La talea di Ortensie, ecco come farla

Vediamo come moltiplicare le Ortensie preferite per talea in terra. Siete curiosi? Non resta che seguire l’articolo e provare! Le Ortensie sono delle piante che nel mio giardino sono presenti da più di 20 anni, ad oggi sono ancora vigorose e ogni anno regalano grandissimi e sorprendenti fiori azzurri. Se volete potete vederle qui sulla nostra pagina Instagram dove ho caricato alcune foto delle mie Ortensie. Voi ne avete? Se siete finiti/e su questo articolo immagino di si e come recitato nel titolo vorreste addirittura imparare a farne delle talee in modo da moltiplicare le vostre specie preferite del giardino e non solo. Perchè no, anche quelle Ortensie del nostro vicino che ci piacciono, oppure quelle piante bordo strada alle quali riusciamo a prelevare un piccolo rametto. Bene, quello che dovreste da subito annotare è che non sempre da un Ortensia blu (la più ricercata) cresce un Ortensia blu; questo perchè la colorazione del fiore non è una regola fissa, eh si, cambia in base al Ph del terreno. Praticamente per avere un Ortensia di colore azzurro il terreno dev’essere ferroso e quindi bello acido, ed io in questo caso sono stato fortunato, il mio giardino è il posto ideale per crescere acidofile! (Potreste considerare questo strumento che consente di verificare amatorialmente il ph del proprio terreno) Adesso è arrivato il momento di proseguire l’articolo e vedere come possiamo moltiplicare le nostre amate Ortensie, vi assicuro che con un pò di praticità, vi sarà semplice! Ortensie per talea, ecco come fare. Le Ortensie sono piante che si possono moltiplicare per talea, metodo che ha maggiore probabilità di successo e che da la possibilità di mantenere le caratteristiche della pianta madre. Le talee di Ortensie vanno eseguite in estate, nel periodo che va dalla metà di luglio alla metà/fine agosto, ed è abbastanza semplice, basterà seguire i seguenti consigli. Come prima cosa bisognerà scegliere un ramo che non porti fiori e che non crei danni estetici una volta esportata la parte da moltiplicare. Bisognerà portar via l’apice (la punta) di un ramo, prelevando una porzione lunga dai 10 ai 15cm. Bisognerà successivamente esportare parte delle foglie più vicino al taglio lasciandone una coppia all’apice (come in foto 3) dimezzando le altre. Bene il nostro rametto è pronto, per aumentare le percentuali di successo consiglio comunque di farne più di una, ad esempio 4/5 talee. Adesso scegliamo un vasetto, lo riempiamo di un terriccio idoneo alla moltiplicazione, quindi torba, e interriamo metà del ramo. Un altro consiglio è quello di bagnare il terriccio per bene prima di interrare la talea in modo da compattare sin da subito il terreno. Ecco qua, talee fatte! Ora nel prossimo paragrafo vediamo come conservarle ed i tempi di radicazione. Tempi di radicazione e conservazione Generalmente le talee di Ortensie impiegano poco tempo a radicare, ma nel frattempo possiamo controllare il loro stato seguendo i seguenti indizi. Se la pianta appare sempre eretta con foglie non avvizzite nei giorni successivi, significa che tutto sta proseguendo nel giusto ordine. Attenzione perchè subito dopo l’esecuzione la piccola talea potrà afflosciare, ma non datevi immediatamente sconfitti, attendete! Bisognerà posizionare le talee appena eseguita in un posto ombreggiato e fresco, nello stesso tempo luminoso. Per velocizzare il processo di radicazione potreste coprire le talee fornendogli un cappuccio trasparente creando così un effetto serra; basta però fare dei buchi per arieggiare. D’ora in poi controllate spesso le vostre piantine di Ortensia irrigando nel momento del bisogno. Trascorso un mese possiamo verificare lo stato della radicazione tirando MOLTO DELICATAMENTE il rametto e se oppone (basta anche un minimo) di resistenza, significa che la radicazione sta avvenendo. Ovviamente qualora fosse così, non possiamo di certo trapiantare subito la pianta ma aspettare minimo la primavera/autunno dell’anno successivo, garantendo però riparo anche coprendo con un telo, alle piccole Ortensie dal freddo e gelo invernale. Quando vanno potate le Ortensie? guarda qui i nostri cosnigli

Divisione dei cespi. Un metodo semplicissimo per propagare piante.

