Come e quando potare la Camelia

La potatura di questa pianta serve a mantenerla ordinata e produttiva ed eccovi in questo articolo spiegato. Come e quando potare la Camelia. Chi di voi ha una Camelia si starà forse chiedendo quando e come potare una Camelia. Ottimo; benevenuti allora nell’articolo giusto dove ti andrò a speigare, in modo molto semplice, la potatura di questa bellissima pianta (Disponibile anche il video). Premettiamo una cosa. Per le Camelie molto giovani, quindi di piccole dimensioni, la potatura non è un’operazione necessaria, ma potrebbe servire comunque a dare la forma alla pianta selezionandone i rami portanti che di solito saranno 3/4 da cui far sviluppare la chioma della pianta. Mentre la potatura si rende più necessaria nella Camelie di maggiri dimensioni ed ora, andremo a vedere come farla e qual è il periodo giusto. Quando potare la Camelia La Camelia è una pianta che fiorisce da febbraio a primavera inoltrata, quando entrerà poi, in una sorta di riposo vegetativo che durerà fino a settembre, nonostante in questi mesi infortirà il fogliame e le ramificazioni. Da luglio a metà agosto è comunque il periodo migliore per potare una pianta di Camelia e dargli così la forma più ordinata, mantenendone l’altezza desiderata. Vediamo di seguito come fare: Come potare la Camelia Se hai una Camelia e credi sia necessaria una bella potatura per conservarne la forma e l’altezza della pianta, devi procedere in questo modo: Svuota il centro della chioma. A fine luglio la tua Camelia presenterà sicuramente una chioma folta con molti rami verso il centro della pianta. Ecco, devi eliminare i rami cresciuti verso l’interno della chioma. Questa è l’operazione più necessaria nella poatatura della Camelia e serve a dare alla pianta aria e sopratutto luce. Quindi con delle buone cesoie, elimina i rami cresciuti verso il centro e l’interno della chioma, sfoltendo così l’interno della pianta in modo che penetri aria e luce come a fine video. Elimina rami vecchi e ingombranti. Taglia o accorcia tutti i rami cresciuti e piegati troppo verso l’esterno della pianta, quindi ingombranti. In caso di pianta di notevoli dimensioni, puoi procedere nell’eliminare senza problemi, anche una delle ramificazioni più grandi e vecchia, che magari rovina la forma estetica della pianta. Non aver paura di tagliare troppo, sopratutto i rami che tendono a svilupparsi verso l’interno della pianta. Riduci l’altezza se necessario. Se la tua Camelia sta crescendo molto in altezza, accorcia tutti i rami più alti in modo che ogni anno sarà più facile potarle. Cerca di dare a tutti i rami un’altezza uguale. La forma giusta della pianta La forma che dovresti dare alla tua Camelia è quella a cono, come quella che ho e vedrai nel video. Se hai una Camelia di piccole dimensioni e quindi molto giovane, fai una potatura differente. Scegli 3 o 4 rami su cui formerai la chioma della pianta, chiamati rami portanti o principali, e lavora su quelli. Elimina quindi le ramificazioni di troppo e cerca da subito di inquadrare la pianta scegliendoti i rami da far diventre i tronchi di supporto. Buona potatura!

Come fare una talea di Rosmarino? Ecco tutti i passaggi!

Ti piacerebbe fare talee di rosmarino ed avere una pianta nuova ogni anno? Segui questo articolo e vedrai che con questi consigli, riusciranno anche a te! Il rosmarino, che buon odore che emana e che aroma da ai nostri piatti! Molte ricette italiane non possono far a meno del rosmarino e ognuno di noi ha una piantina in giardino o sul terrazzo. Coltivare il rosmarino è molto semplice, non ha particolari esigenze, non richiede troppa acqua, anzi andrebbe irrigato solamente in caso di bisogno, quindi più frequentemente in estate ma facendo sempre attenzione a non esagerare. Le piante di rosmarino se riescono a trovare un buon pollice verde ed una posizione ideale, può raggiungere notevoli dimensioni. Ma attenzione, è una pianta forte, che sopporta freddo e siccità; ma può ammalarsi, non crescere o morire come tutte le altre. Allora vi insegno una cosa! A farci delle talee, perchè è veramente facile più di quanto si possa pensare. La talea di rosmarino ha un’altissima percentuale di successo, però devi utilizzere questi trucchetti per riuscire e per avere piante che crescano molto velocemente. Fare talee di rosmarino ed avere successo: Il primo passo è quello di scegliere una pianta di rosmarino sana e in perfetta forma e crescita. Quali sono i rami che devo prendere? Bisogna scegliere rami giovani, ad esempio le punte dei getti laterali che sono semilegnificati. Solitamente il ramo giovane lo si nota dal colore del legno che apparirà liscio e più scuro (marrone/verde) del legno più anziano. Si prendono porzioni di 15 cm massimo e si eliminano gli aghi vicino la taglio, insomma prepariamo la parte che poi andrà interrata. Facciamo attenzione ai prossimi passaggi perché sono trucchetti che daranno una bella spinta alla tua talea di rosmarino: In termini molto semplici sbucciamo la parte inferiore del ramo, ciò significa eliminare lo strato della giovane corteccia (pelle) con un coltello ben affilato lasciando un piccolo pezzo a legno vivo, (verde chiaro) video a fine articolo. Ora uno dei passaggi importanti che darà una veloce mano alla radicazione della talea, è l’utilizzo della polvere radicante. Un ormone che incrementa la crescita naturale delle radici. Se non sai di cosa si tratta puoi vederlo qui. Si passa il rametto di rosmarino precedentemente preparato nell’acqua e poi nella polvere, infine si interra. Interriamo la talea di rosmarino per tutta la porzione di ramo a cui abbiamo eliminato gli aghi (foglie), solitamente dev’essere meno della metà di tutto il ramo. Annaffiamo delicatamente e proseguiamo nel prossimo paragrafo. GUARDA IL VIDEO QUI DI COME FACCIO UNA TALEA DI ROSMARINO A FINE ARTICOLO Talea di rosmarino, dove posizionarla, tempi di radicazione e quando si può svasare. Partiamo subito dalla domanda che tutti si pongono: quanto tempo ci mette a radicare una tale di rosmarino? Non tantissimo entro un mesetto e mezzo la talea di rosmarino avrà iniziato ad emettere le prime radichette. Come scoprirlo? innanzitutto il ramo sarà ancora verde e vivo, e poi potrai provare a tirare il rametto MOLTO DELICATAMENTE. Se oppone una leggera resistenza significa che il rosmarino sta radicando. La talea di rosmarino la si può fare in qualsiasi momento dell’anno. Il periodo migliore resta la fine dell’estate perchè le uniche attenzioni che dobbiamo fare, son quelle di trovargli un posto all’ombra e annaffiare regolarmente. Consigliato è comunque coprire le talee con ad esempio il fondo di una bottiglia tagliata a metà, per creare l’effetto di una serra (in questo video puoi vedere cosa significa coprire con materiale di fortuna). In inverno invece, per il gelo ed una piantina molto fragile, dobbiamo adoperarci con un semenzaio o miniserra con tanto di luce. La luce serve ad equilibrare la crescita in un posto poco luminoso come la stanza di una casa. Ricordati, se non hai capito alcuni passaggi per fare la talea di rosmarino, guardati il video Se la si fa di estate o inizio autunno non c’è alcun problema. La talea non teme l’inverno, può rimanere all’esterno magari preservandola in caso dal gelo. Gia nella prossima primavera/estate la piantina sarà già cresciuta abbastanza in altezza da emettere alcuni nuovi rametti. Ad un anno di vita, il nuovo rosmarino sarà pronto da interrare nel nuovo vaso o posto scelto. Video di talea di rosmarino: Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Consigli Giardinaggio e Web Design (@unfioredablog)

