adesso attendi la fine dell’inverno e torna su questo articolo. Guarda il Video sotto! Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Consigli Giardinaggio e Web Design (@unfioredablog)

Quali piante piantare a settembre e Ottobre?

A fine estate molte piante tenderanno lentamente a lasciare lo spazio a quelle autunnali/invernali. A questo punto, vi troverete con vasi vuoti e la volontà di sostituire le piante estive con quelle autunnali, giusto? Andiamo a vedere cosa possiamo trovare da settembre a ottobre per colorare i vostri balconi. A fine estate molto probabilmente, perchè succede a tutti, molte piante a fioritura estiva tenderanno pian piano a seccare ed a lasciare molti dei nostri vasi tristi e vuoti. Queste son definite piante stagionali ed il loro ciclo vitale non dura molto. Ma per tutti gli amanti del verde, delle piante e dei fiori, non c’è da preoccuparsi perchè ogni stagione ha i suoi fiori. E’ per questo che a fine estate, e quindi per il mese di settembre, ottobre e anche una parte di novembvre, possiamo divertirci a piantare e creare composizioni con le piante definite “autunnali”, che ci accompagneranno per quasi tutta la stagione invernale. Quali sono? Andiamole a scoprire nel prossimo paragrafo! Quali sono le piante che possiamo piantare a settembre, ottobre e novembre? Il periodo migliore per recarsi al vivaio e per avere una scelta più ampia delle piante, è verso la metà di settembre quando sono in arrivo le specie che possiamo piantare dall’autunno in poi. Vediamo quali sono le più semplici da coltivare e trovabili in ogni vivaio d’Italia. Ciclamini: I ciclamini sono classici dell’autunno. Da metà settembre possiamo già trovarli in esposizione in qualche vivaio. Più facile ad ottobre quando riempiranno i scaffali dei garden center. I ciclamini sono molto semplici da coltivare, basterà scegliere per loro un terriccio universale o parzialmente acido e annaffiarli solo in caso di necessità. I colori sono tanti come anche le varietà. Dai fiori grandi a quelli più piccoli; rossi, rosa, bianchi, potete sbizzarrirvi a creare vasi di ciclamini multicolor o mischiarli anche con le viole. Sapete questa cosa? I ciclamini in inverno amano la luce, ma se messi in vasi facili da spostare per portarli all’ombra ad inizio esatate, sono piante bulbose che seccano la parte aerea ma possono poi riemergere dal terreno verso la fine dell’estate! Pansè o viole: Le pansè o viole del pensiero sono piante stagionali o biennali che possiamo già inserire nei nostri vasi vuoti a fine estate. Biennali perchè fioriscono sia in autunno sia ad inizio della primavera, per poi seccare in estate. Anche questa specie e molto facile da coltiavre e si adatta bene su qualsaisi tipo di terreno e per questo possiamo unirle ai ciclamini. Qui le varietà, le tonalità e le colorazioni sono davvero tantissime, i più creativi possono davvero divertirsri nel mischiare le colture. Dalie: Non tutti conoscono le Dalie vero? Generalmente nascono da bulbi che si piantano a marzo/aprile, ma in alcuni vivai possiamo trovare la varietà nana. Se hai delle Dalie nate da bulbi e a fine estate ti sembrano malconcie, non estirparle: 1 Sono bulbi, quindi basterà tagliare alla base il gambo e attendere la prossima primavera per la nuova pianta; 2 La Dalia se in buone condizioni fiorisce fino ad autunno inoltrato, quindi aspetta a tagliare il fusto della pianta. Se invece non hai le Dalie e vorresti piantare dei bulbi di questa specie, aspetta la prossima primavera e acquista qualche bulbo di questa pianta divertondoti nello scegliere la varietà che preferisci; ce ne sono tantissime! Non hai idea di cosa sono? Apri una pagina Google e cerca: “Dalie piante” vedrai quanto sono belle! Settembrini: Il loro nome parla chiaro! C’è poco da dire, sono chiamati così perche fioriscono da settembre a ottobre inoltrato. Sono molto semplici da reperire e coltivare. Puoi trovarli già a fine agosto al vivaio e inserirli nei vasi vuoti del tuo balcone. Crisantemi: In Italia viene associato al fiore dei morti perchè comunemente utilizzato nei cimiteri. Però chi meno scaramentico/a, potrà coltivarlo senza problemi sui propri balconi in quanto le fioriture sono davvero eccezionali. Si trovano a fine settembre nei vivai e sono molto semplici da coltivare. Prediligono lo stesso terriccio dei ciclamini. I fiori si schiudono quando le ore di buio saranno più di quelle del giorno e l’uniche attenzioni che dovrai fare sono le annaffaiture. Se piove e il clima è in linea con la stagione, cercate di non annaffiare se non necessario; acqua non gradita potrtebbe far ammalare velocemente le piante di crisantemi. Erica: E’ una pianta dalla lunga fioritura. I suoi fiori possono durare davvero a lungo. infatti potrebbe fiorire per tutta l’estate e proseguire per tutto l’autunno. Per questo a fine agosto, viene inserita nei vivai per colorare i vasi lasciati vuoti dalle piante stagionali estive. L’erica ama vivere su terreni per lo più acidi e può sposarsi bene con i ciclamini. Conclusioni: Le piante disponibili ovviamente sono molte altre. Basterà recarsi al vivaio per vedere che anche in autunno non mancano le piante da piantare per dedicarsi un pò al giardinaggio, con un pizzico di nostagliga primaverile. Queste sono le più comuni, se non le più semplici da coltivare. Se non hai idea della forma o dei fiori delle piante che abbiamo consigliato puoi fare così: Apri una nuova pagina google e scrivi ad esempio “erica pianta” per vedere l’aspetto della coltura. Adesso non ci resta che metterci a lavoro!