Un altro metodo di propagazione che si può utilizzare nel giardinaggio amatoriale è la divisione dei cespi. E’ una delle tecniche più semplici! Vediamo come fare. Chi segue il blog, ha potuto leggere gli argomenti precedenti, vedendo ed imparando qualcosa in più su alcune tecniche che abbiamo già trattato. Altrimenti se sei un nuovo visitatore, puoi fare un salto nella categoria: metodi di propagazione. Oggi, in questo nuovo post, tratteremo un’altra tecnica. Come sappiamo la talea è il metodo più utilizzato e conosciuto nel giardinaggio amatoriale. Ma alcune piante, soprattutto le erbacee perenni, ci danno la possibilità di propagarle utilizzando un metodo molto più semplice e veloce tra tutte le tecniche. Questo metodo si chiama divisione dei cespi. Ora vediamo cos’è e come metterla in opera. Cos’è e come fare. La divisione dei cespi è un metodo molto semplice che garantisce piante di buona qualità in modo rapido, viene utilizzato soprattutto per le piante erbacee perenni. Le perenni sono piante che sopravvivono alle fredde temperature invernali, la parte aerea dissecca per poi riprendere a vegetare a primavera. Durante l’autunno queste piante entrano in uno stato di riposo, sopravvivendo grazie alle radici dormienti. Un esempio di piante che possiamo propagare per divisione sono: Viole, Ellebori, Margherite, Campanule, Delphinium, Verbene, Gaillardia e molte altre ancora. La divisione dei cespi, oltre ad essere un metodo per propagare le piante erbacee perenni, è un’ottima tecnica che ridona vitalità alla pianta stessa. Infatti queste specie, tendono a moltiplicarsi spontaneamente, allargando rami e radici che riescono ad occupare tutto lo spazio a disposizione. In questo caso, le piante più vecchie perderanno vigore e pian piano renderanno sempre meno. Se rinvasate, ringiovaniremo la pianta ridonandogli vitalità. Vedremo di seguito, in che modo intervenire. Come fare: Scelta la pianta erbacea da propagare, prendiamo l’occorrente utile per l’operazione, quindi guanti e paletta. In alcuni casi possono bastare anche le mani. Nel caso la pianta sia di grandi dimensioni e interrata nel giardino, sarà meglio utilizzare una pala. Per prima cosa, dovremmo staccare la terra dai bordi del vaso che contiene la pianta, oppure scavare un solco con la pala intorno al cespo in giardino, cercando di estrarre completamente il pane di terra, con tanto di radici compatte. Una volta estratta la pianta, dal vaso o dal giardino, elimineremo le radici più vecchie, riducendo un pochino il pane di terra con le mani o la paletta. Non esagerare con questa operazione, si rischia di rimanere con cespi troppo piccoli. Ora suddividiamo la pianta in due parti. La piantina ottenuta per divisione, dovrà contenere il pane di terra compatto con le radici, ed almeno un ciuffo di fusto e foglie, oppure due o più germogli. La divisione dei cespi è un’operazione che va effettuata in autunno, oppure a primavera, all’inizio della ripresa vegetativa. Se effettuata nel periodo di marzo-aprile, possiamo munirci di un paio di cesoie, per eliminare i fusti ingombranti e danneggiati dall’inverno. La pianta ottenuta per divisione è già pronta per essere interrata nel vaso scelto, o in giardino. Basta scavare una buca delle dimensioni giuste, aggiungendo un buon terriccio soffice, ricompattando il terreno per poi annaffiare. Se vogliamo applicare questo metodo solo per ringiovanire una pianta vecchia, il procedimento è lo stesso. Invece che dividere la pianta in due parti, una volta estratta dalla dimora, elimineremo le radici vecchie riducendo il pane di terra, per poi rinterrarla aggiungendo del terriccio nuovo, compattiamo ed annaffiamo. Successivamente elimineremo i fusti più vecchi, riducendo e donando al cespuglio una forma migliore.

La propaggine. Un’altra tecnica di propagazione.