Come fare una Talea di foglia di Violetta africana.

Abbiamo già parlato della violetta africana ed i metodi per moltiplicare questa pianta nel blog, ma in questo articolo andiamo ad approfondire come fare con successo una talea DI FOGLIA di Violetta africana e tutti i passaggi. La Violetta africana scientificamente chiamata anche Saintpaulia ionantha è una pianta che la maggior parte di noi coltiva in casa, perchè non ama temperature particolarmente fredde. E’ proprio in casa che possiamo divertirci a moltiplicare queste vivaci e colorate piante, e seguendo i consigli di questo articolo potreste avere una buona percentuale di successo. La cosa meravigliosa è che la talea di foglia possiamo eseguirla in qualsiasi momento dell’anno, basta che la pianta sia in buono stato e vigorosa al punto di prelevare qualche foglia senza rovinarne l’aspetto estetico. Ti stai chiedendo se questa sia l’unica tecnica per moltiplicare la Violetta africana? Certamente no, è sicuramente la più utilizzata e quella meno impegnativa. Se volete comunque sapere maggiori tecniche per propagare la Saintpaulia non perdere il nostro articolo. Clicca su questo link per leggerlo. Adesso non ti resta che proseguire la lettura ed imparare a eseguire una talea di foglia della Violetta africana mettendo in pratica i consigli che leggerai di seguito. Talea di foglia di Violetta africana, in acqua è più facile. Ebbene si, a chi non riesce mai, ma vuole la sua talea di Violetta africana può provare a farla radicare in acqua. Come si fa? Nulla di più semplice credimi. Prendi la tua pianta madre di Violetta africana pronta a donare le sue foglie per future piantine. Ispeziona la pianta e se in forma e vigorosa, preleva con un coltellino o forbici ben disinfettate, delle foglie intermedie, ne troppo giovani ma neanche vecchie e malandate. Le migliori sono quelle più basse e esterne alla pianta; quelle interne sono troppo giovani. Taglia la foglia prendendo almeno 4 cm di picciolo o gambo della foglia. Riempi un bicchierino di plastica, o un contenitore di vetro come ad esempio quello delle olive (lavato bene) con acqua. Considera che il gambo deve entrare almeno un paio di centimetri nell’acqua. Ci sta? Allora date sfogo alla creatività per mantenere il gambo dritto e a contatto con l’acqua quanto basti, fate attenzione che la foglia non finisca completamente a mollo, e che il picciolo non rimanga fuori dall’acqua. Fatto tutto ciò, posizionate la talea in una stanza e dove volete, se autunno/inverno ovviamente in casa. Se messa in casa, considera che i tempi di radicazione potranno rallentare per la mancanza della giusta luce solare. Sai come faccio io? Per questo genere di cose utilizzo delle semplicissime ed economiche lampade grow, tipo queste che puoi vedere su Amazon attraverso questo link. Per dare un pò di luce a talee o piccole piante d’appartamento sono molto buone, nel caso della talea accelerano significativamente la nascita delle radici e poi il futuro sviluppo delle piantine. Quando dal picciolo cominciano a intravedersi i primi filamenti la talea sta riuscendo! Attendete che le nuove radici diventino poco più lunghe e numerose per interrare poi la talea di Violetta africana pronta a crescere. In questo caso possono tornare molto utili le luci di cui parlavo poco prima, soprattutto se si ha poca luce in casa. Talea di violetta africana in terra: Poco più impegnativa della tecnica precedente, ma nulla di così difficile. In questo paragrafo andiamo ad imparare come fare una talea di Violetta africana utilizzando il terriccio. Premessa: il terriccio per fare queste cose dev’essere adatto alla moltiplicazione; quindi va benissimo acquistare un piccolo sacchetto di torba che utilizzeremo in queste occasioni. Bene, come nell’operazione precedente la prima cosa da fare è procurarsi almeno 2/3 foglie dalla pianta madre. Riempiamo un bicchierino di plastica, un piccolo vasetto o qualcosa che possa contenere della terra con la torba. Se utilizzate materiali casalinghi come ad esempio il bicchiere, fate dei fori sotto per consentire lo scivolamento dell’acqua. Riempito il contenitore con del terriccio, fate un foro al centro e inserite il gambo della foglia all’interno. Ricoprite e pressate la terra intorno al picciolo. Ora procuratevi uno spruzzino per annaffiare delicatamente la talea. Se eseguite la talea di Violetta africana in inverno, mettetela in un semenzaio riscaldato, se avete, oppure copritela con del materiale trasparente. La talea posta nel semenzaio (o coperta con altre soluzioni) e sotto una luce grow, accelera significativamente il tempo di radicazione e sviluppo. Nel momento in cui, dal terreno iniziano a intravedersi piccole foglioline spuntare, l’operazione è avvenuta con successo. Ora attendete che le foglie diventino più numerose e meglio sviluppate per interrare la nuova piantina di Violetta africana nel vaso prescelto. SOTTO IL VIDEO DA INSTAGRAM. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Consigli Giardinaggio e Web Design (@unfioredablog)