Come e quando potare la Camelia

La potatura di questa pianta serve a mantenerla ordinata e produttiva ed eccovi in questo articolo spiegato. Come e quando potare la Camelia. Chi di voi ha una Camelia si starà forse chiedendo quando e come potare una Camelia. Ottimo; benevenuti allora nell’articolo giusto dove ti andrò a speigare, in modo molto semplice, la potatura di questa bellissima pianta (Disponibile anche il video). Premettiamo una cosa. Per le Camelie molto giovani, quindi di piccole dimensioni, la potatura non è un’operazione necessaria, ma potrebbe servire comunque a dare la forma alla pianta selezionandone i rami portanti che di solito saranno 3/4 da cui far sviluppare la chioma della pianta. Mentre la potatura si rende più necessaria nella Camelie di maggiri dimensioni ed ora, andremo a vedere come farla e qual è il periodo giusto. Quando potare la Camelia La Camelia è una pianta che fiorisce da febbraio a primavera inoltrata, quando entrerà poi, in una sorta di riposo vegetativo che durerà fino a settembre, nonostante in questi mesi infortirà il fogliame e le ramificazioni. Da luglio a metà agosto è comunque il periodo migliore per potare una pianta di Camelia e dargli così la forma più ordinata, mantenendone l’altezza desiderata. Vediamo di seguito come fare: Come potare la Camelia Se hai una Camelia e credi sia necessaria una bella potatura per conservarne la forma e l’altezza della pianta, devi procedere in questo modo: Svuota il centro della chioma. A fine luglio la tua Camelia presenterà sicuramente una chioma folta con molti rami verso il centro della pianta. Ecco, devi eliminare i rami cresciuti verso l’interno della chioma. Questa è l’operazione più necessaria nella poatatura della Camelia e serve a dare alla pianta aria e sopratutto luce. Quindi con delle buone cesoie, elimina i rami cresciuti verso il centro e l’interno della chioma, sfoltendo così l’interno della pianta in modo che penetri aria e luce come a fine video. Elimina rami vecchi e ingombranti. Taglia o accorcia tutti i rami cresciuti e piegati troppo verso l’esterno della pianta, quindi ingombranti. In caso di pianta di notevoli dimensioni, puoi procedere nell’eliminare senza problemi, anche una delle ramificazioni più grandi e vecchia, che magari rovina la forma estetica della pianta. Non aver paura di tagliare troppo, sopratutto i rami che tendono a svilupparsi verso l’interno della pianta. Riduci l’altezza se necessario. Se la tua Camelia sta crescendo molto in altezza, accorcia tutti i rami più alti in modo che ogni anno sarà più facile potarle. Cerca di dare a tutti i rami un’altezza uguale. La forma giusta della pianta La forma che dovresti dare alla tua Camelia è quella a cono, come quella che ho e vedrai nel video. Se hai una Camelia di piccole dimensioni e quindi molto giovane, fai una potatura differente. Scegli 3 o 4 rami su cui formerai la chioma della pianta, chiamati rami portanti o principali, e lavora su quelli. Elimina quindi le ramificazioni di troppo e cerca da subito di inquadrare la pianta scegliendoti i rami da far diventre i tronchi di supporto. Buona potatura!