La propaggine è un metodo molto semplice e sicuro per moltiplicare alcune specie di piante, ma richiede più tempo delle talee. Vediamo come si procede e di cosa si tratta. La propaggine è un metodo di propagazione semplice, utilizzabile a livello amatoriale, sicuro ma lento a confronto di tanti altri metodi di propagazione. Può richiedere anche un anno o poco più, prima che la nuova pianta emetta radici. Questa tecnica consente comunque di aver maggior successo, utilizzabile in caso di insuccesso nella moltiplicazione per talee di alcune specie. La propaggine è una tecnica adatta per alcune specie rampicanti, piccoli arbusti, arboree e alcune piante ornamentali. E’ adatta per tutte le piante che emettono rami lunghi, ricadenti e flessibili, in grado di arrivare a toccare il suolo. Infatti si sfrutta la capacità di emettere radici dal ramo inciso, qualora venga a contatto con il terreno. La pianta propagata per propaggine, ha il vantaggio di rimanere collegata e nutrita dalla pianta madre, quindi rispetto alla talea, è esposta a meno rischi. Per questo ciò che non ci riesce per la talea, se predisposta, potremmo optare a moltiplicare la specie con questa tecnica, che ora spiegherò meglio in questo articolo. Come procedere. Scelta la pianta da moltiplicare, la prima cosa da fare sarà quella di eliminare tutte le erbacce e le infestanti, che si trovano nella zona dove interreremo il ramo. Scegliamo un ramo basale, sano, vigoroso, flessibile e preferibilmente dell’anno. Pieghiamolo verso il suolo e scaviamo una buca nel punto dove verrà a contatto, a circa 30 cm dalla pianta madre e profonda 10-15 cm. Si esportano tutte le foglie vicino alla parte del ramo che verrà interrato, si incide eseguendo un taglio a linguetta nel punto che andrà a contatto con il suolo e si interra nella buca preparata precedentemente. Il ramo dovrà essere fissato con del fil di ferro o un gancio ad U. Ora ricoprire la buca e compattare il terreno. Come in ogni articolo che riguarda la moltiplicazione, ribadisco che per ottenere maggior successo nella talea, semina o qualsiasi altra tecnica, consiglio di usare sempre un buon terriccio adatto alla propagazione. Ad esempio un terriccio di qualità, soffice e quindi ottimo per la moltiplicazione è questo: BioBizz terriccio 20LT, in vendita al prezzo di 13,09 E. su Amazon. (Il prezzo può subire variazioni). L’altra parte del ramo, la cima o la parte apicale, andrà tenuta fuori dalla buca, mantenendola in posizione verticale. Si può legare ad una canna di bambù o un altro tipo di sostegno. A questo punto annaffiare il terreno. E’ importante tenere umida e periodicamente concimata la zona. Con un lasso di tempo che va da alcuni mesi fino ad un anno, o poco più, nella parte interrata si svilupperà l’apparato radicale e pian piano nuovi germogli. E’ il momento di separare la nuova pianta da quella madre, tagliando il ramo che fa da legame, scavando ed asportando la piantina compatta di radici. La propaggine multipla. Non è altro che il procedimento sopra descritto, ma con la variante che il ramo da propagare, viene interrato e fatto uscire più volte dal terreno, a serpentina. Per effettuare una propaggine multipla, il ramo scelto dovrà essere lungo più di un metro e flessibile al punto da subire più di una flessione. Questo procedimento è di fatto maggiormente indicato per piante rampicanti come Clematidi, Glicini e Gelsomini. Articoli che potrebbero interessarti: Talea erbacea legnosa e semilegnosa moltiplicare le piante. Consiglio: polvere radicante. Sia nel caso della propaggine semplice che multipla, per velocizzare la radicazione, è consigliato usare la polvere ormonale radicante, da spargere sull’incisione. Queste polveri non sono tossiche né per l’uomo e né per gli animali, ma agiscono solo sulle piante, aiutandole a radicare con più facilità. Un’ottima polvere radicante, oltre che nei centri di giardinaggio, la si trova in vendita su Amazon al prezzo di 9,70 Euro. Polvere radicante per talee (FITO). ( Il prezzo può subire variazioni).

Camelie, l’ora della potatura e della moltiplicazione.