La talea di Ortensie, ecco come farla

Vediamo come moltiplicare le Ortensie preferite per talea in terra. Siete curiosi? Non resta che seguire l’articolo e provare! Le Ortensie sono delle piante che nel mio giardino sono presenti da più di 20 anni, ad oggi sono ancora vigorose e ogni anno regalano grandissimi e sorprendenti fiori azzurri. Se volete potete vederle qui sulla nostra pagina Instagram dove ho caricato alcune foto delle mie Ortensie. Voi ne avete? Se siete finiti/e su questo articolo immagino di si e come recitato nel titolo vorreste addirittura imparare a farne delle talee in modo da moltiplicare le vostre specie preferite del giardino e non solo. Perchè no, anche quelle Ortensie del nostro vicino che ci piacciono, oppure quelle piante bordo strada alle quali riusciamo a prelevare un piccolo rametto. Bene, quello che dovreste da subito annotare è che non sempre da un Ortensia blu (la più ricercata) cresce un Ortensia blu; questo perchè la colorazione del fiore non è una regola fissa, eh si, cambia in base al Ph del terreno. Praticamente per avere un Ortensia di colore azzurro il terreno dev’essere ferroso e quindi bello acido, ed io in questo caso sono stato fortunato, il mio giardino è il posto ideale per crescere acidofile! (Potreste considerare questo strumento che consente di verificare amatorialmente il ph del proprio terreno) Adesso è arrivato il momento di proseguire l’articolo e vedere come possiamo moltiplicare le nostre amate Ortensie, vi assicuro che con un pò di praticità, vi sarà semplice! Ortensie per talea, ecco come fare. Le Ortensie sono piante che si possono moltiplicare per talea, metodo che ha maggiore probabilità di successo e che da la possibilità di mantenere le caratteristiche della pianta madre. Le talee di Ortensie vanno eseguite in estate, nel periodo che va dalla metà di luglio alla metà/fine agosto, ed è abbastanza semplice, basterà seguire i seguenti consigli. Come prima cosa bisognerà scegliere un ramo che non porti fiori e che non crei danni estetici una volta esportata la parte da moltiplicare. Bisognerà portar via l’apice (la punta) di un ramo, prelevando una porzione lunga dai 10 ai 15cm. Bisognerà successivamente esportare parte delle foglie più vicino al taglio lasciandone una coppia all’apice (come in foto 3) dimezzando le altre. Bene il nostro rametto è pronto, per aumentare le percentuali di successo consiglio comunque di farne più di una, ad esempio 4/5 talee. Adesso scegliamo un vasetto, lo riempiamo di un terriccio idoneo alla moltiplicazione, quindi torba, e interriamo metà del ramo. Un altro consiglio è quello di bagnare il terriccio per bene prima di interrare la talea in modo da compattare sin da subito il terreno. Ecco qua, talee fatte! Ora nel prossimo paragrafo vediamo come conservarle ed i tempi di radicazione. Tempi di radicazione e conservazione Generalmente le talee di Ortensie impiegano poco tempo a radicare, ma nel frattempo possiamo controllare il loro stato seguendo i seguenti indizi. Se la pianta appare sempre eretta con foglie non avvizzite nei giorni successivi, significa che tutto sta proseguendo nel giusto ordine. Attenzione perchè subito dopo l’esecuzione la piccola talea potrà afflosciare, ma non datevi immediatamente sconfitti, attendete! Bisognerà posizionare le talee appena eseguita in un posto ombreggiato e fresco, nello stesso tempo luminoso. Per velocizzare il processo di radicazione potreste coprire le talee fornendogli un cappuccio trasparente creando così un effetto serra; basta però fare dei buchi per arieggiare. D’ora in poi controllate spesso le vostre piantine di Ortensia irrigando nel momento del bisogno. Trascorso un mese possiamo verificare lo stato della radicazione tirando MOLTO DELICATAMENTE il rametto e se oppone (basta anche un minimo) di resistenza, significa che la radicazione sta avvenendo. Ovviamente qualora fosse così, non possiamo di certo trapiantare subito la pianta ma aspettare minimo la primavera/autunno dell’anno successivo, garantendo però riparo anche coprendo con un telo, alle piccole Ortensie dal freddo e gelo invernale. Quando vanno potate le Ortensie? guarda qui i nostri cosnigli

