La talea di Camelia, tutti i passaggi.

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Iniziamo subito a svelarvi qual’è il periodo migliore per fare talee di Camelia. La stagione in cui si avranno maggiori possibilità di riuscita è l’estate, da metà luglio a fine agosto, eseguendo talee semilegnose. Il caldo e l’umidità costante, aiuteranno il rametto reciso ad immettere radici. Possiamo anche approfittare del periodi della potatura delle Camelie recuperando porzioni per fare talee Prima di tutto bisogna scegliere i rami, consiglio di farne più di una, in modo da scegliere poi quella venuta meglio. Il ramo va prelevato dalla parte più centrale della pianta, e va recisa una porzione apicale, non ancora del tutto legnificata. Cosa vuol dire? Significa che le talee vanno prelevate dalle punte dei rami, il ramo dev’essere appena marroncino, morbido e giovane, non vecchio e di legno duro. Vanno prelevate porzioni di 15-20 cm ed il taglio va poi aggiustato a becco di flauto, cioè per obliquo. Consiglio di sbucciare il ramo vicino al taglio. Cosa significa sbucciare? Con un coltellino va delicatamente rimossa la pelle della giovane corteccia, lasciando la parte vicina al taglio a legno nudo. Adesso rimovete tutte le foglie, tranne le uniche due apicali (in punta) che andranno dimezzate. (Vedi le foto sopra) L’ormone radicante e perché utilizzarlo. Siccome le talee di Camelia, come tutte quelle semilegnose e legnose fanno fatica a radicare da sole, consiglio vivamente di acquistare a pochi euro un barattolo di polvere radicante (ormone), che aiuterà le semilegnose ad immettere radici e che potrai riutilizzare per il medesimo scopo. Quindi il passo successivo è quello di passare il ramo in un bicchierino d’acqua, poi nella polvere radicante e poi interrarlo. Bagnandolo faciliteremo l’attecchimento dell’ormone sul rametto. La talea va interrata per almeno la metà della sua lunghezza, ricompattando il terriccio vicino al ramo ed annaffiando con cautela subito dopo. Ogni volta che annaffiate, fate attenzione a non bagnare le foglie. Ricoprire e posizionare le talee. Non appena completati tutti i passaggi precedenti, è il momento di posizionare le talee terminate in un luogo luminoso, ombroso e ventilato. Per creare maggiore umidità ambientale, è opportuno e di buon aiuto ricoprire la talea, riducendo così il rischio che la vegetazione disidrati. Si potrà usare il fondo di una bottiglia di plastica, una busta trasparente o un semenzaio dotato di coperchio. E’ di estrema importanza che qualunque materiale vogliate usare, si praticano dei fori per far circolare l’aria al suo interno. In inverno le talee di Camelia possono rimanere all’esterno, garantendo loro un pò di sole al mattino ed un luogo riparato dai venti gelidi. Oppure potrai utilizzare una serra fredda da giardino, consigliata soprattutto per chi vive al nord Italia. Talea di Camelia, tempi di radicazione. In questo modo le talee di Camelia andranno annaffiate di tanto in tanto, dato che il terriccio ci metterà del tempo ad asciugare. La radicazione avverrà di norma entro 3-4 mesi di tempo, ma potrà metterci anche di più. Come capire che la radicazione sia avvenuta? Ovviamente non va scoperto il terreno alla ricerca delle possibili radici. Passato il tempo indicato, provate a tirare il rametto molto delicatamente verso l’alto senza fare forza. Se la talea oppone anche una minima resistenza vuol dire che l’apparato radicale si sta formando. Un’altra indicazione saranno lo stato delle foglie, se rimaste verdi vuol dire che la talea è ancora in vita. Le nuove foglioline potrebbero metterci più tempo a formarsi, rispetto a quello sopra indicato. Se la talea di Camelia avrà raggiunto il successo, nella primavera successiva è consigliato rinvasare le piccole e nuove piantine in un vasetto singolo, con del terriccio appropriato alle piante acidofile. Man mano che la pianta si sviluppa, il vaso va cambiato, aspettando sempre l’autunno o la primavera. Quando la nuova pianta di Camelia si è formata, sviluppando qualche ramo e nuove foglie, si potrà mettere a dimora nel vaso o nel posto definitivo. Per ulteriori dubbi, domande e consigli, scrivici nei commenti sotto.  

Azalee e Rododendri, coltivazione e moltiplicazione.

