Come e quando potare i Gerani e la loro coltivazione

Come e quando potare i Gerani. Guida

Non perdere la guida su come potare i Gerani e quando farlo. Procediamo con un ricco articolo Anche i Gerani si potano, sopratutto se hanno qualche anno alla spalle e le loro dimensioni sono aumentate notevolemte. Se hai delle piante di Gerani “Francesini” o di qualsiasi altra tipologia, sappi che a primavera vanno potati e sistemati. E’ un operazione giusta che gioverà alla loro bellezza, struttura di pianta e salute. Capita che piante di Gerani diventino troppo grandi e pesanti e quando in fiore o per colpa del vento, si spezzino facilmente i rami. Per evitare questo e per avere una pianta più bella, io li poto. Faccio attenzione a non danneggiarli donandogli un aspetto migliore. Vuoi sapere come procedere? Allora non resta che proseguire e impariamo come e quando potare i Gerani in vaso. Come e quando potare i Gerani: Quando si potano i Gerani? I Gerani si potano a primavera nel periodo di marzo fino inizio aprile, prima che inizano a fiorire. Si procede semplicemente rimuovendo i rami ricadenti verso il basso, (accorcandoli se si trattasse di Francesini scendenti) danneggiati o semi spezzatti, donando alla pianta una forma più pulita e omogenea. Con un paio di cesoie quindi, cercate di ridimensionare la pianta dandogli un pò di area. Fai dei tagli precisi, appena sopra un nodo o germoglio. Finita la potatura, ripulite la pianta dalle foglie secche, gialle e riempite il vaso di terra mancante. Ora concimate con concime a lenta cessione e annaffiate. Guarda Video👇🏻 Fare talee con i scarti della potatura: Esattamente si può! Non gettare le potature perchè con alcuni pezzi potresti ricavare rami per provare a fare delle talee di Geranio. Ma come si fa una talea? E’ molto semplice eseguirla come facile è la sua riuscita. Ti basterà prendere un pezzo apicale di 10-15 cm di lunghezza, rimuovere qualche foglia più vicina al taglio (parte che va interrata) e metterla a dimora. Solitamente in poco tempo radica. Ma se vuoi imparare meglio come fare una talea di Geranio, clicca sul link sottolineato e vai a leggere il nostro apposito articolo. Si possono potare in estate? La potatura verde: I Gerani in estate si possono potare, praticando la potatura verde che consiste nell’eliminare le parti di pianta secche, danneggiate o cresciute troppo in maniera disordinata, probabilemte ingombranti. Tra le pratiche di potatura verde, la più importante da eseguire durante il periodo di fioritura, è la rimozone dei fiori secchi e appassiti. Questa operazione consente alla pianta di rifiorire più facilmente e con una durata maggiore. Come eliminare i fiori secchi dai Gerani I fiori secchi si eliminano tagliando via tutto il gambo del fiore, portando via tutto il mazzo di petali. Per fare ciò puoi procurati delle cesoie per recidere e appositamente realizzate per questo genere di lavoro. Eliminare i fiori secchi è un’operazione che dovreste fare su tutte le piante. Grazie a questa semplice attenzione, la fioritura del vostro Geranio sarà più generosa e durerà più a lungo. Aspetta un secondo. Dopo aver letto come si pota un geranio, vorresti sapere qulcosa in più sulla loro coltivazione? Non perderti questo articolo: Come coltivare i gerani. Sono piante semplici e generose, ma qualche attenzione si deve pur sempre fare. Buon giardinaggio!

Quando potare le Ortensie, sia in vaso che in giardino.