Bougainvillea, coltivazione e moltiplicazione per talea

La Bougainvillea è una pianta rampicante vigorosa che cresce bene anche in posizioni di pieno sole. In questo articolo andiamo a vedere qualche consiglio sulla coltivazione e come moltiplicare queste piante per talea. La Bougainvillea è una rampicante molto apprezzata nei giardini italiani, io ne ho 2 nel mio giardino. Prende il nome dal viaggiatore francese L.A. de Bougainville, che la importò in Europa. E’ un arbusto originario dell’America del Sud che ad oggi conta numerose specie. E’ una pianta molto caratteristica che da vita a piccoli fiori che si sviluppano tra le tre brattee (foglie modificate) tinte di colori e tonalità che vanno dall’arancio al giallo, dal rosa al viola e bianco. Si sviluppa con lunghi steli legnosi e spinosi che a loro volta vengono ricoperti da un’abbondante fogliame a forma ovale e di colore che va dal verde al verde scuro. La Bougainvillea è veramente un’esplosione di colore e le specie più diffuse sono la Bougainvillea Glabra e la Spectabilis. E’ una pianta che prende la scena di tantissimi giardini e parchi del nostro paese, anche se di fatto quelle dal caratteristico colore viola è la specie più diffusa. Le Bougainvillee dalle tonalità arancio, giallo e rosa sono meno numerose in quanto sembrano più difficoltose nella coltivazione; sono piante che se messe nelle condizioni ideali, possono sfiorare gli 8 metri di altezza. Consigli per la coltivazione. La Bougainvillea è una pianta rustica che si adatta abbastanza bene al clima italiano soprattutto dalle regioni centrali al sud Italia, dove è facilmente coltivabile anche in giardino. Preferisce un’esposizione soleggiata ma al riparo dal vento che potrebbe danneggiare il portamento della pianta. Al Nord Italia è preferibile coltivarla in vaso, così facilmente spostatile, in quanto l’inverno freddo potrebbe creare problemi alla Bougainvillea. Il terreno che dovreste usare per coltivare questa specie è un buon terriccio universale, non richiede un terreno particolare, l’importante è che sia di qualità e garantisca il giusto drenaggio. Il mio consiglio è quello di aggiungere alcune manciate di terriccio per acidofile a quello universale che avete acquistato che comunque, deve prevalere sull’altro. Siccome la Bougainvillea può raggiungere facilmente i 2 metri d’altezza ed a secondo della specie e dove viene coltivata, superarli, dovreste controllare il loro sviluppo con la potatura ordinaria che vedremo nell’ultimo paragrafo, mantenendo i rami in ordine e nelle zone destinate alla loro crescita durante la fase vegetativa. Se coltivata in vaso, quando le radici riempiono completamente il contenitore, necessita di un rinvaso; fate quindi attenzioni allo sviluppo delle radici. Innaffiate dalle 2 alle 3 volte alla settimana dalla primavera in poi; richiede maggiore quantitativo d’acqua se avete posto la pianta in pieno sole. In caso di inverni molto rigidi e di forti gelate, coprite la pianta con l’apposito telo se coltivata in giardino. Bougainvillea, moltiplicazione per talea e potatura. Il metodo migliore per moltiplicare la Bougainvillea è la tale legnosa, vediamo quindi come si procede. Il periodo migliore per la talea legnosa ed in questo caso della Bougainvillea è da inizio autunno in poi, bisogna comunque attendere che la pianta perda la maggior parte delle foglie. Si procede quindi a selezionare 4/5 ramificazioni legnose (od anche più) di una Boungainvillea ben sviluppata e tagliare pozioni che vanno dai 20-30 cm. Rimuovete foglie e rametti rimanenti lasciando il ramo della talea pulito. Ottenuti i nostri rami per effettuare le talee (più ne preleviamo più probabilità di successo abbiamo), la base del fusto, quindi la parte che va interrata, sbucciamola dalla corteccia lasciando 1/2 cm di legno nudo. Prendiamo un grande vaso oppure un angolo di giardino ed interriamo i rami rispettandone il verso di crescita dopo averli immersi nell’apposita polvere radiante come questa in questo link. La polvere radiante è un ormone che stimola l’attecchimento e la formazione di radici. Mescolate sempre del terriccio torboso più adatto alla moltiplicazione delle piante. Appena interrate le talee, bagnate per irrigare e dopo vi consiglio di ricoprirle con del materiale trasparete, creando una specie di effetto serra; oppure se avete, posizionate il vaso in una serra da giardino. Le talee di genere legnoso impiegano quasi un anno a radicare per bene. Nella primavera successiva se la talea è andata a buon fine, i rami si sveglieranno dal riposo vegetativo generando nuovi getti e foglie. A questo punto attendete l’autunno per trapiantare le nuove piante di Bougainvillea nella posizione scelta sempre se abbiano formato un buon apparato radicale. Potatura La Bougainvillea è una pianta dallo sviluppo vegetativo ampio e veloce per questo ogni anno ha bisogno di una potatura ordinaria. Se da poco acquistata e appena piantata in primavera, recidete i rami di troppo ed iniziate a dare un senso di crescita alla vostra Buogainvillea. Per le piante adulte, sempre ad inizio primavera, recidete tutte le ramificazioni che oltrepassano una zona di crescita e riducete i rami laterali spuntandoli a ridosso di una gemma da dove partiranno le nuove ramificazioni. Tagliate quindi tutti i getti non necessari contenendo così lo sviluppo della pianta e consentendo a quelli nuovi di sostituire quelli vecchi. Ricordate di utilizzare i guanti e di prendere il ramo all’estremità perchè le spine sono agli angoli sugli steli.