Come piantare le piante. Consigli e trucchetti

Sembra una cosa stupida e banale, ma ci sono alcuni consigli che forse non sapevi che ti illustrerò in questo articolo, più un piccolo trucchetto. Procediamo quindi con i consigli di come piantare le piante! Piantare le piante sembra una cosa stupida e banale, che ci vuole, diranno in molti! Basta tirare fuori la pianta del vaso e metterla a dimora in giardino o in un altro vaso ancora ed il gioco è fatto. Si vero, il procedimento è questo, però a quanti di voi capita poi, di metterla storta, decentrata o fare una buca più piccola o grande di quella che dovrebbe essere? Ecco, oggi posso svelare un piccolo mio trucchetto agli amanti della precisione più qualche consiglio per fare un trapianto perfetto, senza danneggiare la pianta. Allora non ci resta che proseguire in questo breve ma utile articolo, tutt’altro che banale. Come piantare le piante, consigli e trucchetto: Inanzitutto è bene che la pianta che dovrà subire il trapianto non venga danneggiata prima di essere rinvasata nuovamente. Per questo bagna la piantina da travasare e poi fai una leggera pressione qualora fosse conservata in un vaso di plastica, con due mani, schiacciando leggermente il centro del vasetto. Stacca così la terra dai bordi del vaso contenitore. Ora poggia la pianta a terra in posizione orizzontale e aiuatla a fuoriuscire con le radici ancora avvolte nel suo pane di terra. Adesso non gettare il vasetto di prima, ma prendilo e posizionalo vicino al vaso dove vuoi posizionare la pianta con il terreno precedentemente lavorato. Ti sarà d’aiuto, vediamo perchè. Fai una buca grande quanto il vasetto che conteneva precedentemente la piantina da piantare e inseriscilo nella buca (come in foto). Riempi e compatta il terrreno intorno al vaso posizionato nella buca, fino ad arrivare a filo della superfice, interrando porpio il vasetto (come in foto). Perfetto, ora compatta molto bene la terra pressandola con le mani e aggiungine ancora qualora bisogno. Fatto? Adesso estarilo con attenzione, facendo ruotare leggermente il vasetto interrato verso destra e verso sinistra, ed ora varai una buca perfetta! Prendi la piantina precedentemente svasata, smuovi la terra sotto scoprendo qualche radice ad anche un pò ai lati. Posizionala all’interno della buca ricavata dal passaggio precedente. La pianta rimane leggeremente più alta? Estraila nuovamente facendo attenzione e smuovi ancora il pane di terra sotto, eliminandone un pezzetto. Quando perfettamente all’interno, aggiungi se necessario un filo di terriccio dove manca, compatta molto bene la terra intorno e annaffia! Ora sono sicuro che sarai in grado di fare un trapianto centrato alla perfezione! Dimmi se sapevi questo trucchetto! Guarda anche il mio video per vedere come faccio!