Hai delle Ortensie che hanno terminato la fioritura? E’ fine estate, tra poco sarà autunno e ti stai domandando: Quando dovrei potare le mie Ortensie? Andiamo a vedere il periodo migliore sia per le piante in giardino, sia per quelle in vaso. Avete delle Ortensie in giardino o in vaso e vi state domandando quando andrebbero potate? Qual è il periodo migliore per farlo? Allora eccovi arrivati o arrivate nel miglior articolo dedicato proprio a questo argomento! Oggi andremo a vedere e sopratutto ad imparare, qual è il periodo migliore per potare le nostre meravigliose Ortensie: che siano in messe nel vaso o in giardino, questi consigli andranno bene per entrambi i metodi di coltivazione. Non ci resta che proseguire l’artcolo e scoprirlo già dal prossimo paragrafo! Gurda anche il Video Qual è il periodo migliore per potare le Ortensie? Potare le Ortensie lo reputo necessario, sopratutto se le piante che abbiamo hanno più di 3 anni di vita, quindi anche un’ampiezza di pianta considerevole. Poi con la potatura si va a donare alla pianta la forma più desiderata e la si terrà in ordine e sopratutto produttiva in temrini di quantità e grandezza dei fiori. Ma quando potarle? Moltissimi pensano che a ottobre/novembre, quando le Ortensie hanno già sfiorito da tempo e inizieranno a perdere le foglie ed a seccare la parte aerea, vadino potate. Non è così! L’autunno non è il periodo più giusto per fare questo lavoro alle Ortensie, perchè andremo a danneggiarle prima dell’inverno, rendendole più fargili e sofferenti al gelo. Il periodo giusto e migliore per potare le Ortensie, è fine inverno, fine febbraio – marzo, a secondo della vostra regione e tipologia d’inverno. Esattamente così, a cavallo tra l’inverno e le prime giornate più dolci che spalancano le porte alla prossima primavera, vedrete che le Ortensie torneranno a dar vita alle nuove gemme dai rami. In questo periodo sarà possibile potarle in questo modo! Come potare le Ortensie? Potare le Ortensie è molto semplice; va ricordato però che eventuali errori potrebbero compromettere la loro fioritura. Quindi per i meno esperti suggerisco di fare in questo modo: Guarda le tue Ortensie e comicia ad eliminare da subito tutti i rami più fragili, quindi piegati e piccini. Elimina se necessario, anche qualche ramo più vecchio per contenere le dimensioni della pianta. Li noterai dalla circonferenza più grossa del ramo e dal colore più scuro/grigio e vecchio. Se non hai molti rami, quelli più vecchi, considerando anche quelli che hanno portato il fiore nell’annata precedente (potresti capirlo se hanno ancora il fiore secco attaccato), tagliali alle prima nuova gemma, contando da terra, o alla seconda coppia di gemme che si sta formando. Tutti gli altri rami, tagliali variando in questo modo: alcuni appena sopra alle terza gemma o coppia di gemme e altri sopra la quarta gemma, sempre contando da terra. In poche parole dovrai eliminare i rami più piccoli o piegati verso l’esterno, eliminare qualche ramo vecchio se necessario, e alternare i tagli alla prima, alla terza e alla quarta gemma o coppie di gemme, cercando comuqnue di tenere un’altezza uniforme di tutte le ramificazioni dell’Ortensia. Adesso attendi la fine dell’inverno e torna su questo articolo. Guarda il Video sotto! Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Consigli Giardinaggio e Web Design (@unfioredablog)