Talea di Geranio, passo dopo passo. Approfondimento

Il Geranio, una delle piante più popolari nei giardini e terrazze del nostro paese. Facili da coltivare, facili da riprodurre per talea. Vediamo come si fa. Scommetto che se siete arrivati su questo articolo possedete almeno un Geranio all’esterno della vostra abitazione. Sono stati tra i fiori più amati dai nostri genitori e nostri nonni, da ciò che ricordo erano utilizzati su moltissime terrazze e balconi, almeno qui nel mio paese. Ai giorni d’oggi le specie sono aumentate grazie all’ingresso nel mercato di numerosissimi ibridi che non fanno altro che aumentarne le varietà e colorazioni. Sono molto semplici da coltivare, la considero un’ottima pianta per i nuovi appassionati di giardinaggio alle prime armi. Se la coltivazione è facile, moltiplicarli per talea è allo stesso modo semplice ad alta percentuale di riuscita. Quindi per chi comincia a muovere i primi passi nelle tecniche di moltiplicazione, non c’è miglior modo che iniziare con le specie di Gerani coltivate e preferite della casa, magari iniziando a togliersi le prime soddisfazioni. Ora proseguiamo l’articolo e vediamo come si fa. La talea di geranio, i passaggi Iniziamo col dire che i periodi migliori per effettuare la talea di Geranio sono la primavera e la fine dell’estate, anche se lascia buone chance di riuscita in tutto il periodo estivo. Si procede nello scegliere la specie desiderata assicurandoci che la pianta sia sana e idratata, preferibilmente dal giorno prima. Si prelevano uno o più pezzi di ramo scelti nelle zone apicali o laterali del geranio, lunghi almeno 10 cm o massimo 15/20 cm. Se possibile evitate di scegliere getti in fiore. Le porzioni di talea che dobbiamo preferire sono quelle erbacee, quindi rami ancora giovani e verdi. Successivamente la cosa migliore da fare è alleggerire la porzione di talea da elementi che potrebbero far evaporare l’acqua rapidamente e quindi eliminate buona parte delle foglie basali, lasciandone un paio o poco più all’apice del ramo e in caso ci fossero, boccioli e fiori. Le talee sono pronte per essere interrate ma consigliamo di aspettare ancora un pò, mettendo le talee ad asciugare un paio di ore all’ombra. Intanto prepariamo i vasetti con torba che consiglio di bagnare subito per poi interrare i rametti di geranio facendo attenzione a non danneggiare il giovane ramo. Una volta interrata la talea di geranio, compattate il terreno ben irrigato come ho consigliato sopra facendola aderire bene al terriccio ed in modo che sia ben salda. Se avete bagnato abbondantemente la torba non c’è bisogno di annaffiare di nuovo. Potrebbe interessarti: Come poatare i Gerani (Recuperando i carti per fare talee) Perchè ricoprire le talea Coperta o no, estate o primavera in attesa che la talea di Geranio radichi bisognerà tenerla all’esterno, all’ombra ed in un posto ben luminoso. Ma perchè coprirla e che significato ha? La copertura per una talea è un procedimento importante per ricreare un ambiente umido favorevole nella riproduzione, evitando così che il terreno asciughi presto e per velocizzare i tempi di radicazione. Per ricoprire il vasetto contente il rametto non bisognerà ingegnarsi più di tanto, qualsiasi oggetto trasparete e adattabile al caso sarà perfetto. Ad esempio potreste usare una bottiglia di plastica tagliandola a metà utilizzando poi la base come coperchio; l’importante è creare dei fori per il ricambio dell’aria qualunque sia l’oggetto scelto come coperchio. Potreste inoltre utilizzare un semenzaio se avete, oppure una copertura come questa nel link, progettata al caso. Quanto ci metterà il giovane Geranio a radicare? In questo caso ti consiglio di fare un salto in quest’altro articolo dedicato sempre alla talea di questa generosa pianta.

Violetta africana, tanti modi per moltiplicarla.

Che bella la violetta africana! Se coltivarla è semplice, moltiplicarla lo è altrettanto per via della loro versatilità. La violetta africana, scientificamente chiamata Saintpaulia ionantha, è una pianta estremamente semplice da coltivare che dona un meraviglioso decoro agli ambienti domestici. Eleganza è l’aggettivo che gli si addice più di altri, in quanto il fascino dei suoi fiori non è il solo a mettersi in risalto, perchè a completare il caratteristico quadretto botanico, saranno le sue foglie. A forma di cuore e carnose, spuntano direttamente dalle radici ed abbracciano la generosa fioritura. La violetta africana è una pianta perenne che ama vivere in ambienti temperati, infatti se coltivata in casa riesce a fiorire per più stagioni, in diversi periodi all’interno dello stesso anno e per molti anni. Infatti per ovvi motivi, è consigliato coltivarla in vaso. Ma se la coltivazione della Saintpaulia risulta essere semplice anche al giardiniere meno esperto, moltiplicarle è allo stesso modo facilissimo. La violetta africana ci darà l’opportunità di scegliere una delle seguenti tecniche, che andremo a vedere proseguendo l’articolo. Moltiplicare la violetta africana, divisione dei cespi. La Saintpaulia spesso forma dei cespi talmente densi che tende ad occupare tutto lo spazio a disposizione del vaso che la contiene. Siamo fortunati, la divisione dei cespi è uno dei metodi di moltiplicazione più semplice che esista. Nel periodo primaverile, fino ad inizio estate, possiamo svasare la pianta, operazione che in questo caso va fatta anche se non intenzionati a moltiplicarla, e dividere delicatamente il cespo della pianta a metà. In questo modo otterremo due porzioni di violetta africana, aventi il pane di terra con le radici, pronte da rinvasare in vasi singoli e nel nuovo terreno. Nel blog abbiamo trattato in modo più approfondito la divisione dei cespi e potrai leggerlo cliccando il link in blu. Talea di foglia, in acqua ed in terra. La Saintpaulia ionantha si può riprodurre con ottimi risultati anche per via della talea di foglia, in acqua o in terra. Se vuoi approfondire l’argomento: talea di foglia, clicca il link in blu oppure proseguiamo l’articolo. Talea di foglia in acqua: Con un coltello pulito e disinfettato con della candeggina, vai a prelevare una foglia con tutto il picciolo, lungo circa 4 cm. Dalla stessa pianta si possono prelevare più talee, preferendo le foglie laterali e completamente sviluppate della violetta. Quelle più giovani, che si sviluppano nella parte più interna della pianta, tendono a marcire con facilità. Riempi un contenitore di acqua, potresti scegliere un barattolo di vetro, un contenitore di plastica o qualcosa del genere, fino a circa 1/2 cm dal bordo. Applica alla superficie del contenitore una copertura di carta alluminio o cartoncino, forando il materiale con un arnese appuntito, facendo fori della dimensione precisa del picciolo della o delle foglie prelevate. Quindi inseriamo la talea di foglia nel foro facendo in modo che il picciolo entri in contatto con l’acqua per circa un centimetro, non di più per evitare marciumi. Se il contenitore verrà messo in un luogo non troppo caldo ed a mezz’ombra, dopo qualche giorno si svilupperanno le prime radici. A questo punto, potrai trasferire la futura piantina in un vasetto con del terriccio per piante da interno. Talea di foglia in terra: Moltiplicare la violetta africana con la talea di foglia in terra, è semplice ma ci vuole poca più dimestichezza confronto a quella precedente in acqua. Si prelevano le foglie laterali della pianta e si accorcia il picciolo a 2/3 cm. Prepariamo un vasetto con torba e sabbia, che ricordiamo essere un terriccio appositamente miscelato ed adatto alla moltiplicazione, e piantiamo le talee o la talea a circa un centimetro di profondità. Pressare bene il substrato intorno al picciolo facendolo aderire meglio ed annaffia molto delicatamente a pioggia. Meglio coprire il tutto con dei sacchetti di plastica trasparente o in serra (se avete), per limitare l’evaporazione. (Guarda qui un terriccio adatto alle talee) La temperatura va mantenuta sui 18-24 °C e dopo diversi giorni si formerà, prima il callo in corrispondenza del taglio e dopo circa 2-4 settimane cominceranno a svilupparsi le prime foglioline. Appena la piantina sarà abbastanza grande da aver sviluppato un buon apparato radicale, si potrà trapiantare nel vaso definitivo, con un substrato per piante da interno.