Come non far morire le mie piante? Consigli utili di giardinaggio

Sei da poco nel mondo del giardinaggio? Fai fatica a coltiavre anche le piante più semplici? Probabilmente stai cercando consigli pratici che ti aiutinio ad affinare la tua tecnica di coltivazione. Mettiamo le basi e vediamo come non far morire le tue piante. Il giardianggio è un’arte che conta numerosissimi appassionati, tra cui anche molti giovani. Il pollice verde sembra però non venire a tutti così semplicemente; c’è chi anche se neofito, riesce a coltiavre piante come lo avesse sempre fatto prima, chi invece da tampo lotta per tenere in vita e non con poche difficoltà, anche le piante più semplici del prorpio terrazzo o giardino. Quest’ultimi si chiederanno: ma cosa sto sbagliando? Sicuramente qualcosa che non va c’è, non a caso in questo articolo potrai apprendere le basi che servono per non far morire le tue piante dopo circa qualche settimana esser uscite dal vivaio. Vediamo allora quali sono così da affinare le tue tecniche di coltivazione. Consigli utili e le basi per non far morire le piante del giardino o del terrazzo: Hai piante in giardino o in terrazzo e molte di queste non riesci proprio a coltivarle? Stentano ad arriavare a fine ciclo vegetativo? Vediamo allora cosa probabilmete stai sbagliando: Il terriccio: Lo ripetiamo sempre perchè è molto importante partire da qui, sopratutto quando si coltiva in vasi! Oltre alla passione ci vuole tanto amore per le prorpie piante e per questo bisogna sempre fornigli il miglior terriccio per loro. Non tutte si adattano ad un terriccio universale, basti pensare che le acidofile esigono appunto un terriccio acido, tiplogia di terra che si trova appositamente per queste colture (Camelia, Ortensia, Azalee, Erica ed altre). La grande maggioranza delle piante vive bene su un tipo di terreno neutro, venduto come “universale”. Ciò che però bisogna fare è di sceglierlo in un vivaio o commercianti del settore evitando le sottomarche di supermecati o negozi di ogni genere. La terra è il cuore delle piante; le nutre e le fa crescere, quindi bisogna sceglierla di qualità. Questo è il primo passo importante che devi compiere se vuoi piante in salute. Condizioni ambientali: E’ molto semplice, le piante sono diverse. Ci sono colture che vivono bene in pieno sole, altre che preferiscono per gran parte della giornta l’ombra, altre invece che preferiscono godere sia di un pò di sole mattutino, sia di un pò d’ombra nel pomeriggio. Come faccio a capirlo? Spesso sul vaso o all’interno di una pianta troverai un’etichetta con illustrato cosa preferiscono, ad esempio un sole se vogliono stare sotto i raggi solari. Quindi è bene non buttare subito il vasetto o l’etichetta o farsi consigliare dal vivaista, oppure anche online. Attenzione anche al giradino. Se hai deciso di fare un’aiula nel tuo giardino dove hai ogni sera l’irrigazione accessa, potresti creare un’ambiente umido con terra costantemente baganta, condizione ostiole per alcune piante come Dalia, Gerani, Rosmarino, Ortensie ed altre. Concimazione: Concimare bene si, concimare a caso potrebbe rovinare le piante portadole anche alla morte. Partiamo dal presupposto che se hai preso recentemente una pianta al vivaio non hai bisogno di concimarla nell’immediato e torniamo alla terra. Se la terra è scarsa nessun concime potrà sollevare o salvare la tua pianta in brutte condizioni. Le piante non vanno concimate quando appena acquistate, ma consiglio di farlo dopo circa un mese, con del concime liquido per fioritura come: BioBizz Bio Bloom. Se invece hai piante che sono sopravvisute e sono in risveglio vegetativo (fine inverno per le piante a fioritura primaverile/estiva, fine estate per le piante a fioritura autunnale/invernale), puoi utilizzare un concicme a lenta cessione granulare. Ti consiglio vivamente di scegliere i concimi naturali perchè oltre a non essere chimici ed a svolgere ottimamente la loro funzione, rischi molto meno danni dei chimici in caso di dosaggi errati. Irrigazione: Anche le irrigazioni vanno regolarizzate ed è un’operazione a cui far molta attenzione. Se si annaffia troppo si affoga la pianta e la si porta lentamente alla morte, se non la si innaffia per molto tempo (in estate), la pianta morirà presto. Come comportarmi? Semplicemente così: Non devi annaffiare tutti i giorni (parliamo sempre dell’estate) perchè la terra non deve essere costantemente bagnata. Ma tra un’annaffiatura e l’altra il terriccio deve asciugarsi bene prima di bagnarlo di nuovo. Quindi solitamente, in tarda primavera e per tutta l’estate, annaffiate ogni 2/3 giorni le colture in pieno sole, adeguandosi però sia alle proprie piante, sia alla propria terra. Testa il terriccio dei tuoi vasi inserendo l’indice nel terreno per capire quanto ancora sia bagnato. Se invece hai dimenticato di annaffiare e noti la tua pianta moscia con un terreno secco, annaffia subito abbondantemente e non attendere altro tempo. Fai attenzione anche a queste cose: per le piante all’ombra i giorni tra un’annaffiatura e l’altra possono essere anche 4/5. Le piante grasse e cacatace possono stare diversi giorni, se non settimane, senza acqua. Prevenzione: Significa prevenire che le piante vengano assediate da parassiti come afidi o cocciniglia, oppure da batteri, virus o funghi. Fare ciò lo ammetto, non è smepre facile, ma già riuscire ad evitare ogni errore sopra elencato è un ottimo passo di prevenzione. Perchè? Semplicemente perchè si mettono le piante a proprio agio, eviatando così di stressarle e renderle più deboli e vulnerabili ad un attacco di parassiti. Poi alla buona coltivzione possiamo aggiungere miscele come olio di neem e sapone molle da dare alle piante ogni 7 giorni (qui come fare), oppure propoli per rafforzare le difese naturali della vegetazione. Queste sono le basi per iniziare a migliorare la coltivazione delle proprie piante e far crescere la nuova passione anche con qualche soddisfazione! Buon Gardening!