Come e quando potare la Camelia

La potatura di questa pianta serve a mantenerla ordinata e produttiva ed eccovi in questo articolo spiegato. Come e quando potare la Camelia. Chi di voi ha una Camelia si starà forse chiedendo quando e come potare una Camelia. Ottimo; benevenuti allora nell’articolo giusto dove ti andrò a speigare, in modo molto semplice, la potatura di questa bellissima pianta (Disponibile anche il video). Premettiamo una cosa. Per le Camelie molto giovani, quindi di piccole dimensioni, la potatura non è un’operazione necessaria, ma potrebbe servire comunque a dare la forma alla pianta selezionandone i rami portanti che di solito saranno 3/4 da cui far sviluppare la chioma della pianta. Mentre la potatura si rende più necessaria nella Camelie di maggiri dimensioni ed ora, andremo a vedere come farla e qual è il periodo giusto. Quando potare la Camelia La Camelia è una pianta che fiorisce da febbraio a primavera inoltrata, quando entrerà poi, in una sorta di riposo vegetativo che durerà fino a settembre, nonostante in questi mesi infortirà il fogliame e le ramificazioni. Da luglio a metà agosto è comunque il periodo migliore per potare una pianta di Camelia e dargli così la forma più ordinata, mantenendone l’altezza desiderata. Vediamo di seguito come fare: Come potare la Camelia Se hai una Camelia e credi sia necessaria una bella potatura per conservarne la forma e l’altezza della pianta, devi procedere in questo modo: Svuota il centro della chioma. A fine luglio la tua Camelia presenterà sicuramente una chioma folta con molti rami verso il centro della pianta. Ecco, devi eliminare i rami cresciuti verso l’interno della chioma. Questa è l’operazione più necessaria nella poatatura della Camelia e serve a dare alla pianta aria e sopratutto luce. Quindi con delle buone cesoie, elimina i rami cresciuti verso il centro e l’interno della chioma, sfoltendo così l’interno della pianta in modo che penetri aria e luce come a fine video. Elimina rami vecchi e ingombranti. Taglia o accorcia tutti i rami cresciuti e piegati troppo verso l’esterno della pianta, quindi ingombranti. In caso di pianta di notevoli dimensioni, puoi procedere nell’eliminare senza problemi, anche una delle ramificazioni più grandi e vecchia, che magari rovina la forma estetica della pianta. Non aver paura di tagliare troppo, sopratutto i rami che tendono a svilupparsi verso l’interno della pianta. Riduci l’altezza se necessario. Se la tua Camelia sta crescendo molto in altezza, accorcia tutti i rami più alti in modo che ogni anno sarà più facile potarle. Cerca di dare a tutti i rami un’altezza uguale. La forma giusta della pianta La forma che dovresti dare alla tua Camelia è quella a cono, come quella che ho e vedrai nel video. Se hai una Camelia di piccole dimensioni e quindi molto giovane, fai una potatura differente. Scegli 3 o 4 rami su cui formerai la chioma della pianta, chiamati rami portanti o principali, e lavora su quelli. Elimina quindi le ramificazioni di troppo e cerca da subito di inquadrare la pianta scegliendoti i rami da far diventre i tronchi di supporto. Buona potatura!

Come e quando potare un melograno bene.

La potatura del melograno sarà semplice seguendo questi consigli. Vuoi sistemare la tua pianta senza fare danni? Ecco quindi i consgli di come potare un Melograno e farlo BENE; ma anche quando farlo! Benvenuta o benvenuto in questo nuovo articolo dove andremo a trattare ed a vedere la potatura del melograno del giardino in modo da mentenerlo in ordine, di bell’aspetto ma sopratutto produttivo. La prima cosa che ti consiglio è quella di armarti di guanti, una scala, delle buone cesoie e una sega a mano. Ricordati che questa pianta va potata in inverno verso febbario, quando a riposo vegetativo. Ci siamo, vediamo come potare il melograno e sopratutto come potarlo bene in modo che fiorisca prima dell’estate e poi produttivo a settembre. Come e quando potare: Per potare bene un melograno in modo che resti anche produttivo, bisogna prima imparare dove fiorisce questa pianta in modo da lascargli i rami adatti alla la nuova fioritura e frutti. Questa operazione va effetuta in inverno, da febbraio a marzo. Ricordati che il melograno fiorisce sui ramoscelli piccolini e laterali, quelli più fini e corti che si trovano lungo i rami più grandi e portanti. Buona parte di questi rametti vanno lasciati. Elimina invece tutti i succhioni che non servono a nulla se non a eliminare energie alla pianta e a non far penetrare luce all’interno della chioma. La luce deve penetrare! I succhionio si riconoscono facilmete, sono i rami che crescono verso l’interno della chioma. Sono giovani, cresciuti tanto, in un solo anno si spingono verso l’alto della pianta. Sono spinosi e senza rametti laterali da fiore. Questi toglieteli completamete dalla base. Vi cosniglio (per mantenere la pianta di melograno ordinata) di ridimensionare i rami portanti della stessa. Di solito sono 4 o 5 e sono coloro che praticamente formano la pianta. Accorciali così da mantenere l’altezza desiderata. Fai questa opreazione sia sui rami principali, ma dimezza anche tanti ramoscelli da fiore. Elimina del tutto i rami scomposti. Quest’ultimi li riconosci perchè crescono verso l’esterno della pianta ed alcuni si intrecciano con gli altri. Ecco quindi come potare un melograno BENE a febbraio. Potrete anche guardare il video e farvi un’idea di quello che abbiamo scritto consultando l’immagine dell’articolo.