La talea di Camelia, tutti i passaggi.

PRIMA DI INIZIARE: Se ti piacerà il nostro modo di spiegare e le seguenti informazioni aiutaci a mantenere il nostro progetto libero da banner pubblicitari e aggiornato, donandoci una pianta in regalo. Abbiamo ricevuto un attaco hacker e stiamo ricominciando. 🌷 Buona Lettura! Dona una pianta Questo articolo è dedicato esclusivamente alla talea di Camelia. Spieghiamo e vediamo insieme tutti i passaggi. Il miglior metodo per moltiplicare le proprie Camelie è la Talea. Questa tecnica è la più sicura, quella che ha maggior possibilità di successo in tempi più brevi. In questo articolo ci occuperemo esclusivamente della tecnica più adeguata a livello amatoriale per moltiplicarla, analizzando passaggio dopo passaggio le operazioni da eseguire, imparando così con più facilità questa operazione. Ora non ti resta che seguire l’articolo ed impararea a fare una talea di Camelia con successo. La talea di Camelia, tutti i passaggi. Iniziamo subito a svelarvi qual’è il periodo migliore per fare talee di Camelia. La stagione in cui si avranno maggiori possibilità di riuscita è l’estate, da metà luglio a fine agosto, eseguendo talee semilegnose. Il caldo e l’umidità costante, aiuteranno il rametto reciso ad immettere radici. Possiamo anche approfittare del periodi della potatura delle Camelie recuperando porzioni per fare talee Prima di tutto bisogna scegliere i rami, consiglio di farne più di una, in modo da scegliere poi quella venuta meglio. Il ramo va prelevato dalla parte più centrale della pianta, e va recisa una porzione apicale, non ancora del tutto legnificata. Cosa vuol dire? Significa che le talee vanno prelevate dalle punte dei rami, il ramo dev’essere appena marroncino, morbido e giovane, non vecchio e di legno duro. Vanno prelevate porzioni di 15-20 cm ed il taglio va poi aggiustato a becco di flauto, cioè per obliquo. Consiglio di sbucciare il ramo vicino al taglio. Cosa significa sbucciare? Con un coltellino va delicatamente rimossa la pelle della giovane corteccia, lasciando la parte vicina al taglio a legno nudo. Adesso rimovete tutte le foglie, tranne le uniche due apicali (in punta) che andranno dimezzate. (Vedi le foto sopra) L’ormone radicante e perché utilizzarlo. Siccome le talee di Camelia, come tutte quelle semilegnose e legnose fanno fatica a radicare da sole, consiglio vivamente di acquistare a pochi euro un barattolo di polvere radicante (ormone), che aiuterà le semilegnose ad immettere radici e che potrai riutilizzare per il medesimo scopo. Quindi il passo successivo è quello di passare il ramo in un bicchierino d’acqua, poi nella polvere radicante e poi interrarlo. Bagnandolo faciliteremo l’attecchimento dell’ormone sul rametto. La talea va interrata per almeno la metà della sua lunghezza, ricompattando il terriccio vicino al ramo ed annaffiando con cautela subito dopo. Ogni volta che annaffiate, fate attenzione a non bagnare le foglie. Ricoprire e posizionare le talee. Non appena completati tutti i passaggi precedenti, è il momento di posizionare le talee terminate in un luogo luminoso, ombroso e ventilato. Per creare maggiore umidità ambientale, è opportuno e di buon aiuto ricoprire la talea, riducendo così il rischio che la vegetazione disidrati. Si potrà usare il fondo di una bottiglia di plastica, una busta trasparente o un semenzaio dotato di coperchio. E’ di estrema importanza che qualunque materiale vogliate usare, si praticano dei fori per far circolare l’aria al suo interno. In inverno le talee di Camelia possono rimanere all’esterno, garantendo loro un pò di sole al mattino ed un luogo riparato dai venti gelidi. Oppure potrai utilizzare una serra fredda da giardino, consigliata soprattutto per chi vive al nord Italia. Talea di Camelia, tempi di radicazione. In questo modo le talee di Camelia andranno annaffiate di tanto in tanto, dato che il terriccio ci metterà del tempo ad asciugare. La radicazione avverrà di norma entro 3-4 mesi di tempo, ma potrà metterci anche di più. Come capire che la radicazione sia avvenuta? Ovviamente non va scoperto il terreno alla ricerca delle possibili radici. Passato il tempo indicato, provate a tirare il rametto molto delicatamente verso l’alto senza fare forza. Se la talea oppone anche una minima resistenza vuol dire che l’apparato radicale si sta formando. Un’altra indicazione saranno lo stato delle foglie, se rimaste verdi vuol dire che la talea è ancora in vita. Le nuove foglioline potrebbero metterci più tempo a formarsi, rispetto a quello sopra indicato. Se la talea di Camelia avrà raggiunto il successo, nella primavera successiva è consigliato rinvasare le piccole e nuove piantine in un vasetto singolo, con del terriccio appropriato alle piante acidofile. Man mano che la pianta si sviluppa, il vaso va cambiato, aspettando sempre l’autunno o la primavera. Quando la nuova pianta di Camelia si è formata, sviluppando qualche ramo e nuove foglie, si potrà mettere a dimora nel vaso o nel posto definitivo. Per ulteriori dubbi, domande e consigli, scrivici nei commenti sotto.  