Per chi possiede una o più piante di Camelie, questo è il periodo per dedicarsi alla potatura o pulizia della pianta, ma anche della moltiplicazione. La Camelia è una pianta di grande prestigio ornamentale, che vive in moltissimi giardini italiani, tra cui anche nel mio. Il genere comprende più di 100 specie e diverse sono le colorazioni, forme e dimensioni dei loro fiori. Sono piante dal portamento arbustivo che in natura può raggiungere anche i 15/20 metri d’altezza, poco inferiore se coltivata in giardino. Fioriscono nei mesi freddi fino alla primavera, per poi entrare a riposo vegetativo durante l’estate. E’ proprio questo il periodo in cui la nostra Camelia non avrà più alcun fiore, quindi si potrà agire ripulendo la pianta, ridandogli vigore. Ma vediamo come e cosa fare proseguendo l’articolo. La Potatura della Camelia. La potatura non è una pratica indispensabile per la Camelia, ma si può intervenire rimuovendo i rami vecchi e danneggiati dagli agenti atmosferici ed i rami scomposti e troppo vigorosi, cioè quelli cresciuti in maniera disordinata, divenuti anche ingombranti. Nel caso la vostra Camelia sia di medie o grandi dimensioni, è sempre un bene rimuovere i rami che crescono verso il centro della pianta, che impediscono l’entrata della luce. Quindi doneremo alla Camelia una sagoma più ordinata e pulita. Questi interventi si effettuano dopo la caduta dei fiori, quindi nel periodo che va da giugno, sino a prima della nascita dei nuovi boccioli. Nel caso la pianta presenti un numero elevato di boccioli, possiamo decidere di diramarli, cioè toglierne alcuni. Questa pratica serve a non sottrarre toppa energia ed aumentare la dimensione dei fiori. Ricorda che quando effettui la cimatura della tua Camelia, molti rami che togli, potranno tornarti utili per la moltiplicazione della specie. Ma ora vediamo i metodi e come fare. Come moltiplicare la Camelia. I metodi con cui possiamo moltiplicare le Camelie in ambito amatoriale sono tre: per seme, per talea e per propaggine. Vediamo come. Moltiplicazione per seme. E’ la tecnica usata sia da vivaisti per selezionare nuove varietà, sia a livello amatoriale in quanto la più semplice. I semi si troveranno all’interno dei frutti della camelia, sono capsule a forma sferica di colore verde chiaro all’inizio, per poi diventare rossicce una volta maturate. A fine estate, verso il periodo di agosto, i frutti seccarono e si apriranno in tre parti liberando i semi al loro interno. E’ questo il periodo in cui possiamo prelevarli. Possiamo raccogliere i frutti secchi dalla pianta, aprendoli manualmente. I semi sono scuri e tondi, di circa 1 cm di diametro e vanno seminati il prima possibile. Come seminare: Dopo aver raccolto i semi, procederemo alla semina. Ecco come. Prendiamo dei vasetti di piccole dimensioni che riempiremo di un buon terriccio adatto alla semina, composto da torba e sabbia in parti uguale. Completata questa operazione, poniamo il semino nel vaso, ad una profondità di due volta la grandezza del seme e ricoprire. Ora che i vasetti sono pronti, bagnare con un nebulizzatore e metterli nel semenzaio o in un propagatore fatto in casa, ricoprendo con l’apposito coperchio o con la pellicola trasparente. Tenere costantemente il terreno umido, nebulizzando il terriccio e richiudere il semenzaio. Tenere il propagatore in un luogo umido con una temperatura di 20° circa. Il seme all’inizio emetterà solo il fittone che non sarà influenzato dalla luce. Serve molta pazienza, dopo qualche mese vedrete spuntare i primi germogli, che almeno per il primo periodo cresceranno lentamente. Ora andranno spostati gradualmente alla luce, tenendoli all’ombra. Quando la piantina nata da seme metterà 4-5 foglie, sarà cresciuta al punto da subire il trapianto. Riprodurre la Camelia da seme è un metodo che richiede estrema pazienza, anche la fioritura non avverrà prima di 4 anni. Moltiplicazione per talea. E la tecnica migliore da effettuare, più veloce e con possibilità più alte di avere un esemplare dalle caratteristiche della pianta madre. Ecco come procedere. (Leggi tutti i passaggi della talea di Camelia qui) In estate si prelevano i rami dell’anno, cioè quelli più giovani. Si riconoscono dal colore più chiaro del ramo, più morbido e non ancora lignificato. Ricaviamo porzioni lunghe 15-20 cm, eseguendo un taglio a becco di flauto, eliminare le foglie in esubero lasciando le due apicali e sbucciare la base del ramo. Eseguite queste operazioni, riempiamo un vasetto di torba e sabbia, preparare un foro dove porre la talea che dovrà essere interrata per almeno la metà della sua lunghezza. Annaffiare nebulizzando il terreno e ricoprire la talea di Camelia con una mezza bottiglia di plastica. Le annaffiature tramite nebulizzatore dovranno essere brevi e frequenti. La radicazione varia a secondo della specie, può avvenire nell’arco di 4-5 mesi nei casi più fortunati, ma il periodo potrà essere anche più lungo o sfortunatamente può non avvenire. Il consiglio: La maggior parte delle piante propagate per talea, non ha problemi nella radicazione naturale. Ma ci sono specie, come ad esempio le Camelie, che hanno quasi sempre bisogno di uno stimolo ormonale. In commercio ci sono molte polveri ormonali che promuovono lo sviluppo delle radici. Questi prodotti agiscono solamente sulla pianta e non risultano tossici ne per uomo ne per gli animali. Moltiplicazione per propaggine. E’ la tecnica che da esiti più certi nel caso le nostre talee non vogliono saperne di radicare. La propaggine delle Camelie è più lenta della talea, ma vediamo come funziona. Per ottenere una nuova pianta per propaggine, si agisce sui rami inferiori, quelli più bassi e sottili, in grado di subire un inclinazione. Quindi dobbiamo scegliere il ramo, incurvarlo e se il ramo è molto flessibile e riesce a toccare terra, prepariamo una buca. Prendiamo il ramo e sbucciamo la parte inferiore. Fatta questa operazione incliniamolo, ponendo la parte sbucciata all’interno della buca, fissandolo con una forcella od un gancio ad U e ricoprire la buca di torba e sabbia. Sarà necessario mettere un sostegno al ramo che rimane all’esterno della buca. Dopo 2 anni la pianta avrà radicato, si potrà staccare dal vecchio ramo, estrarre la nuova piantina e …