Bougainvillea, coltivazione e moltiplicazione per talea

La Bougainvillea è una pianta rampicante vigorosa che cresce bene anche in posizioni di pieno sole. In questo articolo andiamo a vedere qualche consiglio sulla coltivazione e come moltiplicare queste piante per talea. La Bougainvillea è una rampicante molto apprezzata nei giardini italiani, io ne ho 2 nel mio giardino. Prende il nome dal viaggiatore francese L.A. de Bougainville, che la importò in Europa. E’ un arbusto originario dell’America del Sud che ad oggi conta numerose specie. E’ una pianta molto caratteristica che da vita a piccoli fiori che si sviluppano tra le tre brattee (foglie modificate) tinte di colori e tonalità che vanno dall’arancio al giallo, dal rosa al viola e bianco. Si sviluppa con lunghi steli legnosi e spinosi che a loro volta vengono ricoperti da un’abbondante fogliame a forma ovale e di colore che va dal verde al verde scuro. La Bougainvillea è veramente un’esplosione di colore e le specie più diffuse sono la Bougainvillea Glabra e la Spectabilis. E’ una pianta che prende la scena di tantissimi giardini e parchi del nostro paese, anche se di fatto quelle dal caratteristico colore viola è la specie più diffusa. Le Bougainvillee dalle tonalità arancio, giallo e rosa sono meno numerose in quanto sembrano più difficoltose nella coltivazione; sono piante che se messe nelle condizioni ideali, possono sfiorare gli 8 metri di altezza. Consigli per la coltivazione. La Bougainvillea è una pianta rustica che si adatta abbastanza bene al clima italiano soprattutto dalle regioni centrali al sud Italia, dove è facilmente coltivabile anche in giardino. Preferisce un’esposizione soleggiata ma al riparo dal vento che potrebbe danneggiare il portamento della pianta. Al Nord Italia è preferibile coltivarla in vaso, così facilmente spostatile, in quanto l’inverno freddo potrebbe creare problemi alla Bougainvillea. Il terreno che dovreste usare per coltivare questa specie è un buon terriccio universale, non richiede un terreno particolare, l’importante è che sia di qualità e garantisca il giusto drenaggio. Il mio consiglio è quello di aggiungere alcune manciate di terriccio per acidofile a quello universale che avete acquistato che comunque, deve prevalere sull’altro. Siccome la Bougainvillea può raggiungere facilmente i 2 metri d’altezza ed a secondo della specie e dove viene coltivata, superarli, dovreste controllare il loro sviluppo con la potatura ordinaria che vedremo nell’ultimo paragrafo, mantenendo i rami in ordine e nelle zone destinate alla loro crescita durante la fase vegetativa. Se coltivata in vaso, quando le radici riempiono completamente il contenitore, necessita di un rinvaso; fate quindi attenzioni allo sviluppo delle radici. Innaffiate dalle 2 alle 3 volte alla settimana dalla primavera in poi; richiede maggiore quantitativo d’acqua se avete posto la pianta in pieno sole. In caso di inverni molto rigidi e di forti gelate, coprite la pianta con l’apposito telo se coltivata in giardino. Bougainvillea, moltiplicazione per talea e potatura. Il metodo migliore per moltiplicare la Bougainvillea è la tale legnosa, vediamo quindi come si procede. Il periodo migliore per la talea legnosa ed in questo caso della Bougainvillea è da inizio autunno in poi, bisogna comunque attendere che la pianta perda la maggior parte delle foglie. Si procede quindi a selezionare 4/5 ramificazioni legnose (od anche più) di una Boungainvillea ben sviluppata e tagliare pozioni che vanno dai 20-30 cm. Rimuovete foglie e rametti rimanenti lasciando il ramo della talea pulito. Ottenuti i nostri rami per effettuare le talee (più ne preleviamo più probabilità di successo abbiamo), la base del fusto, quindi la parte che va interrata, sbucciamola dalla corteccia lasciando 1/2 cm di legno nudo. Prendiamo un grande vaso oppure un angolo di giardino ed interriamo i rami rispettandone il verso di crescita dopo averli immersi nell’apposita polvere radiante come questa in questo link. La polvere radiante è un ormone che stimola l’attecchimento e la formazione di radici. Mescolate sempre del terriccio torboso più adatto alla moltiplicazione delle piante. Appena interrate le talee, bagnate per irrigare e dopo vi consiglio di ricoprirle con del materiale trasparete, creando una specie di effetto serra; oppure se avete, posizionate il vaso in una serra da giardino. Le talee di genere legnoso impiegano quasi un anno a radicare per bene. Nella primavera successiva se la talea è andata a buon fine, i rami si sveglieranno dal riposo vegetativo generando nuovi getti e foglie. A questo punto attendete l’autunno per trapiantare le nuove piante di Bougainvillea nella posizione scelta sempre se abbiano formato un buon apparato radicale. Potatura La Bougainvillea è una pianta dallo sviluppo vegetativo ampio e veloce per questo ogni anno ha bisogno di una potatura ordinaria. Se da poco acquistata e appena piantata in primavera, recidete i rami di troppo ed iniziate a dare un senso di crescita alla vostra Buogainvillea. Per le piante adulte, sempre ad inizio primavera, recidete tutte le ramificazioni che oltrepassano una zona di crescita e riducete i rami laterali spuntandoli a ridosso di una gemma da dove partiranno le nuove ramificazioni. Tagliate quindi tutti i getti non necessari contenendo così lo sviluppo della pianta e consentendo a quelli nuovi di sostituire quelli vecchi. Ricordate di utilizzare i guanti e di prendere il ramo all’estremità perchè le spine sono agli angoli sugli steli.