Moltiplicare cactus e succulente.

Le piante grasse (cactus e succulente) sono relativamente facili da curare e da moltiplicare, vediamo come proseguendo la lettura di questo articolo. Siete tantissimi gli appassionati di questa tipologia di piante che spesso scatenano forme di collezionismo. Le varietà sono tantissime, facili da coltivare anche perché se posizionate dove loro gradiscono, richiedono sicuramente cure meno frequenti rispetto alle classiche ornamentali. Ma un errore, se proprio vogliamo chiamarlo errore, è classificare i cactus e le succulente un unico gruppo, anche se simili presentano delle differenze. I cactus appartengono alla famiglia delle cactacee dotati di areole dalle quali si sviluppano le spine, sotto forma di uncini aculei o lanugini. La maggior parte delle succulente invece, sono le piante con foglie carnose; tante sono le varietà tra cui le classiche piante d’appartamento. Il metodo più utilizzato per moltiplicare i cactus è la semina e la talea di fusto, mentre la talea di foglia viene maggiormente utilizzata per riprodurre le succulente. Ora proseguiamo e vediamo come fare. Talee di fusto. Le talee di questo genere di piante possono praticarsi tutto l’anno anche se la primavera e l’estate sono le stagioni migliori. Le raccomandazioni che teniamo a fornirvi sono sempre le solite. Anche se di facile esecuzione, è consigliato utilizzare un terriccio idoneo, un compost di torba e sabbia che trattenga un pò di umidità e sia ben areato. La talea appena eseguita e messa nell’apposito vasetto, va posizionata in un posto caldo e ombreggiato. La talea di fusto è uno dei metodi più utilizzati per le cactacee. Si recidono i fusti laterali intorno alla pianta, evitando di prenderli tutti dallo stesso lato. Con un bastoncino od un accessorio simile, si esegue un foro nel vaso prescelto e riempito con l’apposito terriccio, dove poi si inserisce la talea. Si compatta bene il terreno attorno alla porzione di fusto appena piantato e si bagna leggermente. Posizionate la futura piantina nel luogo sopra consigliato. Talee di foglie. La classica talea di foglia è il metodo vegetativo più utilizzato per riprodurre e moltiplicare cactus e succulente. Si prelevano con delicatezza alcune foglie vicine al fusto, evitando di lasciare monconi rovinando così anche l’aspetto della pianta. Con l’aiuto di un bastoncino si crea il foro dove poi interreremo la foglia prelevata in modo verticale. Per la Sansevieria la foglia si può dividere in più porzioni, interrandola rispettandone il verso. Si possono interrare più talee nello stesso vaso. Completata l’operazione si pressa il terriccio intorno alla foglia e si bagna delicatamente. Il vaso va posizionato in penombra ed al caldo; solo una volta che la talea ha attecchito possiamo spostare la nuova pianta in vasi singoli. Altre tipologie di talee per cactus e succulente. TALEE DI CLADODI: Cosa sono i cladodi? Sono false foglie, come ad esempio quelle del comune fico d’india, da cui si possono ricavare nuove piante grazie alla talea. Alcune cactacee come le Schlumbergera e gli Epiphyllum possono sviluppare radici da talee di cladodi. Si procede prelevando porzioni di falsa foglia di circa 3-6 cm di lunghezza e si interrano nel substrato adatto alla moltiplicazione, annaffiando leggermente. Nel giro di poche settimane si sviluppano le radici e compaiono le gemme con i nuovi germogli. DIVISIONE DI ROSETTE: Cosa sono le rosette? Alcune succulente come Echeveria o i Sempervivum formano attorno alla rosetta principale altre rosette laterali. Le rosette sono in genere quegli anelli di un insieme di foglie, simili appunto alla forma del fiore della rosa. Le piccole rosette laterali si possono prelevare ripiantandole in un vaso con del substrato sabbioso. Dopo un pò di tempo si potrà verificare la formazione delle radici. PIANTE VIVIPARE: Vengono definite vivipare le piantine che si formano sui bordi delle foglie succulente. Ad esempio la Kalanchoe daigremontiana presenta queste tipologie di piantine che si possono facilmente prelevare e ripiantare in piccoli gruppi, distanziandole ed evitare che si tocchino l’una con l’altra. Possiamo piantarle in vasi singoli, compattando bene il terreno. E’ molto importante quest’ultima operazione, dato che per radicare la piantina deve stare ben a contatto con la terra. Fare attenzione alle annaffiature, meglio immergere il vaso in un recipiente con dell’acqua che bagnarle dall’alto. Per garantire miglior successo per ogni tipologia di talea di cactacee e succulente, è consigliato far asciugare alcune ore i tagli prima di interrare il materiale prelevato. Nel momento del futuro trapianto, scegliere sempre il substrato adatto a questo genere di piante (Terriccio per cactacee). Nel blog puoi inoltre leggere, un articolo dedicato interamente alle talee di foglie e radici.

Talea di foglia e radici, come fare.