Sono entrambe originarie dell’Asia e della stessa famiglia, hanno molte caratteristiche in comune. Azalee e Rododendri, vediamo la coltivazione e la moltiplicazione. Le Azalee come i Rododendri sono piante molto apprezzate e coltivate in molti giardini italiani, maggiormente in quelli delle regioni settentrionali. Appartenenti alla stessa famiglia delle Ericaceae, comprendono moltissime specie diverse tra loro, e si differenziano per fascia climatica ed aspetto (erbaceo perenne, rampicante, cespuglioso o alberello). Proprio a causa delle tantissime specie si è pensato di suddividerle in sottogeneri, otto in tutto di cui tre sono quelle più conosciute: Rhododendron – Pentanthera e Tsutusi. Rhododendron, comprende proprio i Rododendri con specie più diffuse che provengono da Cina e Giappone. Le piante di Rododendri che troviamo in commercio sono per lo più ibride, elaborate con numerosi incroci con le varietà orticole. Pantanthera e tsutsui, da qui vengono selezionate le Azalee. Hanno uno sviluppo più compatto, foglie più piccole e fiori di minori dimensioni rispetto alla categoria sopra. Le Azalee si suddividono in decidue, cioè la varietà denominata Mollis, e Azalee sempreverdi cioè la Japonica. Caratteristiche e coltivazione. Anche se appartenenti alla stessa famiglia, Azalee e Rododendri, hanno qualche caratteristica che li differenza e li rende riconoscibili l’uno dall’altra. Presentano entrambi foglie disposte sui rami in modo alterno, spesse, lucenti, coriacee e di forma oblunga o lanceolata. I fiori sbocciano sulle ascelle fogliari e sono di forma schiacciata e di numero limitato nelle Azalee, più globosi, più grandi ed a forma di coppa composta dall’insieme di 10 o più fiori nei Rododendri. Fioriscono solitamente a primavera. La coltivazione delle due specie è semplice, ma vanno rispettati alcuni criteri che permettono la sopravvivenza e la crescita dalle piante. Ad esempio il terreno che ospiterà queste specie dovrà avere un PH fra 4,5 e il 6 (non calcareo). E’ consigliato scegliere un buon terriccio per acidofile, in modo da consentire un buon drenaggio dell’acqua. (Guarda il consiglio nel link evidenziato in blu). Per assicurarsi un buon drenaggio si potrà mescolare del lapillo vulcanico, che in aggiunta arricchirà il terreno con microelementi. Torba acida mescolata a foglie di castagno o quercia ed aghi di pino preferibilmente compostati, hanno la funzione di acidificante. I rododendri e le Azalee prediligono un’esposizione ombreggiata, con qualche raggio di sole nelle prime ore del mattino. E’ preferibile mettere la pianta al riparo dai venti freddi e dalle gelate, soprattutto nel settentrione. I Rododendri e le Azalee amano un substrato sempre umido ma mai inzuppato. E’ importante non far seccare del tutto il terreno; uno squilibro idrico è la causa di problemi come il mancato accrescimento e la caduta di fiori e foglie. Durante l’estate, oltre ad aumentare la frequenza idrica, è consigliato nebulizzare le foglie della pianta, da fare solo se in salute. La concimazione va eseguita durante la ripresa vegetativa, con un fertilizzante più ricco di azoto ad inizio primavera ed un fertilizzante più ricco di potassio a fine estate. Il potassio consentirà alla pianta di prepararsi alla stagione invernale, stimolando la fioritura successiva. Azalee e Rododendri, moltiplicazione Le Azalee ed i Rododendri si possono moltiplicare per semina, talea e propaggine. Vediamo come e quale conviene fare. La moltiplicazione per seme è consigliata eseguirla solo nel caso si voglia selezionare nuove varietà; anche perché essendo per la maggiore specie ibride, molto difficilmente riusciremo ad ottenere piante con caratteristiche uguali alla pianta madre. La semina si esegue da metà gennaio ai primi di marzo, in ambienti protetti, ad una temperatura di 15/17 gradi. Solo nel momento in cui le piantine saranno composte da 3/4 foglioline, si potranno spostare in vasi più capienti, mescolando torba e terriccio per acidofile in parti uguali. La crescita richiede molto tempo, durante l’estate le piccole piantine nate da seme possono sostare fuori, per poi ritirarle al coperto durante la stagione fredda. Soltanto nella primavera seguente saranno pronte al trapianto. La moltiplicazione per talea è quella più indicata, che garantisce maggior successo. Con questa tecnica si possono riprodurre sia le specie ibride, sia quello più rustiche. Il procedimento è abbastanza semplice. Si potrà procedere da luglio fino ad agosto, prelevando porzioni di rami dell’anno appena legnificati (talea semilegnosa) di circa 10/15 cm di lunghezza. Vanno eliminate le foglie più basse lasciando soltanto una/due coppie apicali che si possono anche dimezzare. Interrare la talea, immergendola prima nella polvere radicante, in un vaso da 10cm con un composto di torba e sabbia; ricoprire con un telo di polietilene trasparente e mettere all’ombra. Se si ha un semenzaio con base riscaldata lo si può utilizzare per velocizzare la radicazione. Nebulizzare di tanto in tanto il terreno mantenendolo sempre umido, ridurre la frequenza in inverno ma non far seccare mai il substrato. Le talee dovrebbero radicare in 1/2 mesi e tenute a riparo durante l’inverno. La propagazione per propaggine è un’altra tecnica con cui potreste riprodurre le Azalee ed i Rododendri. E’ una tecnica che potrai vedere cliccando il link in blu sopra e consiste nel far radicare un ramo ancora attaccato alla pianta madre, incurvandolo e sotterrandolo. Non è molto indicata, in quanto i tempi di radicazione sono molto lunghi, anche fino a 2 anni. Potatura. La potatura non è necessaria. Ciò che si può fare negli esemplari giovani è quello di cimare la pianta subito dopo la fioritura, per favorirne l’accrescimento. La pianta emetterà nuovi rami laterali che andranno in fiore dopo due anni. La cimatura dei fiori è una regola che va sempre eseguita, per non portare la pianta a formare i frutti contenenti i semi, evitandogli un ulteriore sforzo. Per Azalee e Rododendri più anziani, si può eseguire una potatura di mantenimento per donargli ordine e forma, oppure drastica di ringiovanimento, quando l’esemplare è molto vecchio, poco vigoroso e non produttivo, stimolando la produzione di vegetazione nuova.