Potare l’Hibiscus gigante quando e come farlo.

L’Hibiscus gigante, una pianta estremamente facile da coltivare, altrettanto semplice da potare. A colpire saranno i suoi fiori. Ecco che vi svelo come e quando potare questa pianta. L’Hibiscus moscheutos, comunemente conosciuto come gigante per via delle dimensioni piuttosto grandi dei sui fiori, è una pianta mediterranea, classificata nei vecchi testi come palustris. Infatti è un genere di pianta che ama terreni abbastanza umidi e si adatta bene al clima della nostra penisola. Di forma eretta ed a foglia caduca dal color verde chiaro, in piena estate, generalmente da luglio inoltrato fino a metà settembre, mostra tutto il suo splendore aprendo i sui fiori giganti. Molte sono le varietà e quindi anche le colorazioni della fioritura, generalmente non superano i 3 metri di altezza se coltivati in piena terra, ancor meno in vaso. Ama un’esposizione soleggiata o semi-soleggiata; molto semplice da coltivare per via delle basilari cure annuali che richiede. Richiede comunque una facilissima poatura, per contenerne le dimensioni e quindi dal prossimo paragrafo andremo a svelarvi come e quando potare L’Ibisco. Potare l’Ibisco, ecco come e quando farlo. L’Hibiscus moscheutos, quello dal fiore gigante, durante la fase vegetativa che va dalla primavera all’inizio dell’autunno cresce con ramificazioni che tendono ad assumere una conformazione legnosa. Le radici sono l’unica parte perenne della pianta, perché le specie sono sempre spoglianti. Infatti con le temperature e la luce autunnale che tenderanno a diminuire, perderà tutto il fogliame con i fusti che moriranno. Per questo potare l’Hibiscus palustre è davvero una cosa semplicissima. Ti starai chiedendo, come devo procedere? Semplicemente tagliando con delle buone cesoie (consigliate nel link in blu) al quale hai prudentemente disinfettato le lame, tutte le ramificazioni a 5/10 cm da terra. Questa operazione va fatta in pieno autunno e prima che arrivi l’inverno, quando ormai la pianta è spoglia. Una volta eseguita la potatura, ricopri il tutto con foglie o corteccia per garantire migliore copertura alle radici che rimarranno in vita. Nella primavera successiva, L’Hibiscus si risveglierà, emettendo direttamente dal suolo le nuove gemme che in seguito riformeranno la pianta. Nell’autunno seguente, ripetere l’operazione rimuovendo del tutto gran parte dei rami morti e tagliati l’annata precedente. Semplice vero? L’Hibiscus è veramente una pianta alla portata di tutti ma estremamente bella; a colpire saranno soprattutto le dimensioni dei suoi fiori. GUARDA VIDEO