In questo articolo vediamo due varianti di talea, quella di radice e quella di foglia. Ecco tutte le informazioni e come eseguirle. La riproduzione vegetativa, come la talea, ha molte varianti. Nei precedenti articoli e nella categoria apposita, abbiamo approfondito e imparato la differenza tra le talee erbacee, legnose e semilegnose, in questo articolo invece vediamo come effettuare quelle da radice e da foglia. Anche in questo caso, una porzione prelevata dalla pianta madre viene indotta a formare una nuova pianta; vediamo come procedere. Talea di radice. La talea di radice si differenza tra quella di radici sottili e quella di radici grosse. E’ una pratica che si effettua maggiormente sulle perenni e si prelevano durante il periodo di dormienza delle piante. Radici sottili: La talea di radici sottili, adatta a piante con questo genere di apparato radicale come Phlox paniculata o Primula denticulata, si prelevano dalla pianta madre estraendola dal terreno, anche se si potrebbe scoprire solamente la parte aerea. Si scelgono le radici superiori più giovani e si tagliano in porzioni di 6-7cm, che poi vanno ben ripulite dalla terra. Dopo di che, si prepara un vassoio da semina o un semenzaio con terriccio adatto alla moltiplicazione e si pongono orizzontalmente sul terreno. Successivamente si ricopre con una leggera spolverata di terra. A questo punto dovrete annaffiare il substrato, dev’essere umido ma non troppo ed irrigato con regolarità. Se disponi di un semenzaio riscaldato puoi utilizzarlo durante la stagione fredda. A primavera le nuove radici dovrebbero essersi sviluppate e le talee vanno trasferite in un vaso piccolo fino all’autunno, quando potrai filamenti mettere a dimora la nuova pianta. Radici grosse: Questo genere di talea è adatto a piante aventi radici più grandi come: Papavero orientale, Eryngium, ma si utilizza anche per le rose. Anche qui non è necessario estrarre tutta la pianta dal terreno, ma ti basterà scoprire l’apparato radicale superiore. Ora potrai recidere le radici migliori e più giovani, con delle cesoie od un coltello da potatura. Ricompattare il terreno intorno alla pianta madre. Ora dovrai tagliare le radici recise in porzioni di 6-7 cm facendo attenzione a ricordare il coretto orientamento, cioè la parte superiore e la parte inferiore. Per facilitarti potrai praticare due tagli differenti: un taglio dritto nella parte superiore, un taglio obliquo nella parte inferiore. Ora prepara un vassoio da semina o un semenzaio con il terriccio adatto e inserisci le radici verticalmente, con la parte dritta a livello del terreno. Ricoprire il tutto con una leggera spolverata di terriccio e bagnare il substrato. A primavera le nuove radici dovrebbero essersi formate. Puoi trapiantare la talea in un recipiente o vaso poco più grande, ed aspettare l’autunno, periodo in cui si potranno mettere a dimora. Talea di foglia. La talea di foglia è un genere di tecnica conosciuta soprattutto per le piante cactacee, piante d’appartamento e con foglie carnose, come ad esempio la begonia, la gloxinia ecc. In questa tipologia di talea ci sono molte varianti ed ognuna di queste si sposa meglio con un genere di pianta o con l’altro. E’ una tecnica utilizzabile tutto l’anno. Vediamo quali sono e come procedere. C’è quella più semplice che è inutile anche andare a spiegare per quanto sia banale, ed è quella di prelevare la foglia dalla pianta con tutto il picciolo e interrarla direttamente nel terriccio o metterla in un bicchiere con dell’acqua. E’utilizzabile per le piante ornamentali; c’è chi ci riproduce il basilico. Un’altra variante utilizzabile nelle cactacee (ad esempio la Sansevieria), è quello di dividere la foglia a metà o in più parti. Si crea un leggero solco sul terreno, dove si pone la foglia con la parte tagliata verso il substrato, rispettando il verso della foglia. Si annaffia leggermente e si pone al riparo. Se si utilizza un vasetto, meglio ricoprilo con un telo trasparente od una bottiglia, per creare un effetto serra. Ricordate di forare il materiale per arieggiare l’ambiente. Porzioni di foglia: Tra le varianti un poco più complesse troviamo la talea a porzioni di foglia. Ad esempio nella Gloxinia o la primula del capo e piante simili, potremmo procedere in questo modo. Si preleva una foglia giovane ma sviluppata, recidendola alla base, senza lasciare monconi. Si pone la foglia su un banco da lavoro e si taglia a metà, eliminando la nervatura centrale. Con l’aiuto di un bisturi o di un coltellino ben affilato e pulito, si incidono alcune nervature con incisioni di 18-25 mm, facendo molta attenzione a non tagliare completamente la lamina della foglia. Ora potrete interare la talea. Si riempie un vasetto, meglio un semenzaio con coperchio, con il terriccio adatto alla moltiplicazione (sabbia e torba), si crea un solco e si posiziona la foglia orizzontalmente. La parte incisa deve stare verso il basso e aderire bene sul terriccio. Annaffiare delicatamente. L’alternativa è un metodo utilizzabile nelle begonie ed è quello di dividere la lamina fogliare in più porzioni. Si procede prelevando una grossa foglia, sempre giovane ma sviluppata, si mette sul banco da lavoro e si taglia ambi i lati in porzioni quadrate o triangolari. Ogni porzione deve contenere più venature, evitando di fare parti troppo piccole che rischierebbero di marcire. La nervatura centrale va eliminata. Dopo di che, si creano dei solchi sul terriccio umido messo in un semenzaio e si interrano leggermente i quadrati di foglia ottenuti, rispettando il verso, quindi la parte più vicina al picciolo verso il basso. Coprire il semenzaio, ed aspettare. Se la talea la si fa in inverno, è meglio utilizzare una serra riscaldata per consentire una temperatura di 21-25 gradi. Quando le piantine saranno sviluppate abbastanza, possiamo procedere nel trapianto in vasi singoli. La foglia della talea va eliminata e la giovanissima piantina va posta momentaneamente in una zona ombreggiata. Talea di foglia con gemma. Questo è un metodo che si avvicina molto alla talea tradizionale. Consiste nel scegliere un germoglio semilegnoso contenete una foglia e una gemma nel nodo, tra foglia e gambo. Questo genere di talea si applica in estate ed è …