Camelie, l’ora della potatura e della moltiplicazione.

Per chi possiede una o più piante di Camelie, questo è il periodo per dedicarsi alla potatura o pulizia della pianta, ma anche della moltiplicazione. La Camelia è una pianta di grande prestigio ornamentale, che vive in moltissimi giardini italiani, tra cui anche nel mio. Il genere comprende più di 100 specie e diverse sono le colorazioni, forme e dimensioni dei loro fiori. Sono piante dal portamento arbustivo che in natura può raggiungere anche i 15/20 metri d’altezza, poco inferiore se coltivata in giardino. Fioriscono nei mesi freddi fino alla primavera, per poi entrare a riposo vegetativo durante l’estate. E’ proprio questo il periodo in cui la nostra Camelia non avrà più alcun fiore, quindi si potrà agire ripulendo la pianta, ridandogli vigore. Ma vediamo come e cosa fare proseguendo l’articolo. La Potatura della Camelia. La potatura non è una pratica indispensabile per la Camelia, ma si può intervenire rimuovendo i rami vecchi e danneggiati dagli agenti atmosferici ed i rami scomposti e troppo vigorosi, cioè quelli cresciuti in maniera disordinata, divenuti anche ingombranti. Nel caso la vostra Camelia sia di medie o grandi dimensioni, è sempre un bene rimuovere i rami che crescono verso il centro della pianta, che impediscono l’entrata della luce. Quindi doneremo alla Camelia una sagoma più ordinata e pulita. Questi interventi si effettuano dopo la caduta dei fiori, quindi nel periodo che va da giugno, sino a prima della nascita dei nuovi boccioli. Nel caso la pianta presenti un numero elevato di boccioli, possiamo decidere di diramarli, cioè toglierne alcuni. Questa pratica serve a non sottrarre toppa energia ed aumentare la dimensione dei fiori. Ricorda che quando effettui la cimatura della tua Camelia, molti rami che togli, potranno tornarti utili per la moltiplicazione della specie. Ma ora vediamo i metodi e come fare. Come moltiplicare la Camelia. I metodi con cui possiamo moltiplicare le Camelie in ambito amatoriale sono tre: per seme, per talea e per propaggine. Vediamo come. Moltiplicazione per seme. E’ la tecnica usata sia da vivaisti per selezionare nuove varietà, sia a livello amatoriale in quanto la più semplice. I semi si troveranno all’interno dei frutti della camelia, sono capsule a forma sferica di colore verde chiaro all’inizio, per poi diventare rossicce una volta maturate. A fine estate, verso il periodo di agosto, i frutti seccarono e si apriranno in tre parti liberando i semi al loro interno. E’ questo il periodo in cui possiamo prelevarli. Possiamo raccogliere i frutti secchi dalla pianta, aprendoli manualmente. I semi sono scuri e tondi, di circa 1 cm di diametro e vanno seminati il prima possibile. Come seminare: Dopo aver raccolto i semi, procederemo alla semina. Ecco come. Prendiamo dei vasetti di piccole dimensioni che riempiremo di un buon terriccio adatto alla semina, composto da torba e sabbia in parti uguale. Completata questa operazione, poniamo il semino nel vaso, ad una profondità di due volta la grandezza del seme e ricoprire. Ora che i vasetti sono pronti, bagnare con un nebulizzatore e metterli nel semenzaio o in un propagatore fatto in casa, ricoprendo con l’apposito coperchio o con la pellicola trasparente. Tenere costantemente il terreno umido, nebulizzando il terriccio e richiudere il semenzaio. Tenere il propagatore in un luogo umido con una temperatura di 20° circa. Il seme all’inizio emetterà solo il fittone che non sarà influenzato dalla luce. Serve molta pazienza, dopo qualche mese vedrete spuntare i primi germogli, che almeno per il primo periodo cresceranno lentamente. Ora andranno spostati gradualmente alla luce, tenendoli all’ombra. Quando la piantina nata da seme metterà 4-5 foglie, sarà cresciuta al punto da subire il trapianto. Riprodurre la Camelia da seme è un metodo che richiede estrema pazienza, anche la fioritura non avverrà prima di 4 anni. Moltiplicazione per talea. E la tecnica migliore da effettuare, più veloce e con possibilità più alte di avere un esemplare dalle caratteristiche della pianta madre. Ecco come procedere. (Leggi tutti i passaggi della talea di Camelia qui) In estate si prelevano i rami dell’anno, cioè quelli più giovani. Si riconoscono dal colore più chiaro del ramo, più morbido e non ancora lignificato. Ricaviamo porzioni lunghe 15-20 cm, eseguendo un taglio a becco di flauto, eliminare le foglie in esubero lasciando le due apicali e sbucciare la base del ramo. Eseguite queste operazioni, riempiamo un vasetto di torba e sabbia, preparare un foro dove porre la talea che dovrà essere interrata per almeno la metà della sua lunghezza. Annaffiare nebulizzando il terreno e ricoprire la talea di Camelia con una mezza bottiglia di plastica. Le annaffiature tramite nebulizzatore dovranno essere brevi e frequenti. La radicazione varia a secondo della specie, può avvenire nell’arco di 4-5 mesi nei casi più fortunati, ma il periodo potrà essere anche più lungo o sfortunatamente può non avvenire. Il consiglio: La maggior parte delle piante propagate per talea, non ha problemi nella radicazione naturale. Ma ci sono specie, come ad esempio le Camelie, che hanno quasi sempre bisogno di uno stimolo ormonale. In commercio ci sono molte polveri ormonali che promuovono lo sviluppo delle radici. Questi prodotti agiscono solamente sulla pianta e non risultano tossici ne per uomo ne per gli animali. Moltiplicazione per propaggine. E’ la tecnica che da esiti più certi nel caso le nostre talee non vogliono saperne di radicare. La propaggine delle Camelie è più lenta della talea, ma vediamo come funziona. Per ottenere una nuova pianta per propaggine, si agisce sui rami inferiori, quelli più bassi e sottili, in grado di subire un inclinazione. Quindi dobbiamo scegliere il ramo, incurvarlo e se il ramo è molto flessibile e riesce a toccare terra, prepariamo una buca. Prendiamo il ramo e sbucciamo la parte inferiore. Fatta questa operazione incliniamolo, ponendo la parte sbucciata all’interno della buca, fissandolo con una forcella od un gancio ad U e ricoprire la buca di torba e sabbia. Sarà necessario mettere un sostegno al ramo che rimane all’esterno della buca. Dopo 2 anni la pianta avrà radicato, si potrà staccare dal vecchio ramo, estrarre la nuova piantina e …